Il diritto d'autore

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Nascita dei primi provvedimenti sul diritto d'autore

Il diritto d'autore, giuridicamente parlando, è una materia molto giovane. Per molti secoli è rimasta ignorata e senza una vera e propria legge che la regolasse e solo in tempi recenti si è sentita l'esigenza di un riconoscimento di un diritto a favore dell'autore.
Con l'English Copyright Act, promulgata nel 1709 dalla regina Anna d'Inghilterra ed entrata in vigore il 10 aprile del 1710, ci si cominciò ad occupare di leggi per i diritti dell'autore dell'opera. Per quanto riguarda invece il resto d'Europa si dovrà attendere il secolo successivo per avere leggi simili per la regolamentazione del diritto d'autore.
I primi provvedimenti nell'Italia preunitaria avvennero nel breve periodo di influenza napoleonica. Il 9 maggio 1801 venne emanata la Legge del 19 fiorile dell'anno IX che riconobbe come sacra la proprietà dell'autore e portò agli "autori di scrittura d'ogni maniera, ai compositori di musica, ai pittori, ai disegnatori che fanno incidere quadri o disegni", il diritto esclusivo, finché fossero in vita, di vendere, far vendere, distribuire le loro opere nel territorio Cisalpino e di cederne la proprietà solo se almeno due esemplari dell'opera venivano depositati nella biblioteca nazionale.
Nel 1865 il Regno d'Italia, da poco unificato, si dotò di un Codice sul diritto d'autore che riconosceva agli autori il diritto esclusivo di pubblicazione e riproduzione (la Legge del 25 giugno 1865 n. 2337 sui diritti spettanti agli autori delle opere dell'ingegno).

La Legge n. 633/1941

Dal 22 aprile 1941 il diritto d'autore in Italia è regolato dalla legge n. 633 "Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio" e dalle sue successive modifiche e aggiornamenti del 2000 e del 2005. La legge si compone di 206 articoli divisi in otto titoli.
La legge è estremamente lunga e complessa ma si possono almeno definire dei principi generali sui quali si fonda la normativa:
 
  • Sono protette, ai sensi di questa legge, le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione (art.1)
  • L'autore ha il diritto esclusivo di pubblicare l'opera e di utilizzarla economicamente in ogni forma e modo, originale o derivato, nei limiti fissati da questa legge, ed in particolare con l'esercizio dei diritti esclusivi sulla riproduzione, la trascrizione, l'esecuzione, la comunicazione al pubblico, la distribuzione, la traduzione e il noleggio (art.12-19). Questi sono i diritti patrimoniali, legati all'utilizzo dell'opera e allo sfruttamento economico della sua commercializzazione
  • Vi sono poi i diritti morali, che sono inalienabili: indipendentemente dai diritti esclusivi di utilizzazione economica dell'opera ed anche dopo la cessione dei diritti stessi, l'autore conserva il diritto di rivendicare la paternità dell'opera e di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione od altra modificazione ed a ogni atto a danno dell'opera stessa, che possano essere di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione (art.20)
  • I diritti di utilizzazione economica dell'opera durano tutta la vita dell'autore e sino al termine del settantesimo anno solare dalla sua morte (art.25), dopo l'opera diventa di dominio pubblico e può essere utilizzata da chiunque senza alcun pagamento. Gli eredi dell'autore resteranno detentori della proprietà letteraria sull'opera e potranno sfruttarla fino a settant'anni dalla morte dell'autore
  • Attraverso un contratto editoriale l'autore può concedere ad un editore l'esercizio del diritto di pubblicare per le stampe, per conto e a spese dell'editore stesso, la sua opera (art.118). Il contratto può essere per edizione o a termine. Il contratto per edizione conferisce all'editore il diritto di eseguire una o più edizioni entro vent'anni dalla consegna del manoscritto completo e nel contratto devono essere indicati il numero delle edizioni e il numero degli esemplari di ogni edizione, se mancano tali indicazioni si intende che il contratto ha per oggetto una sola edizione per il numero massimo di duemila esemplari. Il contratto di edizione a termine conferisce all'editore il diritto di eseguire quel numero di edizioni che stima necessario durante il termine, che non può eccedere venti anni, e per il numero minimo di esemplari per edizione, che deve essere indicato nel contratto (art.122)
  • Il compenso spettante all'autore deve essere proporzionato al successo della sua opera in base ad una percentuale sul prezzo di copertina degli esemplari venduti (art.130). Solitamente varia dal 5% per le edizioni economiche al 12% per quelle di grande successo
LA SIAE

Il compito della SIAE (Società Italiana Autori e Editori) è quello di tutelare la proprietà intellettuale di chi ne deposita l'opera e i diritti correlati. Con la legge del 9 gennaio 2008 n.2 "Disposizioni concernenti la Società italiana degli autori ed editori" la SIAE assume una nuova veste giuridica e viene definita quale ente pubblico economico a base associativa.

Copyright e diritto d'autore


In materia di diritto d'autore una distinzione importante va fatta tra i termini copyright e diritto d'autore. Il primo è l'insieme delle normative sul diritto d'autore in vigore nel mondo anglosassone e statunitense che, più attento all'esperienza degli studios hollywoodiani, tende a dare maggiore ruolo alla proprietà intellettuale e alla diffusione dell'opera più che all'autore stesso. Mentre il secondo termine attribuisce un ruolo maggiore all'autore dell'opera e caratterizza la tendenza europea.
 
Le Licenze Creative Commons

Sono create per quegli autori che desiderino condividere in maniera ampia le proprie opere. Possono considerarsi una via di mezzo tra la protezione totale del copyright e il dominio pubblico: solo alcuni diritti sono riservati e l'autore dell'opera può decidere quali concedere liberamente e quali proteggere. Le Licenze Creative Commons si basano su quattro condizioni, identificate da quattro simboli di riconoscimento:

  1. Attribuzione (BY): consente la copia e la distribuzione dell'opera e di quelle derivate da essa, sempre nel rispetto delle indicazioni dell'autore
  2. Non commerciale (NC): permette la copia e la distribuzione dell'opera e di quelle derivate da essa solo per scopi non commerciali
  3. Non opere derivate (ND): consente la copia e la distribuzione solo dell'originale e non di modifiche basate sull'opera
  4. Condividi allo stesso modo (SA): permette la distribuzione di lavori derivati dall'opera solo con una licenza identica a quella concessa con l'opera originale

Il diritto d'autore e l'evoluzione tecnologica

Attualmente si assiste ad una rivoluzione, realizzata attraverso le tecnologie digitali e la rete, che comporta un sistema di comunicazione dei contenuti in cui si può fare a meno del supporto. In questa prospettiva anche la disciplina sul diritto d'autore deve spostare la proprio attenzione dal mercato legato ai supporti (libro, cd, dvd, ecc.) a quello legato alla rete.
Tutto ciò ha fatto nascere un dibattito sui problemi causati dalle tendenze in rete che propongono esempi che si oppongono alle regole sulle quali si basa il diritto d'autore. La difficoltà principale è che nell'era digitale è possibile una replicazione infinita quasi a costo zero. Con la diffusione di internet si entra nell'ambito dell'immaterialità e il problema dell'immateriale è che non costa niente riprodurlo, diffonderlo e per di più è assai difficile dare un carattere personale alle idee immateriali o alle immagini.
Un esempio di tendenza che va contro il diritto d'autore è lo scambio di opere protette da copyright attraverso il modello di comunicazione peer-to-peer che permette, ad un gruppo di persone con lo stesso programma, di connettersi e accedere direttamente alle risorse condivise.

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