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Movimenti di mercato

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Il gruppo editoriale Giunti e la società Emmelibri del gruppo Messaggerie Italiane hanno raggiunto in questi giorni un accordo per creare una nuova struttura di vendita e di commercializzazione del libro.
Giunti, con una storia lunga più di 150 anni, rappresenta uno dei più importanti gruppi editoriali italiani, attivo nella catena della distribuzione con la rete "Giunti al punto". Negli ultimi anni ha integrato il ciclo del libro approdando al multimediale con gli Interactive Labs di Genova, dotandosi di uno stabilimento tipografico avanzato, acquisendo società nel campo dell'editoria per ragazzi.

Emmelibri, a sua volta, costituita nel 2008 come sub-holding del gruppo Messaggerie Italiane, controlla diverse società tutte operanti nel mondo del libro e copre aree riguardanti la distribuzione, la commercializzazione e i servizi:

  • Messaggerie Libri che nasce nel 1981 e detiene nel settore della distribuzione di varia una quota pari a circa il 25% del mercato nel canale delle librerie.
  • Fastbook, leader italiana nella distribuzione all'ingrosso di prodotti editoriali.
  • Opportunity, società che si occupa di rimettere in circolo commercialmente i titoli fuori catalogo o di seconda scelta.
  • Ibs (Internet Bookshop), il più importante multistore on-line nel campo dell'offerta culturale in Italia.
  • Melbookstore, punti vendita di grandi dimensioni nelle principali vie commerciali dei centri storici di importanti città italiane (Roma, Bologna, Firenze, Ferrara, Padova, Novara).
Nel comunicato congiunto si legge:
La società sarà a quote paritetiche del 50% e i soci vi conferiranno le seguenti partecipazioni azionarie:

• 100% di Librerie Giunti al Punto;
• 82% di Opportunity;
• 100% di Fastbook (Librerie Ubik);
• 100% di Internet Bookshop;
• 50% di Altair (Librerie Melbookstore).

Nascerà così un polo di vendita e commercializzazione del libro che coprirà tutti i canali del mercato trade: dalla GDO all'e-commerce, dalle librerie in franchising all'ingrosso, dai megastore alle piccole librerie locali.
I dipendenti della nuova società saranno circa 1.500, le librerie 170, oltre 1.500 clienti nella grande distribuzione organizzata e i ricavi a fine 2009 ammonteranno a 470 milioni di euro a prezzo di copertina.

Ultime e ultimissime dalla Treccani

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Avevamo segnalato in questo post l'apertura di un'area "Treccani.comunità" nel sito della Enciclopedia Italiana: ci ritorniamo perché in occasione del Salone del libro di Torino, nella sezione "Treccani Web TV", si propone un viaggio nell'editoria italiana con interviste ad addetti ai lavori come Ernesto Ferrero, direttore editoriale delle Fiera, Gian Arturo Ferrari, direttore generale della Divisione Libri del Gruppo Mondadori, Alberto Castelvecchi di Editore Aliberti Castelvecchi e Francesca Chiappa di Editrice Hacca. Il filmato, con notevoli spunti di interesse, si può vedere qui.

Da ascoltare con attenzione è anche l'intervento di Severino Cesari sulla gestazione della collana "Stile libero", motivata dall'esigenza di "raccogliere energie nuove nel campo letterario, facendo diventare libro ciò che non lo era, con una grande attenzione ai nuovi linguaggi, ai cambiamenti della società e a fenomeni non ancora classificati in canoni letterari". Nell'ultimo decennio la collana ha innovato l'immagine della casa editrice Einaudi e ha portato al lancio di scrittori come Niccolò Ammaniti, Carlo Lucarelli e il gruppo Luther Blisset.

Una valutazione a parte, infine, meritano due video di Francesco Tatò, amministratore delegato della Treccani, in riferimento al futuro delle enciclopedie e al ruolo degli intellettuali. A differenza di Tullio Gregory, critico talora aspro delle nuove forme di sapere enciclopedico in rete, Tatò ritiene che il futuro delle enciclopedie su carta sia segnato  ("nicchie di mercato" in riduzione) e che si ponga con forza il problema della certificazione delle fonti e dell'attendibilità dei contenuti per le iniziative in espansione come quella di Wikipedia o per altre analoghe: a suo parere, infine, non è in crisi il sapere enciclopedico, ma la forma tradizionale della sua trasmissione.

Anniversari

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Centocinquanta anni della Zanichelli

Conosciuta per i suoi vocabolari, per i libri scolastici e per gli atlanti, la casa editrice Zanichelli festeggia in questo periodo il centocinquantesimo anniversario della sua attività, presentando in una sezione apposita del suo sito:

  • il racconto in forma cronologica delle tappe principali della sua storia;
  • il catalogo storico delle opere pubblicate, ricco di circa 19.000 titoli;
  • la ricostruzione attraverso 70 percorsi tematici di eventi, personaggi e opere che hanno segnato la storia della case editrice.

