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In ricordo di Elvira Sellerio

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Poco più di un anno fa avevamo ricordato in questo articolo i quarant'anni della Sellerio. Ne riparliamo oggi, durante la pausa estiva, perché martedì 3 agosto è morta a Palermo Elvira Sellerio, che della casa editrice palermitana è stata in questi anni l'animatrice e la guida, un esempio raro di donna imprenditrice meridionale nel campo della cultura.

Elvira Sellerio all'inizio della sua avventura editoriale.jpg La casa editrice Sellerio è diventata famosa per una collana di libri di piccole dimensioni, intitolata "La memoria", con la copertina blu dalla grafica minimalista e raffinata, in cui hanno trovato spazio autori italiani e stranieri già affermati, come ad es. Leonardo Sciascia (consulente editoriale della casa editrice), o ancora poco noti all'epoca della prima pubblicazione, come Andrea Camilleri e Gianrico Carofiglio.

La vogliamo ricordare con un foto classica dell'archivio del «Corriere della Sera», ritratta con il marito Enzo Sellerio, l'antropologo Ignazio Buttitta, lo scrittore Leonardo Sciascia e ultimo a destra l'archeologo Vincenzo Tusa, grande amico di Enzo ed Elvira, sostenitore della nascita della casa editrice, all'inizio quando nessuno ci credeva [su cortese segnalazione di Delia Tusa].

Aggiornamento del 9 dicembre 2010. Si è svolto a Roma, durante la giornata di apertura della Fiera "Più libri più liberi", un incontro in ricordo dell'editrice siciliana con la partecipazione di Andrea Camilleri e di Adriano Sofri. Riportiamo in allegato una cronaca dell'evento a cura di Valeria Ferrante dalla «Repubblica» del 7 dicembre 2010. L'intervento di Adriano Sofri è stato riprodotto nelle pagine culturali dell'edizione dell'8 dicembre 2010 sempre della «Repubblica».

La figura dell'editor

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franchini.jpgLo abbiamo citato a più riprese tra le persone che svolgono un ruolo importante nelle case editrici. L'editor è diventato una figura chiave dell'editoria contemporanea, con compiti e responsabilità nella fase alta di ideazione del libro e in quella finale di messa a punto e miglioramento della nuova iniziativa. Può essere il curatore di un volume nell'accezione anglosassone, oppure accompagnare l'autore nel suo percorso e diventarne un interlocutore privilegiato in quella italiana. Come uno dei primi lettori è in grado di formulare osservazioni e commenti, che possono influenzare favorevolmente una vena creativa ancora fresca.

L'editor di narrativa deve avere una particolare predisposizione a dialogare con il mondo interiore, spesso ancora in fieri e proprio per questo prensile per nuovi suggerimenti e geloso del proprio sviluppo autonomo, di chi scrive il libro.

Abbiamo perciò raccolto tre interviste-testimonianze di Antonio Franchini, editor della narrativa in Mondadori e anche autore in proprio per la casa editrice Marsilio. La prima è apparsa in TreccaniLab, e ne abbiamo già parlato in questa occasione. La seconda è stata pubblicata nell'edizione napoletana della «Repubblica». La terza infine è di questa settimana ed è apparsa sempre sulla «Repubblica», questa volta però nell'edizione nazionale a cura di Antonio Gnoli.

Sottolineiamo solo un punto delle sue dichiarazioni: la risposta al quesito "Come ha cominciato?"
«Ero un giovane laureato in lettere. Risposi a un annuncio in cui cercavano persone da impiegare nel marketing editoriale. Feci un colloquio ma non venni preso. Nel frattempo da Napoli mi ero trasferito a Milano, dove avevo cominciato a lavorare in alcuni studi editoriali. Erano i primi anni Ottanta. Finii alla Reader' s Digest. Mi occupavo di grandi opere: giardinaggio, cucina, storia divulgativa. Pensavo di mollare. Sentivo che non era ciò che mi interessava, il lavoro per il quale ero tagliato. Quello che non sapevo è che il lavoro alla Digest era molto apprezzato negli ambienti editoriali, per via della cura con cui venivano confezionati i libri. E quando si ripresentò l' occasione con la Mondadori, venni assunto».
Ecco infine i testi (con un augurio di buona lettura e di buone letture nel mese di agosto):
PS A Franchini si deve il titolo del bestseller di Giordano (La solitudine dei numeri primi, premio Strega del 2009), che l'autore aveva intitolato Dentro e fuori dall'acqua, e viceversa la difesa di quello del libro di Antonio Pennacchi, Canale Mussolini, premio Strega 2010, che suscitava perplessità nella casa editrice milanese.

