Tirature

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Dal 1991 Vittorio Spinazzola, professore di Letteratura italiana contemporanea all'Università degli Studi di Milano, cura con tenacia e acume un'annuario sulla produzione editoriale italiana, che è diventato un punto di riferimento obbligato per gli addetti ai lavori e per chi vuole operare nel settore.

Tirature.jpgLa prima edizione, Tirature 1991, è stata pubblicata dalla casa editrice Einaudi; negli anni successivi, dal 1992 al 1997, è subentrata la Baldini-Castoldi e dal 1998 a oggi il Saggiatore, in collaborazione con la Fondazione Alberto e Arnoldo Mondadori di Milano.

Sotto l'egida del Saggiatore, l'annuario si è strutturato in tre sezioni portanti, indicate dal nuovo sottotitolo "Autori - Editori - Pubblico", e di una prima parte introduttiva a carattere tematico. Riportiamo di seguito, a titolo esemplificativo, gli approfondimenti iniziali degli ultimi anni.

  • 2000: Romanzi di ogni genere. 10 modelli a confronto
  • 2001 L'Italia d'oggi. I luoghi raccontati
  • 2002 I poeti fra noi. Le forme della poesia nell'età della prosa
  • 2003 I nostri libri : letture d'oggi che vale la pena di fare
  • 2004 Che fine ha fatto il post-moderno?
  • 2005 Giovani scrittori e personaggi giovani
  • 2006 Di cosa parlano i romanzi d'amore
  • 2007 Le avventure del giallo
  • 2008 L'immaginario a fumetti
Il tentativo è stato quello di tematizzare i fenomeni emergenti del mondo editoriale, come ad esempio l'apprezzamento del genere giallo tra i lettori italiani, il caso Camilleri o l'ascesa dei giovani scrittori. Nell'ultima edizione assurgono al ruolo di protagonisti i personaggi dei fumetti, da Corto Maltese a Dylan Dog, da Cipputi a Bobo, rivisitati come classici consolidati dell'immaginario collettivo. (Aggiornamento dell'11 marzo 2008: una recensione molto critica di questa sezione da parte di Daniele Brolli è riportata nel blog di Loredana Lipperini).
Nella sezione "Autori", l'edizione 2008 si sofferma su generi specifici quali la letteratura migrante di autori stranieri che hanno adottato l'italiano come lingua espressiva o le storie del precariato giovanile, che hanno trovato un'ampia rappresentanza nelle pubblicazioni recenti. Tra gli autori non possono poi mancare alcuni casi letterari dell'anno, come l'ultimo romanzo di Niccolò Ammaniti (Come Dio comanda, Mondadori, Milano 2006, ma Premio Strega 2007), l'alone di mistero che circonda Elena Ferrante o la prolifica produzione giornalistica di Claudio Magris, che, secondo Alberto Cadioli, riesce con le sue riflessioni culturali "ad arricchire chi la compie e chi la legge" (p. 82).

Nella sezione "Editori", si analizzano, tra gli altri contributi, la trasformazione dell'AIE da associazione di produttori di libri ad associazione di fornitori di contenuto, le nuove librerie allestite nei supermercati dalla COOP e la "morte apparente" dei libri esauriti e fuori catalogo.
Di rilievo appaiono le riflessioni di Laura Lepri sul fenomeno degli aspiranti autori ("Scrivere per pubblicare", pp. 179-183) e di Graziano Neri sulle opportunità offerte dal Web 2.0.

Secondo la Lepri, il popolo degli aspiranti autori è cresciuto in quantità e in qualità media negli ultimi due decenni, vuoi per il maggiore riconoscimento sociale attribuito alla figura dello scrittore, vuoi per processi di emulazione di "maestri vecchi nuovi, quali il ritrovato Simenon e l'ormai consolidato Camilleri, l'Eco «storico», la Rowling dei maghetti, la helen Fielding eroina di quelle donne che hanno trovato nell'ironia il registro migliore per esorcizzare molti dei disagi della quotidianità" (pp.180-181). Tale qualità media non corrisponde, tuttavia, alla bontà finale del risultato, in cui rimangono "imperizie ed errori" e fanno sì che meno dell'1% delle proposte che arrivano in redazione giungano alla pubblicazione.

Secondo Graziano Neri, a sua volta, il Web 2.0 ha creato una serie di strumenti per la crescita dal basso di nuovi contenuti informativi e editoriali e per il loro reperimento e per la loro classificazione attraverso il social bookmarking o il tagging. In questo ambito si pone la sfida di un incontro positivo tra la nuova intelligenza collettiva espressa dagli utenti della rete con il mondo dei professionisti dell'informazione e della cultura, incontro non facile e non scontato, ma ineludibile per la crescita della stessa produzione editoriale.

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