Wu Ming: scrittura collettiva e forme di editing

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Per iniziare si può partire da Q (Einaudi, Torino 1999), firmato con lo pseudonimo della cultura underground Luther Blissett da quattro narratori che lavorano a Bologna: Roberto Bui (che diventerà Wu Ming 1), Giovanni Cattabriga (Wu Ming 2), Luca Di Meo (Wu Ming 3) e Federico Guglielmi (Wu Ming 4).  Il romanzo nasconde dietro al plot una ricerca su che cosa sarebbe potuto accadere se i movimenti di riforma religiosa del XVI secolo avessero raggiunto gli obiettivi iniziali di riscatto e di emancipazione.

Nel marzo 2000 si aggiunge al gruppo un quinto membro, Riccardo Pedrini che diventa Wu Ming 5, e si adotta il nome Wu Ming Foundation.

Il logo di Wu Ming
"Luther Blissett - si legge nell'intervista a cura di Teresa Graziano pubblicata su «Stylos» del 26 giugno 2007 - era uno pseudonimo, Wu Ming è una band. Lo pseudonimo Luther Blissett era adottato da centinaia di persone, il nome Wu Ming è riferito a un gruppo di 5 narratori, come il nome "Arctic Monkeys" è riferito a un gruppo di 5 musicisti e il nome Orchestra sinfonica nazionale della RAI è riferito a un ensemble di decine di musicisti." 

I partecipanti al gruppo scrivono testi e racconti anche da soli, ma firmano insieme negli anni successivi altri due romanzi: 1954 e Giap, pubblicati sempre da Einaudi nel 2002 e nel 2003.

 Nel 2007 per i tipi dell'editore torinese esce l'ultima fatica collettiva: Manituana, ambientato nel 1775 tra America e Inghilterra, «all'alba della rivoluzione che generò gli Stati Uniti».

Il romanzo è accompagnato da un sito internet, articolato su un doppio livello: la parte pubblica, aperta a tutti, e quella riservata, a cui si accede rispondendo a una domanda su un episodio chiave del libro.

Nella parte pubblica una speciale sezione è dedicata alla musica: gruppi conosciuti, come ad es. i Casasonica, hanno composto brani ispirati ai temi del libro. Inoltre è stato preparato un trailer originale di presentazione del mondo di Manituana.

Nella parte riservata spiccano due sezioni: "Diramazioni", che permette ai lettori di immaginare possibili svolgimenti diversi all'interno della trama proposta dagli autori, e "Officina", in cui si accede alla fucina in cui è stato creato il romanzo.

Proprio da quest'ultima sezione riprendiamo, con il permesso degli autori, il brano seguente sulle modalità di lavorazione editoriale adottate dai Wu Ming.

 

Neverending editing
Il lavoro di revisione sulle pagine di un romanzo può assumere molti aspetti diversi:  dal riscrivere una frase che non suona bene al correggere la sintassi, dal trovare il giusto ordine delle parole all'eliminare ridondanze e sbrodolature.
Le due e-mail che seguono testimoniano la forma più estrema che l'accanimento terapeutico su un testo e l'ossessione per la pulizia linguistica possono raggiungere. Si individuano certe espressioni ricorrenti, si fa una ricerca automatica nel file di testo e le si stermina una ad una.
Alcune vittime sono comuni a molti scrittori, parolette poco utili e significative ma rigogliose come zizzania: quasi, qualche, tutto...
Altre caratterizzano un autore, o un opera in particolare.
Nel caso di Manituana, "istante" e "sguardo" sono stati i nostri peggiori nemici per diverse ore.

Nota alla lettura:
"Filone" è, in gergo wuminghiano, il file di testo completo, con tutti i capitoli scritti.
"Interlineare" è la limatura minuziosa di ogni singola frase.


WM2, 9 novembre 2006
Nella versione del filone che abbiamo stampato:
47 istant-
545 tutt-
139 qualche
3 all'unisono

Alla fine dell'interlineare, contiamo i superstiti.

WM2, 14 novembre
Compadres,
senza inutili ansie, concentrati ormai sull'epilogo, faccio notare che Pio Pompa è sempre al lavoro sul filone. Basta aprirlo a caso e il neverending editing ti prende alla gola.
Notate ad esempio l'impagabile dadaismo di questa frase:
La presenza di un personaggio del suo rango ava legittimità la spedizione
(immagino  fosse: "legittimava la spedizione")

Propongo di sospendere lo sterminio di termini, ma di farsi una lista di "wanted" in vista della correzione bozze.
Ad esempio:
412 tutt-
269 ancora
(Notate ad es:  Era ancora la fattoria più bella della zona. Perché "ancora"? Lo era e basta, no?)
250 occh- (cioé 125 persone che si guardano per lunghi istanti)
90 forse
63 iniz- (iniziare a... spesso è evitabile)
49 pensier- (non tanti, ma ad es: William tese le orecchie e concentrò il pensiero sui rumori. Non è meglio "si concentrò sui"?)
6 attonit-

Poi, altre robe sparse:
Nell'intermezzo "Il Ritorno", Guy Johnson viene nominato con nome e cognome almeno 6 volte. Di solito abbiamo usato "Guy Johnson" alla prima occorrenza e Guy in tutte le altre.
Nella frase più riscritta di tutto il romanzo:
i rappresentanti della Corona avevano tracciato il confine oltre il quale i coloni bianchi non potevano insediarsi: il fiume Unadilla, da Fort Stanwix alla Pennsylvania.
Se il confine è un fiume non si traccia, si stabilisce...

E infine, una relativa dentro l'altra, giusto per salutarsi:
Tra i gruppi di uomini che bivaccavano scorse alcuni Oneida che barcollavano allegri.

10 aprile 2007
La copertina del libro

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