Il diritto d'autore

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Nascita dei primi provvedimenti sul diritto d'autore

Il diritto d'autore, giuridicamente parlando, è una materia molto giovane. Per molti secoli è rimasta ignorata e senza una vera e propria legge che la regolasse e solo in tempi recenti si è sentita l'esigenza di un riconoscimento di un diritto a favore dell'autore.
Con l'English Copyright Act, promulgata nel 1709 dalla regina Anna d'Inghilterra ed entrata in vigore il 10 aprile del 1710, ci si cominciò ad occupare di leggi per i diritti dell'autore dell'opera. Per quanto riguarda invece il resto d'Europa si dovrà attendere il secolo successivo per avere leggi simili per la regolamentazione del diritto d'autore.
I primi provvedimenti nell'Italia preunitaria avvennero nel breve periodo di influenza napoleonica. Il 9 maggio 1801 venne emanata la Legge del 19 fiorile dell'anno IX che riconobbe come sacra la proprietà dell'autore e portò agli "autori di scrittura d'ogni maniera, ai compositori di musica, ai pittori, ai disegnatori che fanno incidere quadri o disegni", il diritto esclusivo, finché fossero in vita, di vendere, far vendere, distribuire le loro opere nel territorio Cisalpino e di cederne la proprietà solo se almeno due esemplari dell'opera venivano depositati nella biblioteca nazionale.
Nel 1865 il Regno d'Italia, da poco unificato, si dotò di un Codice sul diritto d'autore che riconosceva agli autori il diritto esclusivo di pubblicazione e riproduzione (la Legge del 25 giugno 1865 n. 2337 sui diritti spettanti agli autori delle opere dell'ingegno).

La Legge n. 633/1941

Dal 22 aprile 1941 il diritto d'autore in Italia è regolato dalla legge n. 633 "Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio" e dalle sue successive modifiche e aggiornamenti del 2000 e del 2005. La legge si compone di 206 articoli divisi in otto titoli.
La legge è estremamente lunga e complessa ma si possono almeno definire dei principi generali sui quali si fonda la normativa:
 
  • Sono protette, ai sensi di questa legge, le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione (art.1)
  • L'autore ha il diritto esclusivo di pubblicare l'opera e di utilizzarla economicamente in ogni forma e modo, originale o derivato, nei limiti fissati da questa legge, ed in particolare con l'esercizio dei diritti esclusivi sulla riproduzione, la trascrizione, l'esecuzione, la comunicazione al pubblico, la distribuzione, la traduzione e il noleggio (art.12-19). Questi sono i diritti patrimoniali, legati all'utilizzo dell'opera e allo sfruttamento economico della sua commercializzazione
  • Vi sono poi i diritti morali, che sono inalienabili: indipendentemente dai diritti esclusivi di utilizzazione economica dell'opera ed anche dopo la cessione dei diritti stessi, l'autore conserva il diritto di rivendicare la paternità dell'opera e di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione od altra modificazione ed a ogni atto a danno dell'opera stessa, che possano essere di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione (art.20)
  • I diritti di utilizzazione economica dell'opera durano tutta la vita dell'autore e sino al termine del settantesimo anno solare dalla sua morte (art.25), dopo l'opera diventa di dominio pubblico e può essere utilizzata da chiunque senza alcun pagamento. Gli eredi dell'autore resteranno detentori della proprietà letteraria sull'opera e potranno sfruttarla fino a settant'anni dalla morte dell'autore
  • Attraverso un contratto editoriale l'autore può concedere ad un editore l'esercizio del diritto di pubblicare per le stampe, per conto e a spese dell'editore stesso, la sua opera (art.118). Il contratto può essere per edizione o a termine. Il contratto per edizione conferisce all'editore il diritto di eseguire una o più edizioni entro vent'anni dalla consegna del manoscritto completo e nel contratto devono essere indicati il numero delle edizioni e il numero degli esemplari di ogni edizione, se mancano tali indicazioni si intende che il contratto ha per oggetto una sola edizione per il numero massimo di duemila esemplari. Il contratto di edizione a termine conferisce all'editore il diritto di eseguire quel numero di edizioni che stima necessario durante il termine, che non può eccedere venti anni, e per il numero minimo di esemplari per edizione, che deve essere indicato nel contratto (art.122)
  • Il compenso spettante all'autore deve essere proporzionato al successo della sua opera in base ad una percentuale sul prezzo di copertina degli esemplari venduti (art.130). Solitamente varia dal 5% per le edizioni economiche al 12% per quelle di grande successo

"Potresti anche dirmi grazie!"

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Potrebbe sembrare l'esclamazione di un genitore con il proprio figlio, di una qualsiasi persona con il migliore amico o semplicemente lo scambio tra due colleghi di studio o di lavoro. È invece una battuta rivolta nel 1943 da Cesare Pavese a Norberto Bobbio in occasione di una pubblicazione einaudiana ed è il titolo pungente che Paolo Di Stefano ha voluto dare al volume in cui ha raccolto le interviste con i principali editori italiani, comparse tra il 2008 e il 2009 nelle pagine culturali del «Corriere della Sera», con il sottotitolo "gli scrittori raccontati dagli editori".

DiStefano.jpg Oltre a essere saggista e scrittore in proprio, Di Stefano è redattore e inviato da molti anni, con una specializzazione proprio sulla editoria: in questa veste ha tradotto l'indagine giornalistica in un corposo volume, apparso recentemente per i tipi della Rizzoli. L'inchiesta originaria è stata ampliata e approfondita: nel libro compaiono interviste che non sono state pubblicate sul quotidiano e quelle già pubblicate sono state riviste e ampliate (i testi sono in parte disponibili sul sito del «Corriere» attraverso la funzione della ricerca in archivio e sono scaricabili anche da questa pagina del nostro sito).

