Archivi di Luglio 2010

La figura dell'editor

| | TrackBack (0)
franchini.jpgLo abbiamo citato a più riprese tra le persone che svolgono un ruolo importante nelle case editrici. L'editor è diventato una figura chiave dell'editoria contemporanea, con compiti e responsabilità nella fase alta di ideazione del libro e in quella finale di messa a punto e miglioramento della nuova iniziativa. Può essere il curatore di un volume nell'accezione anglosassone, oppure accompagnare l'autore nel suo percorso e diventarne un interlocutore privilegiato in quella italiana. Come uno dei primi lettori è in grado di formulare osservazioni e commenti, che possono influenzare favorevolmente una vena creativa ancora fresca.

L'editor di narrativa deve avere una particolare predisposizione a dialogare con il mondo interiore, spesso ancora in fieri e proprio per questo prensile per nuovi suggerimenti e geloso del proprio sviluppo autonomo, di chi scrive il libro.

Abbiamo perciò raccolto tre interviste-testimonianze di Antonio Franchini, editor della narrativa in Mondadori e anche autore in proprio per la casa editrice Marsilio. La prima è apparsa in TreccaniLab, e ne abbiamo già parlato in questa occasione. La seconda è stata pubblicata nell'edizione napoletana della «Repubblica». La terza infine è di questa settimana ed è apparsa sempre sulla «Repubblica», questa volta però nell'edizione nazionale a cura di Antonio Gnoli.

Sottolineiamo solo un punto delle sue dichiarazioni: la risposta al quesito "Come ha cominciato?"
«Ero un giovane laureato in lettere. Risposi a un annuncio in cui cercavano persone da impiegare nel marketing editoriale. Feci un colloquio ma non venni preso. Nel frattempo da Napoli mi ero trasferito a Milano, dove avevo cominciato a lavorare in alcuni studi editoriali. Erano i primi anni Ottanta. Finii alla Reader' s Digest. Mi occupavo di grandi opere: giardinaggio, cucina, storia divulgativa. Pensavo di mollare. Sentivo che non era ciò che mi interessava, il lavoro per il quale ero tagliato. Quello che non sapevo è che il lavoro alla Digest era molto apprezzato negli ambienti editoriali, per via della cura con cui venivano confezionati i libri. E quando si ripresentò l' occasione con la Mondadori, venni assunto».
Ecco infine i testi (con un augurio di buona lettura e di buone letture nel mese di agosto):
PS A Franchini si deve il titolo del bestseller di Giordano (La solitudine dei numeri primi, premio Strega del 2009), che l'autore aveva intitolato Dentro e fuori dall'acqua, e viceversa la difesa di quello del libro di Antonio Pennacchi, Canale Mussolini, premio Strega 2010, che suscitava perplessità nella casa editrice milanese.

Il diritto d'autore

| | TrackBack (0)
Nascita dei primi provvedimenti sul diritto d'autore

Il diritto d'autore, giuridicamente parlando, è una materia molto giovane. Per molti secoli è rimasta ignorata e senza una vera e propria legge che la regolasse e solo in tempi recenti si è sentita l'esigenza di un riconoscimento di un diritto a favore dell'autore.
Con l'English Copyright Act, promulgata nel 1709 dalla regina Anna d'Inghilterra ed entrata in vigore il 10 aprile del 1710, ci si cominciò ad occupare di leggi per i diritti dell'autore dell'opera. Per quanto riguarda invece il resto d'Europa si dovrà attendere il secolo successivo per avere leggi simili per la regolamentazione del diritto d'autore.
I primi provvedimenti nell'Italia preunitaria avvennero nel breve periodo di influenza napoleonica. Il 9 maggio 1801 venne emanata la Legge del 19 fiorile dell'anno IX che riconobbe come sacra la proprietà dell'autore e portò agli "autori di scrittura d'ogni maniera, ai compositori di musica, ai pittori, ai disegnatori che fanno incidere quadri o disegni", il diritto esclusivo, finché fossero in vita, di vendere, far vendere, distribuire le loro opere nel territorio Cisalpino e di cederne la proprietà solo se almeno due esemplari dell'opera venivano depositati nella biblioteca nazionale.
Nel 1865 il Regno d'Italia, da poco unificato, si dotò di un Codice sul diritto d'autore che riconosceva agli autori il diritto esclusivo di pubblicazione e riproduzione (la Legge del 25 giugno 1865 n. 2337 sui diritti spettanti agli autori delle opere dell'ingegno).

La Legge n. 633/1941

Dal 22 aprile 1941 il diritto d'autore in Italia è regolato dalla legge n. 633 "Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio" e dalle sue successive modifiche e aggiornamenti del 2000 e del 2005. La legge si compone di 206 articoli divisi in otto titoli.
La legge è estremamente lunga e complessa ma si possono almeno definire dei principi generali sui quali si fonda la normativa:
 
  • Sono protette, ai sensi di questa legge, le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione (art.1)
  • L'autore ha il diritto esclusivo di pubblicare l'opera e di utilizzarla economicamente in ogni forma e modo, originale o derivato, nei limiti fissati da questa legge, ed in particolare con l'esercizio dei diritti esclusivi sulla riproduzione, la trascrizione, l'esecuzione, la comunicazione al pubblico, la distribuzione, la traduzione e il noleggio (art.12-19). Questi sono i diritti patrimoniali, legati all'utilizzo dell'opera e allo sfruttamento economico della sua commercializzazione
  • Vi sono poi i diritti morali, che sono inalienabili: indipendentemente dai diritti esclusivi di utilizzazione economica dell'opera ed anche dopo la cessione dei diritti stessi, l'autore conserva il diritto di rivendicare la paternità dell'opera e di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione od altra modificazione ed a ogni atto a danno dell'opera stessa, che possano essere di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione (art.20)
  • I diritti di utilizzazione economica dell'opera durano tutta la vita dell'autore e sino al termine del settantesimo anno solare dalla sua morte (art.25), dopo l'opera diventa di dominio pubblico e può essere utilizzata da chiunque senza alcun pagamento. Gli eredi dell'autore resteranno detentori della proprietà letteraria sull'opera e potranno sfruttarla fino a settant'anni dalla morte dell'autore
  • Attraverso un contratto editoriale l'autore può concedere ad un editore l'esercizio del diritto di pubblicare per le stampe, per conto e a spese dell'editore stesso, la sua opera (art.118). Il contratto può essere per edizione o a termine. Il contratto per edizione conferisce all'editore il diritto di eseguire una o più edizioni entro vent'anni dalla consegna del manoscritto completo e nel contratto devono essere indicati il numero delle edizioni e il numero degli esemplari di ogni edizione, se mancano tali indicazioni si intende che il contratto ha per oggetto una sola edizione per il numero massimo di duemila esemplari. Il contratto di edizione a termine conferisce all'editore il diritto di eseguire quel numero di edizioni che stima necessario durante il termine, che non può eccedere venti anni, e per il numero minimo di esemplari per edizione, che deve essere indicato nel contratto (art.122)
  • Il compenso spettante all'autore deve essere proporzionato al successo della sua opera in base ad una percentuale sul prezzo di copertina degli esemplari venduti (art.130). Solitamente varia dal 5% per le edizioni economiche al 12% per quelle di grande successo

Su questo archivio

Questa pagina contiene l'archivio dei post del mese di Luglio 2010 dal più recente al più vecchio.

Giugno 2010 è l'archivio precedente.

Agosto 2010 è l'archivio successivo.

Trova i contenuti recenti nella home page o guarda negli archivi per trovare tutti i contenuti.

Login


Come registrarsi?