Archivi di Marzo 2011

Seconda edizione di "Libri come"

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Libri_come.png Se a Bologna alla fine del mese va in scena l'editoria per ragazzi, a Roma all'inizio di aprile si apre la seconda edizione di "Libri come - Festa del libro e della lettura", il cui esordio avevamo presentato lo scorso anno. A differenza della precedente edizione, che si era articolata nell'arco di un weekend, quest'anno gli organizzatori (Fondazione Musica per Roma, in collaborazione con Rai radio3 e con la partnership esclusiva di Telecom Italia) hanno pensato di fare le cose in grande: la manifestazione durerà 10 giorni dal 1° al 10 aprile 2011, con la consueta partecipazione di autori italiani e stranieri, editori, redattori ed altre figure del processo editoriale.

Caratteristica della manifestazione è infatti quella di focalizzare l'attenzione sui modi con cui i vari protagonisti della filiera produttiva contribuiscono alla creazione del libro (dall'ideazione alla realizzazione e alla distribuzione). Così, ad esempio per la serata del 1° aprile sarà Claudio Magris a tenere alle 20,30 nella sala Petrassi la relazione introduttiva sul tema "Come scrivo i miei libri", seguito alle 22 nel Teatro studio da un dialogo tra Andrea De Carlo e Chiara Gamberale su "Come raccontiamo i sentimenti": Per gli eventi con gli autori delle giornate successive si può vedere questa sintesi curata dagli stessi organizzatori: trattandosi di momenti-clou sono concentrati soprattutto nei due fine settimana della Festa.

Durante la settimana il programma si sviluppa lungo le diverse fasi dell'attività di preparazione di un libro per la stampa e per la distribuzione nelle librerie ed è rivolto in particolare agli studenti delle scuole, a cui sono dedicate anche alcune conferenze sull'anniversario dei 150 anni dell'unità d'Italia. Come recita un po' enfaticamente la presentazione ufficiale (ripresa dal sito dell'Auditorium):
E poi ancora conferenze, laboratori, mostre (tra cui la personale dedicata a Kveta Pakovskà) e seminari, raccolti nel Garage, un immenso spazio di oltre duemila metri quadrati dove entrare nel sistema della produzione editoriale direttamente insieme ai suoi protagonisti: a caccia di quei mille risvolti che fanno sì che un libro non sia solo un insieme di fogli riempiti d'inchiostro, ma un'avventura tridimensionale che coinvolge talento, passione e professionalità.
Molto interessanti sono da questo punto di vista i laboratori che nel corso della settimana utilizzano alcuni protagonisti del mondo editoriale italiano nella veste di relatore e di animatore delle attività. Nella pagina successiva riportiamo per chi è interessato l'elenco attualmente disponibile dei Laboratori.

Bologna Children's Book Fair

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Bologna Fair Chi passa a Bologna all'inizio della prossima settimana non può mancare di fare una visita alla Fiera del libro per ragazzi, un appuntamento classico per questo settore editoriale. La Fiera si svolgerà da lunedì 28 a giovedì 31 marzo su un'area espositiva di 20.000 metri quadrati nel quartiere fieristico della città felsinea (ingresso da Piazza della Costituzione).

Il programma si presenta particolarmente ricco di temi e di interventi. Si può leggere nella sua interezza, oppure si possono scegliere le iniziative che coinvolgono soltanto gli autori, gli illustratori o i traduttori.

La Fiera è; riservata agli operatori del settore, ovvero i bambini e i ragazzi non sono ammessi. Le figure professionali che generalmente partecipano sono così elencate: "editori, autori, illustratori, agenti letterari, traduttori, licensor e licensee [chi vende o chi acquista diritti, N.d.R.], business developer [chi si occupa della creazione di nuove iniziative, N.d.R.], packager [chi si occupa della confezione dei nuovi prodotti, N.d.R.], stampatori, distributori, librai, bibliotecari, insegnanti, fornitori di servizi editoriali, organismi internazionali".

Per gli editori di libri per l'infanzia e per la pre-adolescenza è un momento importante di incontro e di scambio: all'interno del programma è prevista una sezione a parte di respiro europeo, denominata "Bologna Licensing Trade Fair", per l'acquisto o la vendita dei diritti delle opere. Inoltre è organizzato ogni anno il "Bologna Ragazzi Award", un premio assegnato ai migliori libri illustrati, selezionati all'interno del panorama mondiale dell'editoria e classificati in 4 categorie (Fiction, Non-Fiction, Nuovi Orizzonti e Opera Prima).

Per i disegnatori la Fiera offre una vetrina unica per farsi conoscere se si è all'inizio della carriera o per consolidare la propria posizione, se si è già affermati. Ogni anno viene allestita una Mostra a cui partecipano artisti scelti da una giuria composta da editori. direttori musei e addetti ai lavori: quest'anno saranno esposte 375 opere di 76 professionisti e sarà preparato un catalogo dei disegni esposti.

