Archivi di Giugno 2011

Un nuovo longseller

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Contrariamente ai bestseller che raggiungono picchi alti di vendita e li mantengono per un periodo definito, compreso tra alcuni mesi e al massimo uno-due anni, i longseller sono quei libri che mantengono un ritmo di diffusione costante nel tempo: esempi classici sono i romanzi di Calvino, della Morante, di Tomasi di Lampedusa (e si potrebbe continuare), che sono entrati nella formazione generale delle nuove generazioni e ogni anno, da molti anni, vendono diverse migliaia di copie con evidente soddisfazione dei loro editori. Avevamo accennato al tema in questo articolo.

Nel ristretto e apparentemente chiuso gruppo di autori di longseller è difficile entrare per diversi motivi: da quell'abitudine elementare di ripetere le azioni già note alla vera e propria difficoltà di essere ammessi in una sorta di "empireo" letterario condiviso. Quando questo accade, significa che si è andati oltre alle mode passeggere, spesso imposte dagli editori, e si è entrati in comunicazione con un livello più profondo dell'universo dei lettori. È quanto sta succedendo con un autore italiano di cui abbiamo già parlato circa un anno fa con un intervento di Tommaso Bolasco che aveva raccontato la sua personale esperienza di lettura: si tratta di Niccolò Ammaniti e del suo libro di maggior successo Io non ho paura.

style-luglio_reduced.jpg La copertina dell'ultimo numero di «Style», il mensile di moda e di tendenza del «Corriere della Sera», riportata qui a fianco, è l'ennesimo segnale del nuovo ruolo di Ammaniti come autore riconosciuto di longseller e di bestseller destinati ai mercati esteri. Si era cominciato più di un mese fa e non solo e non tanto in occasione della pubblicazione di Io e te (Einaudi Stile libero, Torino 2011), quanto dello status acquisito di "giovane classico", capace di parlare alle nuove generazioni. Così sempre il «Corriere della Sera» dell'11 maggio 2011 aveva pubblicato un suo lungo articolo con il titolo "Conigli alla riscossa, la bella utopia", in una sezione intitolata «Classici per crescere». Si può leggere per intero in questa pagina.

Si tratta, se volete, di un articolo di circostanza: i consigli di lettura che un giovane scrittore affermato dà per coinvolgere nella lettura i cosiddetti "nativi digitali", tutti presi dal computer o dai videogiochi. Cionondimeno traspare in questo testo la capacità di dialogare con la propria parte adolescenziale e di saperla adattare alle diverse condizioni della società odierna. Ecco l'incipit dell'articolo:
Consiglio L'isola del tesoro se il ragazzino ha un rapporto avventuroso con l'esistenza, se invece è un tipo tenebroso e introverso vado su Dottor Jekyll e Mister Hyde. Nel caso in cui è un po' sfigato, non ha donne e negli sport è una schiappa (anche se è difficile che un genitore te lo confessi apertamente) scelgo Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas. La lunga e premeditata vendetta di Edmond Dantès gli darà energia per riscattare i torti subiti.
Quella sera invece così, senza pensarci, mi è uscito dalle labbra un romanzo sepolto sotto gli strati di incrostazioni che avvolgono i miei neuroni: La collina dei conigli.
Il padre non lo conosceva. Gli ho spiegato che è un romanzo del 1972 scritto da Richard Adams e che, a suo tempo, aveva avuto un grande successo. E mi ha chiesto perché proprio quel libro?
Non lo sapevo. Me la sono cavata dicendo che i conigli, tranne per Alice nel paese delle meraviglie, sono sempre stati sottovalutati dalla letteratura e che da ragazzino i libri che amavo di più avevano gli animali come protagonisti.

Un bisogno irresistibile di pubblicare

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Sembrerebbe davvero irresistibile: non l'ultimo best-seller o il nuovo mp3 ricevuto dagli amici o il film appena uscito. Apertamente irresistibile è il nostro bisogno di scrivere, di pubblicare anche a nostre spese e – ma questo meno apertamente – di essere riconosciuti nell'arena letteraria. Ne abbiamo parlato in passato come editoria di quarta dimensione. Ci ritorniamo oggi per una nuova iniziativa messa in campo da tre marchi importanti: Dalla schermata seguente si può capire meglio di che cosa stiamo parlando.

mioesordio.jpg Ora la filiera è abbastanza chiara: la società di autopubblicazione "Il mio libro" bandisce il concorso letterario "Il mio esordio", avvalendosi della consulenza della Scuola Holden per la valutazione dei testi presentati, della casa editrice Feltrinelli per la stampa del volume vincitore e del circuito la Feltrinelli.it per assicurare all'opera prima una visibilità nella distribuzione. Fino a questo punto, salvo il fatto che i soggetti promotori godano di una certa importanza e visibilità nel proprio campo di azione, non ci sarebbe nulla di effettivamente nuovo: sul lato dell'offerta queste forme di promozione (a proprie spese) del talento individuale, spesso mascherate da premio letterario, non sono né originali né nuove. Ciò che in qualche modo è nuovo e fa pensare è quello che avviene sul lato della domanda. Vediamolo nella pagina seguente.

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