Le schede sono divise in 4 sezioni, dedicate rispettivamente alla storia e ai personaggi (dal Risorgimento a Italo Calvino e a Richard Feynmann), alla scienza, al diritto e alla varia (con i manuali più antichi e quelli più recenti), ai dizionari lessicali e tematici (come ad es. quello dedicato al teatro e al cinema), alle edizioni scolastiche (dal classico Camera e Fabietti al testo di biologia di Helena Curtis).

logo_zanichelli150_2.gif Nucleo centrale della presentazione è il catalogo storico, navigabile per autori, argomenti, collane e sei periodi storici ("Le origini", "Prima guerra mondiale e dopoguerra", "Seconda guerra mondiale e dopoguerra", "Gli anni Sessanta e Settanta", "Gli anni Ottanta e Novanta", "Dal Duemila a oggi") . Nel catalogo si ricostruisce anche la storia della Casa editrice con alcuni contributi dovuti ad autori diversi, con fotografie provenienti dall'archivio Zanichelli e con riproduzioni di documenti, copertine o frontespizi significativi.

A chi volesse approfondire questa lunga avventura editoriale consigliamo poi la lettura del recente Castelli di carte. Zanichelli 1959-2009: una storia di Federico Enriques, edito dal Mulino nel 2008 nella collana "Storia di imprese". Enriques, amministratore delegato della casa editrice, racconta gli ultimi cinquant'anni, con una visione dall'interno ricca di particolari sulla organizzazione, sullo stile di lavoro e sulle tecniche utilizzate. [Il volume può essere consultato interamente in questa pagina.]


Quarant'anni della Sellerio

Il numero degli anni è decisamente minore, ma rappresenta pur sempre la conquista di una età matura per un marchio editoriale, che si è affermato negli ultimi decenni per le caratteristiche distintive delle sue collane (in primis i tascabili) e per il contributo importante ricevuto da intellettuali e scrittori profondamente radicati nel tessuto culturale e linguistico della Sicilia.

Il riferimento è alla editrice Sellerio, creata da Elvira e da Enzo Sellerio nel 1969 a Palermo, con l'iniziale contributo ideativo dell'antropologo Antonio Buttitta e dello scrittore Leonardo Sciascia nelle vesti di autore, di traduttore e di consulente editoriale (suoi sono molti testi di presentazione dei risvolti di copertina). Il riferimento è anche alla piccola collana blu "La memoria", in cui hanno trovato spazio e successo "nuovi" autori come Bufalino o Camilleri e più "navigati" scrittori, come gli svizzeri Dürrenmatt e Glauser e il francese Anatol France.

I colori istituzionali della Sellerio (dal sito della casa editrice)
colori_sellerio.gifIl catalogo, in questo caso, comprende circa 3.000 titoli, tra cui spiccano anche autrici affermate come Daphne Du Maurier, Alicia Giménez-Bartlett e Patricia Highsmith.

Dal punto di vista grafico-editoriale sono interessanti le notazioni di Elvira sulle caratteristiche della collana in una intervista ad Achille Perego, riportata sul «Poligrafico» e disponibile in rete:

me093_big.jpg«L'idea della "Memoria" venne a Sciascia e a mio padre che inventò questo nuovo formato.
A livello grafico si trattava di una novità in controtendenza con i libri di allora. La macchia blu della copertina, la sovraccoperta con un'immagine pittorica figurativa che dava un tocco di eleganza ed esclusività a un libro tascabile, comodo, che stava appunto in tasca ma nello stesso tempo ricercato. Unico nel suo genere con i colori delle lettere e della cornice che cambiavano, con la rilegatura cucita e non incollata e stampato in piano su carta pregiata Fabriano, Grifo vergata o Palatina dai 70 ai 100 grammi, mentre la sovraccoperta (Fabriano Ingres Cover da oltre 120 grammi) avvolgeva il cartoncino della copertina. (...) Anche la copertina, pur essendo particolare ed elegante, è più semplice da realizzare: l'impegno più importante è la ricerca iconografica per il dipinto da pubblicare, ma una volta scelta l'immagine è sufficiente decidere i colori delle lettere e della cornice. Un lavoro che possiamo tranquillamente svolgere all'interno della casa editrice per poi fornire allo stampatore il file da mettere in macchina.»

Avete saputo che ...

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murdoch.jpgRupert Murdoch, editore, imprenditore e produttore televisivo australiano, nonché fondatore e proprietario del vasto conglomerato economico specializzato nel settore dei mezzi di comunicazione di massa, la News Corporation, in una recente intervista ha dichiarato:  "Internet come la si vede ora sarà presto storia". Queste sono le parole da lui espresse per dare un'idea dei reali cambiamenti che ci saranno nel mondo del web.