Nelle pagine finali Margherita Marvulli ha curato il profilo delle case editrici presentate nel volume. Queste schede forniscono uno strumento utile per conoscere in sintesi la loro storia dalla fondazione a oggi, i principali scrittori pubblicati e le vicende societarie degli ultimi anni, che hanno portato a una vera e propria riconfigurazione dell'intero settore editoriale.

Chi sono i protagonisti dell'inchiesta? I loro nomi sono riportati nella tabella che segue, preceduti dal riferimento alla casa editrice di appartenenza.

Nr. Case editrici Intervistati
1 Adelphi Roberto Calasso*
2 Archinto Rosellina Archinto*
3 B. C. Dalai Alessandro Dalai
4 Bollati Boringhieri Stefano Mauri
5 Bompiani Mario Andreose & Grabriella D'Ina
6 Donzelli Carmine Donzelli
7 e/o Sandro Ferri & Sandra Ossola
8 Einaudi Ernesto Ferrero
9 Einaudi Stile libero Severino Cesari & Paolo Repetti
10 Feltrinelli Inge Feltrinelli & Gabriella D'Ina
11 Frassinelli Gruppo Sperling & Kupfer
12 Garzanti Piero Gelli & Gianandrea Piccioli
13 Giunti Sergio Giunti
14 Guanda Luigi Brioschi
15 Il Mulino Ugo Berti Arnoaldi*
16 Il Saggiatore Luca Formenton
17 Laterza Giuseppe Laterza*
18 Longanesi Stefano Mauri
19 Marsilio Cesare De Michelis
20 Minimum Fax Marco Cassini & Daniele Di Gennaro
21 Mondadori Gian Arturo Ferrari & Ferruccio Parazzoli
22 Pequod Marco Monina*
23 Piemme Maria Giulia Castagnone
24 Rizzoli Rosaria Carpinelli
25 Sellerio Antonio Sellerio
26 Sperling & Kupfer Gruppo editoriale Mondadori
27 Tropea Marco Tropea
28 Zanichelli Federico Enriques

Memoria svelata. Cronache di un autore e del suo editore

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La constatazione di una diffusa disabitudine al ricordo e di un rapporto superficiale e distratto nei confronti del nostro passato sono le motivazioni poste alla base del Salone internazionale del libro 2010, svolto a Torino dal 13 al 17 Maggio. Cinque giorni per parlare di libri e di cultura, per riflettere sul presente, sul futuro e soprattutto sul passato.

I dibattiti sono stati organizzati secondo questa linea guida, affrontando temi a metà strada fra scienza, storia, letteratura e arti. Iniziando dalle neuroscienze, dalla psicoanalisi, si è discusso sulla mitologia. Si è fatta una sommatoria delle tematiche più urgenti attraverso uno sguardo che ha spaziato dall'India, paese ospite della Fiera, alle regioni italiane, da tradizioni, culture, a luoghi, culle di ricordi e di memorie. Tante ricorrenze e occasioni di riprendersi il passato e perché no, togliersi qualche soddisfazione, dicendo la propria e offrendo suggerimenti o contributi. Tra questi anche un omaggio a Giulio Einaudi che, a undici anni dalla sua scomparsa, rivive nei ricordi e nelle parole di chi ha lavorato con lui.

Sebastiano Vassalli racconta del suo editore con una commozione, paradossalmente lucida, che tratteggia i lineamenti di un uomo dalla personalità controversa, dall'atteggiamento severo ma trasparente. Importante e puntuale arriva la sua raffigurazione, fa quasi da cornice alla realizzazione del volume che lo stesso Vassalli coglie l'occasione di promuovere. Libri e scrittori di via Biancamano (Educatt Università Cattolica, Milano 2009) si propone, riunendo nomi conosciuti della grande casa editrice, di ripercorrere la lunga storia einaudiana. Giustamente da cosa iniziare, se non dal principio? Così Vassalli racconta Einaudi come un uomo incapace di mezze misure, ben fermo sulle sue idee e poco propenso a lasciarsi persuadere. L'inizio del loro rapporto, lavorativo e umano, avviene sotto il segno della diffidenza che l'editore ha nei suoi confronti, gravata dallo sperimentalismo dell'avanguardia del Gruppo 63 a cui Vassalli era stato vicino e che Einaudi non aveva mai apprezzato.

Ai primi quindici anni di completa e sprezzante indifferenza segue l' avvicinamento nel 1984, quando Einaudi, contro ogni aspettativa, bussa alla porta di Vassalli. È l'inizio del loro sodalizio. La casa editrice viveva un momento di crisi, la bancarotta alle spalle, la prospettiva di un carcere che solo la grande fama riuscì a risparmiare all'editore. Vassalli era al suo sesto libro La notte della cometa, viveva in un "postaccio terrificante" ed essere accettato dal suo editore era quanto di più sorprendente e sperato potesse desiderare.

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