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Copertine e fotografie

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La copertina è spesso il primo elemento di un libro a colpire la nostra attenzione: la sua funzione può essere paragonata a quella dell'abito che usiamo nella nostra vita quotidiana. Uno stesso libro, nelle sue diverse edizioni, può avere un cappotto pesante per l'inverno (edizione rilegata in pelle per i più ricchi o in cartone per i più informali), un soprabito leggero per le mezze stagioni (i cosiddetti paperback in cartoncino leggero) o giacca/blusa e pantaloni/gonna per l'estate.
politecnico.gifPiù libri di una stessa collana formano un vero e proprio guardaroba, con variazioni di registro all'interno di uno stile originale voluto dall'art director.
Nella tradizione italiana i designer hanno privilegiato le forme grafiche astratte, alternando l'eleganza minimalista (come ad es. nella collana "Il nuovo Politecnico" di Einaudi o nella "Biblioteca Adelphi") a scelte di impatto sicuramente forte, ma discutibile (come nel caso dei "Miti" della Mondadori).
Le copertine possono arricchirsi di disegni o di riproduzioni di quadri più o meno conosciuti, per trasmettere un messaggio visivo di forte impatto. L'uso di fotografie realistiche o trattate con il fotoritocco è meno diffuso per una questione di gusto estetico e per una questione economica: nel caso di grandi fotografi si aggiungerebbe il costo dei diritti di riproduzione.

Come si diventa scrittori?

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L'Enciclopedia Treccani ha aperto recentemente una sezione nel suo sito intitolata TreccaniLab: è divisa al momento in tre parti, dedicate rispettivamente alla letteratura ("In/Out"), a un viaggio nella "Biennale d'Arte" attraverso i video degli autori e dei performer presenti a Venezia e allo spazio del social network ("Community"), con tanto di blog, condivisione delle foto e dei video degli utenti.
In/Out si apre con un'inchiesta molto interessante, "Come si diventa scrittori oggi", introdotta da un testo di Giovanni Battista Tomassini che pone ad epigrafe i seguenti versi:

And when you want to live
How do you start?
Where do you go?
Who do you need to know?

Ancora sulla correzione delle bozze

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Dopo l'acribia del Correttore di bozze ai limiti dell'ossessione e oltre, questa volta riportiamo sul tema degli errori una voce diversa: è un giornalista a parlare, Luca De Biase, responsabile dell'inserto "Nova" pubblicato ogni giovedì nel quotidiano «Il Sole 24 ore» .

Sabato, 29 settembre 2007

Bozze: gli errori e le correzioni
Riguardo "Economia della felicità"

Sto correggendo le bozze del libro che ho scritto studiando, parlando, intervistando e soprattutto incontrando persone su questo blog per confrontarmi sugli appunti che man mano prendevo.
Quella delle bozze è una lettura diversa. Sembra di essere qualcun altro. Un po' lettore casuale, un po' lettore critico, un po' professore e un po' tifoso. Così, a volte, capita di scoprire in quello che hai scritto qualcosa che non avevi notato... Bizzarro...

La classifica dei libri più venduti

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[Questo articolo di Mariarosa Bricchi è apparso nel quotidiano «il manifesto» del 4 settembre 2007 con il titolo "Frammenti di storia sociale in vetta alle classifiche"]

Nel febbraio 1895 la rivista letteraria americana «The Bookman» cominciò a pubblicare, con cadenza mensile, una lista dei libri più venduti. Si trattava di una diretta conseguenza dell'introduzione, negli Stati Uniti, della legge sul copyright internazionale, nel 1891. Prima di allora, infatti, i responsabili di edizioni pirata dei romanzi inglesi di successo avevano tutto l'interesse a che le vendite, a maggior ragione se ingenti, passassero inosservate. Una volta regolamentata la tutela del diritto d'autore, diventò chiaro a chiunque facesse parte del mercato editoriale che parlare di successi era un modo per incrementarli.

Mappe letterarie
Per quanto ne sappiamo, quella del «Bookman» fu la prima lista di bestseller al mondo. Ma non rimase a lungo la sola. Nel 1912 arrivò quella del «Publishers Weekly», mentre solo nel 1942, un sabato di agosto, il «New York Times» fece uscire un elenco dei "Best Selling Books Here and Elsewhere". Sono gli inizi di una lunga storia, ripercorsa tempo fa da Michael Korda in Making the List. A Cultural History of the American bestseller 1900-1999. Che non è - attenzione - una storia dei bestseller ma una storia della «lista»: atteso, odiosamato, denigrato e sopravvalutato strumento che, ormai settimanalmente, informa addetti ai lavori e pubblico generico sui picchi di vendita libraria del momento.

Visibilità per gli autori emergenti

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La casa editrice Fandango ha varato la nuova collana "Quindicilibri", diretta da Alessandro Baricco e Dario Voltolini, che si propone di dare visibilità a quindici nuovi talenti.

Per raggiungere questo obiettivo sono state stabilite le seguenti 10 regole:

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