Ha detto a chiare lettere che la crisi dell'editoria di giornali di tutto il mondo è dovuta all'esodo di lettori e inserzionisti verso il web e crede che, per superare tale crisi, che ha visto anche migliaia di persone perdere il posto di lavoro, la soluzione sia adottare per l'informazione giornalistica web un modello misto in cui le notizie rimarranno accessibili liberamente mentre approfondimenti ed articoli di taglio professionale diverranno fruibili solo a pagamento con forme di abbonamento simili ai quotidiani cartacei.

Le idee esposte dal capo della News Corp. erano state anticipate già alcune settimane fa con una dichiarazione alla Associated Press. Egli si discosta dal credo comune, che vorrebbe soddisfare gratuitamente la fame di notizie, si avvicina in questo modo alla posizione espressa dall'agenzia di stampa che ha dichiarato guerra ai cosiddetti spacciatori di contenuti: dai blogger ai motori di ricerca come Google, accusandoli di violare il copyright detenuto dagli autori dei pezzi originali.

Ora Murdoch ha meglio delineato il suo progetto dichiarando che nei prossimi 12 mesi molte testate inglesi di sua proprietà adotteranno la nuova linea editoriale. Tra queste anche «The Sun», «The Sunday Times» e «The Times».

Probabilmente più in avanti,seguendo i passi di Murdoch, anche l' informazione giornalistica italiana via web avrà simili cambiamenti.
 
Effettivamente questo potrebbe essere un modo per spingere la gente a comprare i giornali o ad abbonarsi e magari per ridare i posti di lavoro a chi l'aveva perso e crearne molti altri. Insomma un modo per rispettare chi ha fatto della scrittura il proprio lavoro (dagli autori agli editori) e si impegna giorno dopo giorno per diffondere le notizie e tenerci costantemente informati.

Discussione semiseria su arte e mercato

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Il mondo dell'arte è una medaglia a due facce: una è il genio, l'altra il mercato. E non sempre vanno a braccetto: puoi essere un talento e non essere collocabile nemmeno per quei "venticinque lettori" (o ascoltatori, o quello che sia) che dovrebbero essere il minimo sindacale per chiunque si esprima creativamente.
Al contrario, magari sei un discreto scrittore, un pittore di Santi senza infamia e senza lode, un musicista appena apprezzabile, e fai furore: perché?
Grazie al marketing. La storia ci ha più volte platealmente mostrato come individui che postmortem sono stati incensati da pubblico e critica in tutti i salotti bene e in tutte le trasmissioni tv del pomeriggio, in vita languivano senza mezzi né possibilità economiche, erano buttati fuori dalle mostre, impazzivano, stroncati da ogni recensore (e non c'erano ancora quelli di Amazon!).
Colpa del marketing. O meglio, colpa del fatto che il marketing non c'era ancora, nel senso moderno del termine. Forse, se Proust avesse avuto un team di esperti in cravatta a curare le sue relazioni con gli editori, si sarebbe evitato il dispiacere di ricevere, dall'editore cui aveva inviato una copia del primo volume della "Recherche", questa risposta: "Dopo settecentododici pagine di questo manoscritto (...) non si ha nessuna idea di quello di cui si tratta. Che scopo ha tutto questo? Che cosa significa? Dove ci vuole condurre? Impossibile saperne e dirne nulla".
Forse, se le strade parigine fossero state tappezzate con accattivanti pannelli pubblicitari inneggianti a quanto sia in leggere Proust (cose del tipo "Vieni anche tu dalla parte di Swann!"), tutto sarebbe stato diverso.
Sarebbe andata diversamente anche per i vituperati pittori impressionisti (tanto per citare anche le arti figurative), e nessuno avrebbe osato dire a Renoir che i colori del suo "Nudo al Sole" ricordavano la carne putrefatta.
In tempi più recenti, facendo un veloce excursus anche in campo musicale, quante band finite nel dimenticatoio per colpa di manager incapaci? Penso ad esempio ai New York Dolls, band di travestiti proto - punk, dispersisi a causa della cattiva gestione di Malcolm McLaren (futuro manager dei Sex Pistols) che impose loro un'immagine comunista (negli Stati Uniti degli anni '70!) con tanto di bandiera rossa sul palco (McLaren ebbe anche l'ardire di organizzare a New York una festa a tema ispirata al colore rosso, con bandiere rosse, abiti rossi, decorazioni rosse: in seguito dichiarò: "tutti si scandalizzarono dicendo che avevo organizzato una festa comunista, ma per me non era una festa comunista: era solo una festa del rosso").
Insomma: il dio denaro è grande e il manager, l'editore, il produttore è il suo profeta. A lui e al suo entourage spetta il prosaico compito di rendere vendibile, piazzare sul mercato e pubblicizzare a più non posso l'opera compiuta dalla poeticissima figura dell'artista il quale, senza questo fondamentale step, rimarrebbe nel suo meraviglioso mondo a fissare le nuvole davanti alla finestra, povero in canna, chiedendosi perché, quando fissa le nuvole, gli sembra che somiglino tutte a dei tortellini.

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