Letteratura di massa: i pro e contro di un "intenditore"

|

Si parla spesso di bestseller, soprattutto in quest'ultimi tempi, in cui ne vengono prodotti in quantità industriale (prima o dopo l'eventuale film omonimo).

Invadono librerie, strade e banchine della metro, con i vari cartelloni pubblicitari che ne propongono i titoli a prezzi concorrenziali, alla stregua di un qualsiasi prodotto per la casa o di una nuova merendina.

Ma cos'è veramente un bestseller?

Ecco cosa ci propone "Wikipedia" ("l'enciclopedia libera", cioè fatta dalle persone) a proposito di questa voce.

Un best seller o bestseller (letteralmente: "più venduto") è un libro di grande successo commerciale. Lo sviluppo di tale fenomeno è collegato alla diffusione dei mezzi di comunicazione di massa e al consumismo.

Si possono distinguere due tipologie di bestseller:

  1. bestseller di qualità: nasce come opera d'arte e ha grande successo per motivi che non sono controllabili; non è un prodotto del momento, ed è destinato in genere a diventare un classico. Un esempio può essere Siddharta di Hesse, o prima ancora I dolori del giovane Werther di Goethe

  2. bestseller di consumo: libro creato ad hoc per raggiungere molto pubblico. Ogni dettaglio, dalla veste grafica accattivante al costo contenuto, viene studiato per consentire la più ampia accoglienza possibile da parte del mercato. Si tratta in genere di un romanzo di facile lettura (fast book), spesso legato a fenomeni culturali del momento, e, talvolta, associato abbastanza direttamente a una trasposizione filmica. Esempi recenti sono i romanzi chick lit (Nello slang statunitense, chick è un termine informale -e abbastanza dispregiativo, direi!!!- che sta per "ragazza", derivato da chicken,"pollastrella"; lit è l'abbreviazione di literature. Si riferisce ad un genere letterario emerso negli anni '90 e rappresentato da scrittrici soprattutto britanniche e statunitensi, che si rivolgono a un pubblico di donne giovani, probabilmente single e in carriera. Tra i più famosi chick lit, Il diario di Bridget Jones di Helen Fielding, Sex and the City, di Candace Bushnell, I love shopping, di Sophie Kinsella e Il diavolo veste Prada,di Lauren Weisberger).


Chiarito ciò, mi viene in mente un saggio del noto Umberto Eco: Apocalittici e Integrati. Pubblicato nel 1964 (e quindi ben lontano da questa vera e propria inondazione odierna di bestseller) elenca delle considerazioni pro e contro la letteratura di massa, di cui individua aspetti positivi e negativi.

(sempre ripreso da Wikipedia)


Aspetti negativi

  • Si cerca di andare incontro al gusto medio evitando l'originalità.
  • La letteratura di massa è caratterizzata dall'omologazione culturale. Opinione che rimanda al concetto formulato da McLuhan di villaggio globale dove non ci esistono più differenziazioni culturali.
  • Il pubblico è inconscio di sé come gruppo sociale e subisce tale cultura.
  • È presente la tendenza a suggerire emozioni già costruite, con funzione provocatrice si danno le emozioni già pronte.
  • I prodotti mass-mediali sono sottomessi a leggi di mercato, diventando oggetto di persuasione pubblicitaria.
  • Il pensiero è sclerotizzato e costituito da slogan e citazioni.
  • Compresenza di informazioni culturali e gossip.
  • Concezione di visione passiva e acritica del mondo, scoraggiando sforzo individuale.
  • Incoraggiamento dell' informazione verso il presente e indifferenza verso il passato.
  • Impegno del tempo libero solo a livello superficiale.
  • Creazione di miti e simboli con tipi che sono facilmente riconoscibili.
  • Il lavoro della mente è rivolto a opinioni comuni (endoxa): la gente ama il conformismo di costumi, valori e principi sociali.
  • I mass-media auspicano una società paternalistica e solo superficialmente democratica. I modelli sembrano imposti dal basso ma sono espressione di una cultura degradata, pseudo-popolare e imposta dall'alto.
Aspetti positivi

  • La cultura di massa non è identificabile con regimi capitalistici ma è anche espressione di democrazia popolare.
  • La cultura si apre a categorie sociali che prima non vi accedevano.
  • Spesso l'informazione è sovrabbondante ma ciò può dare una parvenza di formazione a persone che prima non ne avevano.
  • Soddisfa la necessità di intrattenimento.
  • Permette la diffusione di opere culturali a prezzi molto bassi.
  • I mass-media sensibilizzano uomo nei confronti del mondo: aprono scenari prima negati.

Eco cerca di creare positività in un termine spesso usato con accezione negativa. Se siamo inseriti in una società industriale non ci si può staccare dai media. Industria culturale di per sé non è negativa, ma lo è il consumismo, che vede il libro come oggetto di merce: quando però esso veicola dei valori diviene strumento efficace per la sua diffusione.

Categorie:

Post correlati

Generazione TQ - 28.07.11
Autori, editori e librai/2 - 24.07.11
Autori, editori e librai - 20.07.11




Su questo post

Questa pagina contiene un solo post di Flavia pubblicato il 24.04.07 17:56.

Ritratto del lettore del nuovo secolo è il post precedente

La tipografia come arte è il post successivo

Ultimi commenti

Non ci sono commenti per questo post

Archivi per mese