Come si diventa scrittori?

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L'Enciclopedia Treccani ha aperto recentemente una sezione nel suo sito intitolata TreccaniLab: è divisa al momento in tre parti, dedicate rispettivamente alla letteratura ("In/Out"), a un viaggio nella "Biennale d'Arte" attraverso i video degli autori e dei performer presenti a Venezia e allo spazio del social network ("Community"), con tanto di blog, condivisione delle foto e dei video degli utenti.
In/Out si apre con un'inchiesta molto interessante, "Come si diventa scrittori oggi", introdotta da un testo di Giovanni Battista Tomassini che pone ad epigrafe i seguenti versi:

And when you want to live
How do you start?
Where do you go?
Who do you need to know?

Ancora sulla correzione delle bozze

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Dopo l'acribia del Correttore di bozze ai limiti dell'ossessione e oltre, questa volta riportiamo sul tema degli errori una voce diversa: è un giornalista a parlare, Luca De Biase, responsabile dell'inserto "Nova" pubblicato ogni giovedì nel quotidiano «Il Sole 24 ore» .

Sabato, 29 settembre 2007

Bozze: gli errori e le correzioni
Riguardo "Economia della felicità"

Sto correggendo le bozze del libro che ho scritto studiando, parlando, intervistando e soprattutto incontrando persone su questo blog per confrontarmi sugli appunti che man mano prendevo.
Quella delle bozze è una lettura diversa. Sembra di essere qualcun altro. Un po' lettore casuale, un po' lettore critico, un po' professore e un po' tifoso. Così, a volte, capita di scoprire in quello che hai scritto qualcosa che non avevi notato... Bizzarro...

Il libro tra mercato e cultura

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Le trasformazioni del settore editoriale negli ultimi 15 anni sono state determinate dalle innovazioni tecnologiche con l'irruzione del digitale e delle reti, dai processi di concentrazione societaria con la formazione di pochi grandi gruppi leader e dalla modificazione della catena distributiva con l'ingresso del prodotto libro nella grande distribuzione.
2_castenaso2.jpgQuest'ultimo fenomeno è il più recente e sollecita previsioni pessimistiche sulla probabile crisi dei più tradizionali punti di vendita: le piccole e medie librerie.
Un esempio di questo approccio si trova nello scambio tra una libraia di Lodi e Umberto Galimberti, pubblicato il 15 settembre 2007 su D Donna, il magazine femminile di «Repubblica»: lo spunto è dato dal "Decreto Bersani" sulle liberalizzazioni, che si è esteso in parte anche al settore editoriale. Riportiamo di seguito il testo integrale dell'articolo, lasciando il commento a mo' di controcanto alla voce di Vladi Finotto, un economista attivo nell'area del Nord-est e animatore con altri colleghi di un blog molto vivace.

Il correttore di bozze

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Si scrive ecc. o si scrive etc.? Oppure etc senza punto? Si scrive princìpi o principî, quando si vuole distinguere da prìncipi? Si scrive piú o più? Si scrive sé stesso o se stesso? Si scrive dànno o danno? Entrambe si declina?
La maggior parte sono o è? Si dice gli effetti paradosso o gli effetti paradossi? Si scrive per cento o %? E il pallino ° dei gradi va attaccato o staccato dalla cifra? E quand'è che un rigo in testa può essere considerato una vedova? E quand'è che un rigo al piede può essere considerato un orfano? E perché si scrive qual è e non qual'è?
Il correttore cercava di non domandarsi quale importanza potessero avere queste cose. Che senso poteva avere spendere energie, tempo e soldi perché in un libro fossero disposte uniformemente le virgolette?
Quante battute gli erano passate sotto gli occhi nel corso degli anni? Che differenza c'è tra ibidem e ivi, ibid.? Oppure fra op.cit e semplicemente cit.?
Il correttore sapeva che l'attenzione a queste cose era molto diminuita nel corso degli anni. E al tempo stesso era diminuito il prestigio sociale di chi faceva quel mestiere. Una volta, un giorno che era di umore veramente nero, era arrivato a inveire, fra sé e sé, contro coloro che esigono che si scriva a se stante, invece che a sé stante.
«Ma chi se ne frega?» Pensava a proposito della questione. Oppure «chissene frega»? perché no «chissenefrega»?


La citazione è tratta dalla pagina 60 del racconto lungo di Francesco Recami, Il correttore di bozze (Sellerio, Palermo 2007, € 12), in cui si narrano reazioni e riflessioni di questa figura professionale alle prese con un testo "noir" che crea perplessità e turbamenti. Uno sguardo duplice: vedere all'opera un correttore e seguire le ambiguità e i piani paralleli di una vicenda inquietante, che non sempre convince.

Wu Ming: scrittura collettiva e forme di editing

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Per iniziare si può partire da Q (Einaudi, Torino 1999), firmato con lo pseudonimo della cultura underground Luther Blissett da quattro narratori che lavorano a Bologna: Roberto Bui (che diventerà Wu Ming 1), Giovanni Cattabriga (Wu Ming 2), Luca Di Meo (Wu Ming 3) e Federico Guglielmi (Wu Ming 4).  Il romanzo nasconde dietro al plot una ricerca su che cosa sarebbe potuto accadere se i movimenti di riforma religiosa del XVI secolo avessero raggiunto gli obiettivi iniziali di riscatto e di emancipazione.

Nel marzo 2000 si aggiunge al gruppo un quinto membro, Riccardo Pedrini che diventa Wu Ming 5, e si adotta il nome Wu Ming Foundation.

Il logo di Wu Ming
"Luther Blissett - si legge nell'intervista a cura di Teresa Graziano pubblicata su «Stylos» del 26 giugno 2007 - era uno pseudonimo, Wu Ming è una band. Lo pseudonimo Luther Blissett era adottato da centinaia di persone, il nome Wu Ming è riferito a un gruppo di 5 narratori, come il nome "Arctic Monkeys" è riferito a un gruppo di 5 musicisti e il nome Orchestra sinfonica nazionale della RAI è riferito a un ensemble di decine di musicisti." 

I partecipanti al gruppo scrivono testi e racconti anche da soli, ma firmano insieme negli anni successivi altri due romanzi: 1954 e Giap, pubblicati sempre da Einaudi nel 2002 e nel 2003.

 Nel 2007 per i tipi dell'editore torinese esce l'ultima fatica collettiva: Manituana, ambientato nel 1775 tra America e Inghilterra, «all'alba della rivoluzione che generò gli Stati Uniti».

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Editing and Publishing è il blog del corso di "Editing e tecniche di redazione" della laurea triennale, tenuto da Lucio D'Amelia tra il 2006 e il 2010: contiene post e documenti sul lavoro in casa editrice e sulla stampa di libri.

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