Archivi di Febbraio 2011

Marginalia

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Con la parola latina marginalia si indicano, sia nella lingua italiana che in quella inglese, le note a margine che un lettore riporta negli spazi bianchi della pagina di un libro: l'espressione può riferirsi agli appunti, anche confusi, con cui un giovane studente compila i propri riassunti, o ai commenti e alle osservazioni che un lettore colto o uno scrittore può segnare su un testo. Nel primo caso prevale la finalità personale di memorizzare il brano in vista di future interrogazioni, nel secondo caso, sebbene l'uso sia sempre privato e personale, l'interesse diventa maggiore per conoscere le reazioni e le valutazioni del personaggio (che di solito è anche famoso) rispetto ai brani e alle opere che hanno influito, in positivo o in negativo, sul suo percorso intellettuale.

Ci muoviamo in un campo diverso rispetto a quello abituale degli studi filologici, in cui si analizzano e si studiano le varianti e le versioni del testo di uno stesso autore: qui l'autore diventa lettore e commentatore di scritti altrui, una sorta di recensore la cui attività può servire per comprenderne la psicologia e il carattere o gli esiti di opere in gestazione. Si tratta di un campo rarefatto e sfuggente, legato alla casualità del momento, che richiede un gusto antiquario e bibliologico. Ciò non toglie che – o forse proprio per questo – è diventato oggetto di studi e può essere lo spunto per pubblicazioni e convegni.

Così in America è in corso di pubblicazione un nutrito volume di saggi (ben 52!): Other People's Books: Association Copies and the Stories They Tell, che sarà disponibile in libreria in occasione del convegno dallo stesso titolo organizzato in marzo a Chicago dal gruppo letterario Caxton Club insieme alla Biblioteca Newberry, che tra i suoi fondi possiede alcuni esemplari commentati da autori famosi. Ne dà notizia un articolo del «New York Times» del 20 febbraio 2011, ripreso nella pagina culturale della «Repubblica». Tra gli esempi riportati si può vedere questa nota di Mark Twain al libro di Walter Besant The Pen and the Book (La penna e il libro), che tra i vari temi ha per oggetto il guadagno derivante dalla scrittura di un volume.

margin-1.jpgIl commento di Mark Twain sulla pagina del volume The Pen and the Book richiama il suo Huckleberry Finn

Per Twain pagare grandi somme a un autore era motivo di un giudizio critico, così come non era concepibile ricorrere alla pubblicità per reclamizzare un libro, pubblicità che è legittima per i beni essenziali come il "sale" o il "tabacco". Nella nota autografa, oltre al titolo del romanzo di Twain, si legge distintamente la parola "royalty", seguita dall'espressione "poor job".

Editoria e mondo del lavoro

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Quest'articolo è dedicato alla produzione editoriale della Ediesse, la casa editrice della CGIL, ed è la sintesi di un testo più lungo scritto da Carla Pagani, responsabile del'Ufficio stampa, che ringraziamo vivamente per il suo contributo

Quando si pensa alla casa editrice di un'istituzione sindacale vengono subito in mente pesanti volumi sul diritto del lavoro, sui salari e la contrattazione o sui convegni regionali e nazionali dell'organizzazione. Se si scorre l'elenco delle novità Ediesse, si potrebbe restare sorpresi dal nuovo libro dell'autrice di fumetti Pat Carra Annunci di lavoro, in cui compaiono testi come ad esempio:

"Veterinaria intellettuale cerca topi di biblioteca"
"Giornalista sulla strada cerca street magazine"

Sono cento annunci di lavoro presentati in vignette umoristiche e ironiche e le protagoniste sono le donne e la loro difficile ricerca di un'occupazione. Sempre tra poco tempo la casa editrice approderà nel mercato degli e-book, la nuova frontiera del libro, attraverso la piattaforma Stealth promossa dalla "book farm" Simplicissimus, I libri Ediesse saranno convertiti nel formato di codifica più diffuso, l'e-pub, e saranno pertanto leggibili da tutti i principali dispositivi di lettura, compreso Kindle, il reader di Amazon.

Sono due tra le ultime novità editoriali della Ediesse, la casa editrice della Cgil, nata nel 1982 dalla trasformazione della vecchia Editrice sindacale italiana (Esi), costituita all'inizio degli anni Cinquanta. Ogni anno Ediesse pubblica 80 nuovi titoli e il catalogo ormai comprende circa 1.000 volumi: la linea editoriale si caratterizza per una marcata attenzione ai cambiamenti economici e sociali in corso e per l'approccio multi-disciplinare di analisi e di ricerca.

La copertina del libro La copertina del libro
La copertina di due novità della nuova collana "Carta bianca"

Con la nuova collana "Carta bianca", nata nel 2009 e diretta dallo scrittore Angelo Ferracuti, la casa editrice ha cercato di affinare la propria capacità di analisi delle tendenze e delle trasformazioni della società italiana, con una particolare attenzione per il mondo del lavoro. Da questo punto di vista, libri come Il trombettiere di Custer di Angelo Mastrandrea (che racconta storie vere di emigrati italiani nel mondo), oppure Diario Operaio di Rinaldo Gianola (viaggio per le fabbriche dell'Italia in crisi), rappresentano senz'altro due casi esemplari di come la letteratura possa facilmente incrociarsi con l'inchiesta e con l'approfondimento sociologico, senza perdere di vista la capacità di parlare a tutti.

Accanto alla produzione editoriale più marcatamente legata all'attualità, la Ediesse propone altre collane (diciotto in totale) che si differenziano notevolmente per la tipologia dei contenuti proposti, ponendo sempre al centro la dimensione del lavoro nelle sue molteplici sfaccettature: dai saggi di economia, diritto del lavoro, sociologia, politica alle ricerche sul campo in tema di lavoro, condizione delle donne, partecipazione; dalle storie del Novecento che ripercorrono le tappe fondamentali della storia sociale e sindacale del secolo scorso al fumetto, alla poesia, quando il lavoro diventa sede privilegiata di creazione artistica, poetica e letteraria.

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