1861-2011. L'Italia dei libri

| | TrackBack (0)

All'interno della XXIV edizione del Salone del libro di Torino, in programma dal 12 al 16 maggio 2011, sarà ospitata la mostra 1861-2011. L'Italia dei libri, il cui concept è stato presentato a Torino dal curatore Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il Libro e la Lettura, insieme a Ernesto Ferrero, direttore editoriale del Salone, Rolando Picchioni, presidente della "Fondazione per il libro", e Michele Coppola, assessore alla Cultura della Regione Piemonte. Con Ferrari e Ferrero hanno lavorato all'ideazione un Comitato scientifico e un Comitato esecutivo, formato da esperti, docenti e addetti ai lavori. L'allestimento, che si snoda in forma di spirale su una superficie di circa 5.000 metri quadrati, è stato curato dall'architetto Massimo Venegoni, a cui si deve anche la mostra "La Bella Italia", in preparazione, sempre per il 150° anniversario dell'unità d'Italia, nella Reggia di Venaria in provincia di Torino. I percorsi espositivi della mostra torinese sono 5 e precisamente:
  • i 15 "superlibri" che si sono dimostrati duraturi nell'arco temproale considerato,
  • i 15 editori più rappresentativi del periodo, che in extremis sono diventati 16 per ammissione di Ferrero, anche – se come vedremo – si sono lamentate alcune esclusioni importanti,
  • i 15 grandi personaggi la cui memoria è rimasta non solo per le opere prodotte,
  • i 15 fenomeni editoriali che hanno segnato la storia di questo secolo e mezzo,
  • i 150 libri che hanno segnato la storia d'Italia, nella maggior parte dei casi, ma non sempre, uno per anno.
italia_dei_libri.jpg italia_dei_libri2.jpg
Due bozzetti di Venegoni per la mostra:
a sinistra la sezione sullo spazio futuro, a destra quella sui 150 anni
Cominciamo dai personaggi, dalle opere e dalle case editrici che sono stati scelti. Nella tabella seguente riportiamo i "magnifici" 15 in un ordine che segue sufficientemente la cronologia. Gli editori in verità sono sedici: nella lista vi è il nome di un invitato che non è stato ancora rivelato.
Autori Opere Editori
Francesco De Sanctis Le confessioni di un ottuagenario (I. Nievo) Utet
Giosué Carducci Le avventure di Pinocchio (C. Collodi) Ricordi
Gabriele D'Annunzio Cuore (E. De Amicis) Treves
Emilio Salgari Myricae (G. Pascoli) Zanichelli
Benedetto Croce Allegria di naufragi (G. Ungaretti) Hoepli
Luigi Pirandello La coscienza di Zeno (I. Svevo) Sonzogno
Filippo Tommaso Marinetti Ossi di seppia (E. Montale) Bemporad
Giovanni Gentile Gli indifferenti (A. Moravia) Laterza
Antonio Gramsci Se questo è un uomo (P. Levi) Mondadori
Leo Longanesi Don Camillo (G. Guareschi) Vallecchi
Cesare Pavese Il barone rampante (I. Calvino) Rizzoli
Indro Montanelli Il gattopardo (G. Tomasi di Lampedusa) Bompiani
Leonardo Sciascia La cognizione del dolore (C.E.Gadda) Einaudi
Pier Paolo Pasolini Il nome della rosa (U. Eco) Feltrinelli
Oriana Fallaci Gomorra (F. Saviano) Adelphi
Sellerio
Per ogni elenco sono state già mosse delle osservazioni critiche. Cominciando dalla colonna di destra è stata fatta notare l'assenza di case editrici cattoliche, come le edizioni Paoline; inoltre non è presente neanche un'azienda del gruppo GEMS (Gruppo editoriale Mauri Spagnol), che comprende case editrici come la Salani, la Garzanti o la Boringhieri. Nel gruppo dei personaggi vi sono figure discusse, come ad esempio Oriana Fallaci che è da considerare soprattutto una giornalista, e si sente l'assenza di personaggi eterodossi, come ad esempio Luciano Bianciardi, a cui si deve un romanzo importante come La vita agra (1962) e che pure aveva scritto un'opera originale (Il lavoro editoriale del 1957) sull'industria moderna dei libri. Tra le opere, infine, colpisce in particolare la presenza di Gomorra, che sicuramente è stato il caso editoriale di quest'ultimo periodo, ma che in modo altrettanto certo non può essere considerato all'altezza dei romanzi di Svevo o di Gadda, per citare solo due nomi.

Passando poi alla selezione dei principali fenomeni editoriali di questo secolo e mezzo riportiamo la presentazione premessa, in cui si cerca di recuperare il valore dell'oggetto-libro rispetto ad altre espressioni della cultura di massa.
Si dice sempre che a fare gli Italiani siano stati la Grande Guerra e i telequiz, la Seicento e gli elettrodomestici, i mondiali di calcio e Sanremo. Vero. Ma, in modo forse meno clamoroso, la nostra cultura in questi 150 anni è cambiata profondamente anche grazie ai libri e al mondo che ruota intorno ad essi. Un mondo che prende la forma di veri e propri "Fenomeni Editoriali". Da Liala ai sussidiari, dalle biblioteche di quartiere all'enciclopedia a fascicoli, dai manuali ai gialli. Come i libri ci hanno accompagnato dalla società pre-moderna del Risorgimento alla nostra post-modernità globale e ipertecnologica, cambiando con noi e riuscendo sempre a intercettare i nostri bisogni e desideri.
E questo è l'elenco dei fenomeni editoriali di maggiore rilevanza:
• Biblioteche e biblioteche nazionali • Giornalismo nei libri • Libri per la scuola • Libri per bambini e ragazzi • Editoria tecnico-professionale • Editoria scientifica • Editoria geografica • Enciclopedie • Dizionari • Librerie e Librai • Letterature straniere • Narrativa popolare • Premi letterari • Gialli • Collane economiche • Piccola editoria • Editoria d'arte • I caratteri degli italiani • Editoria religiosa
L'elenco esteso dei 150 grandi libri che hanno fatto la storia editoriale d'Italia è pubblicato, infine, nel sito del Salone del libro. Lo riportiamo in allegato avvertendo che anche in questo caso non risulta difficile arrivare a una discussione sulle inclusioni e sulle esclusioni. Lasciamo volentieri all'intelligenza e alle preferenze di ogni lettore lo svolgimento di questo "gioco".

Aggiornamento del 5 marzo 2011. A stretto giro di posta arrivano le osservazioni critiche dell'«Osservatore Romano» sull'esclusione degli editori cattolici dalla mostra dei "150 anni": Come riporta Antonio Carioti nelle pagine culturali del «Corriere della Sera», secondo l'articolo di Andrea Possieri, siamo di fronte a una "imbarazzante amnesia intellettuale" frutto del tradizionale pregiudizio antireligioso di molti intellettuali. Nel documento allegato si può leggere l'argomentazione critica e la risposta del curatore della mostra Gian Arturo Ferrari, che ha definito "pretestuosa e infondata" la polemica.del quotidiano della Santa Sede.

Categorie:

Post correlati

Generazione TQ - 28.07.11
Autori, editori e librai/2 - 24.07.11
Autori, editori e librai - 20.07.11




Su questo post

Questa pagina contiene un solo post di lucius pubblicato il 03.03.11 08:05.

Marginalia è il post precedente

La figura dell'editor/3 è il post successivo

Ultimi commenti

Non ci sono commenti per questo post

Archivi per mese