Il prezzo dei libri

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L'editore e libraio Mario Guida Lo spunto è offerto dall'appello-denuncia dell'editore e libraio napoletano Mario Guida, pubblicato sul «Corriere della Sera» del 5 ottobre 2010. I temi toccati sono principalmente due: la concentrazione del settore editoriale e la proposta di legge sul prezzo dei libri attualmente in discussione in Parlamento.

Per il primo aspetto si tratta di un processo in corso da anni e non solo nel nostro Paese, che l'editore napoletano sintetizza efficacemente con queste parole: "ci sono sei gruppi editoriali che hanno acquistato il 100% delle case editrici storiche italiane e controllano l'80% dell'informazione. Hanno creato catene di librerie, organizzato la grande distribuzione e infine messo a punto l'invasione dei supermercati con la loro produzione, con diritti di resa e sconti molto alti".

La concentrazione riguarda sia il consolidamento dei grandi gruppi editoriali, sia la trasformazione della rete di distribuzione: i sei gruppi, a cui probabilmente si riferisce Guida, comprendono Mondadori, RCS Corriere della Sera, GEMS, De Agostini, Giunti e Feltrinelli. Oltre ad avere quote di mercato significativo, tre di questi gruppi hanno potenziato le catene di vendita con il proprio marchio. Sul versante dei librai indipendenti sono state invece chiuse recentemente la Lef di Firenze (cara a don Milani), Remainder's e Gremese a Roma, la Pergamena di Oristano, la Hobelix di Messina, la Sapienza di Viterbo, la Capriotti di Como, la Scolastica di Teramo, "un numero imprecisato a Milano, dove quella di Porta Romana è stata sostituita da una banca e in Galleria siamo a meno tre in poco più di un lustro".

Le quote di mercato in Italia
Per quanto riguarda la proposta di legge sul prezzo dei libri, presentata nella precedente legislatura dall'onorevole Ricky Levi del Partito Democratico (all'epoca sottosegretario del governo Prodi), la questione è apparentemente più complicata: nelle intenzioni del proponente occorreva cercare un equilibrio tra il modello della Germania, in cui il prezzo è sempre fisso, e quello dell'Inghilterra, in cui il prezzo è libero. La soluzione è stata trovata con un sistema simile a quello francese, ovvero con un tetto massimo allo sconto del 15% (in Francia arriva al 5%), e dovrebbe servire a tutelare i librai da politiche "selvagge" di promozione attuate dai grandi gruppi nella distribuzione organizzata. In particolare, nella proposta sono proibite le promozioni al dettaglio e sono consentite soltanto quelle attuate dagli editori per un periodo di tempo massimo di un mese (escluso dicembre), con il coinvolgimento di tutte le librerie e non soltanto dei punti di vendita di singoli editori, dell'online o della grande distribuzione. Per le vendite on-line e per quelle alle biblioteche lo sconto massimo non può superare il 20%, a fronte dell'attuale totale libertà in questi due ambiti.

La proposta di legge, che si può leggere nella sua interezza in questa pagina, è stata approvata alla Camera il 14 luglio scorso, sta per essere ora esaminata dal Senato e la sua approvazione finale è prevista entro il mese di novembre.
La complicazione, a cui abbiamo accennato, nasce dal fatto che la proposta Levi è stata giudicata sia da parte di piccole e medie case editrici indipendenti, sia da parte di diversi librai come lesiva degli interessi del libro e della cultura e di coloro che agiscono per la diffusione del libro di qualità. Beneficiari di questo provvedimento sarebbero invece i grandi gruppi editoriali e alcune catene librarie che agli stessi gruppi appartengono. La protesta è partita da un ristretto, ma agguerrito gruppo di editori (Instar libri, Iperborea, Marcos y Marcos, Minimum fax, Nottetempo, Voland), che si sono raccolti sotto le insegne dei "mulini a vento".

Al primo gruppo di promotori si sono unite altre forze del settore: editori di rilievo come Sellerio, Donzelli, Il Saggiatore e le Edizioni E/O (l'elenco completo e aggiornato al mese di settembre si trova in questa pagina), e librai indipendenti alla Guida in misura ancora maggiore (l'elenco completo a oggi si può leggere in quest'altra pagina).

Quello che rimproverano i "mulini a vento" al disegno di legge Levi è che il tetto del 15% agli sconti sia apparente, in quanto la politica di riduzione del prezzo può durare per 11 mesi all'anno, con l'esclusione del mese di dicembre, e avanzano la richiesta che lo sconto "vada dal preferibile 5% all'appena accettabile 15%, novità escluse, purché le promozioni siano limitate, come per ogni altro prodotto commerciale, a due mesi l'anno" (dal testo dell'appello rivolto ai librai).

Le adesioni sono state numerose e tra gli addetti ai lavori la discussione è stata accesa. Ne daremo conto in un prossimo intervento. Intanto voi che ne pensate?

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