La figura dell'editor/3

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Ancora articoli interessanti sulla figura dell'editor, pubblicati nell'ultimo numero del "Domenicale" del «Sole 24 ore» con una copertura di ben tre pagine per costruire un quadro polifonico originale. La voce principale è quella di Stefano Salis, che ci è capitato di citare per i suoi informatissimi interventi in campo editoriale e che anche questa volta ci regala una "chicca" preziosa con la riproduzione fotografica di una cartella esemplare dell'intervento – proprio da editor forte, se non da maestro – che Ezra Pound fece sul dattiloscritto originale dell'opera The Waste Land ("La terra desolata") di Thomas S. Eliot. Come racconta Salis, Eliot non si adontò e, anzi, lo ringraziò pubblicamente con la dedica: "al miglior fabbro". Riportiamo di seguito la pagina con gli interventi.

Pound.jpg

La dedica al proprio lettore/editor è rimasta abituale anche ai giorni nostri e Salis cita i casi di Stefano Benni per Grazia Cherchi e di Luca Bianchini per Joy della Mondadori, come dire che il "connubio" autore-editor può diventare così intenso da sfociare su un piano di riconoscimento sì professionale, ma soprattutto affettivo. E a proposito della Cherchi, decana delle attività di scouting e di editing, Salis ricorre alla memoria di Antonio Franchini, che abbiamo già incontrato in questa pagina, per tracciarne un breve e sentito ritratto.
«Lavorava con pochi scrittori, Grazia. E se li sceglieva lei. Selezionava in base a caratteristiche di stile dell'autore, certo, ma anche in base a caratteristiche umane. Il suo era un editing artistico, ma oggi un atteggiamento come il suo sarebbe impensabile. Io ho avuto anche la fortuna di vedere fare editing a un poeta come Raffaello Baldini, altro straordinario personaggio. Erano esponenti di un editing invasivo: in qualche modo, si spendevano su ogni singola riga, su ogni singola parola...»
A fronte di questa figura abbastanza impegnativa, c'è stato nel passato anche un altro tipo di editor, che lavorava in base a un principio di understatement, con interventi limitati ai segni di interpunzione ("ah, le virgole!"), alla sequenza delle parole, alle ripetizioni, ecc. Franchini lo attribuisce alla casa editrice Einaudi ma probabilmente non è l'unico esempio citabile. Le due opposte tipologie sono in qualche modo figlie di un'epoca che risale agli anni Ottanta, quando l'editor uscì dall'ombra delle redazioni e acquisì uno statuto pubblico, lavorando soprattutto con autori esordienti o ricercando nuovi talenti letterari.

Negli ultimi anni la situazione è cambiata: sono cresciuti gli editor e sono cresciuti anche gli autori; è aumentato conseguentemente il numero delle opere e, spesso, anche il livello di qualità di partenza. Salis ne traccia un quadro esauriente e a tre di essi (Giulia Ichino della Mondadori, Giulio Mozzi – lo abbiamo già conosciuto – e Laura Lepri, free-lance) si offre uno spazio autonomo per parlare della propria attività. Il quadro è infine concluso da un intervento di Gianluigi Ricuperati, collaboratore del "Domenicale", alle prese con gli editor come autore di un'opera prima (Il mio impero è nell'aria, Minimum Fax, Roma 2011).

1861-2011. L'Italia dei libri

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All'interno della XXIV edizione del Salone del libro di Torino, in programma dal 12 al 16 maggio 2011, sarà ospitata la mostra 1861-2011. L'Italia dei libri, il cui concept è stato presentato a Torino dal curatore Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il Libro e la Lettura, insieme a Ernesto Ferrero, direttore editoriale del Salone, Rolando Picchioni, presidente della "Fondazione per il libro", e Michele Coppola, assessore alla Cultura della Regione Piemonte. Con Ferrari e Ferrero hanno lavorato all'ideazione un Comitato scientifico e un Comitato esecutivo, formato da esperti, docenti e addetti ai lavori. L'allestimento, che si snoda in forma di spirale su una superficie di circa 5.000 metri quadrati, è stato curato dall'architetto Massimo Venegoni, a cui si deve anche la mostra "La Bella Italia", in preparazione, sempre per il 150° anniversario dell'unità d'Italia, nella Reggia di Venaria in provincia di Torino. I percorsi espositivi della mostra torinese sono 5 e precisamente:
  • i 15 "superlibri" che si sono dimostrati duraturi nell'arco temproale considerato,
  • i 15 editori più rappresentativi del periodo, che in extremis sono diventati 16 per ammissione di Ferrero, anche – se come vedremo – si sono lamentate alcune esclusioni importanti,
  • i 15 grandi personaggi la cui memoria è rimasta non solo per le opere prodotte,
  • i 15 fenomeni editoriali che hanno segnato la storia di questo secolo e mezzo,
  • i 150 libri che hanno segnato la storia d'Italia, nella maggior parte dei casi, ma non sempre, uno per anno.
italia_dei_libri.jpg italia_dei_libri2.jpg
Due bozzetti di Venegoni per la mostra:
a sinistra la sezione sullo spazio futuro, a destra quella sui 150 anni

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