Copertine e fotografie

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La copertina è spesso il primo elemento di un libro a colpire la nostra attenzione: la sua funzione può essere paragonata a quella dell'abito che usiamo nella nostra vita quotidiana. Uno stesso libro, nelle sue diverse edizioni, può avere un cappotto pesante per l'inverno (edizione rilegata in pelle per i più ricchi o in cartone per i più informali), un soprabito leggero per le mezze stagioni (i cosiddetti paperback in cartoncino leggero) o giacca/blusa e pantaloni/gonna per l'estate.
politecnico.gifPiù libri di una stessa collana formano un vero e proprio guardaroba, con variazioni di registro all'interno di uno stile originale voluto dall'art director.
Nella tradizione italiana i designer hanno privilegiato le forme grafiche astratte, alternando l'eleganza minimalista (come ad es. nella collana "Il nuovo Politecnico" di Einaudi o nella "Biblioteca Adelphi") a scelte di impatto sicuramente forte, ma discutibile (come nel caso dei "Miti" della Mondadori).
Le copertine possono arricchirsi di disegni o di riproduzioni di quadri più o meno conosciuti, per trasmettere un messaggio visivo di forte impatto. L'uso di fotografie realistiche o trattate con il fotoritocco è meno diffuso per una questione di gusto estetico e per una questione economica: nel caso di grandi fotografi si aggiungerebbe il costo dei diritti di riproduzione.
Nella tradizione anglosassone il ricorso alle produzioni anche di grandi fotografi, stampate direttamente sulla copertina o sulla sopraccoperta, è più diffuso e ottiene spesso risultati di alto livello artistico.
Il fotografo e artista americano Karl Baden ha iniziato nel 2002 a collezionare le copertine illustrate da fotografi famosi, comprando i volumi nelle librerie antiquarie o dell'usato. Le motivazioni di un tale collezionismo sono state da lui così riassunte:
I began to notice familiar images from the History of Photography on the covers of novels, textbooks and volumes of poetry; books whose nominal subject matter didn't necessarily have a literal correspondence with the often iconic photographs that graced their jackets. Curious about this metaphorical relationship between cover and content, I began to assemble a collection that currently numbers more than 1,400 volumes, includes over 300 photographers, and spans the history of the medium, from Niépce, Daguerre and Fox Talbot through Nan Goldin, Cindy Sherman, Carrie Mae Weems and other established contemporary practitioners. Also included in this collection is the work of a number of individuals who, though not primarily known as photographers, have produced photographic, or photographically-based, work which has had an impact on the medium. Robert Rauschenberg and Andy Warhol are two such examples. Eudora Welty, best known as a writer, is another.

Nel 2005 l'archivio di Baden è stato trasformato in una banca dati ora accessibile gratuitamente in linea e consultabile attraverso le chiavi di ricerca dedicate ai fotografi, agli autori, agli editori, ai designer e all'anno di edizione. Si tratta di un corpus di elevato interesse per la storia dell'editoria, che riserva sorprese anche al lettore italiano: tra i fotografi si trovano personaggi, come Henry Cartier-Bresson e Robert Capa, che hanno segnato la storia di questa arte, ma anche il filosofo francese Jean Baudrillard o il regista tedesco Wim Wenders. Tra gli autori illustrati sono presenti figure come Sartre e Camus, come Steinbeck e Sontag.
In questo caso si può dire certamente dire che la copertina del libro sia un capo unico di abbigliamento.
Una selezione di copertine è consultabile in questa galleria.

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Questa pagina contiene un solo post di lucius pubblicato il 12.10.07 10:53.

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