Da isole ad arcipelago

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librerie_intraprendenti.jpgDomenica 31 ottobre, a conclusione della manifestazione nazionale Ottobre piovono libri e in occasione della prima giornata regionale dedicata alla lettura, sarà presentato il progetto Librerie intraprendenti del Lazio, ideato originariamente da Ascanio Celestini. "Obiettivo dell'iniziativa – si legge nel comunicato stampa di presentazione – è quello di valorizzare le librerie indipendenti, ovvero non appartenenti a catene di proprietà dei gruppi editoriali."

E in effetti si tratta di un'iniziativa di estrema attualità, che cerca di fare i conti con i fenomeni di concentrazione della filiera distributiva dell'industria editoriale e con la chiusura recente di numerose librerie, che abbiamo trattato recentemente in questo post.

Il progetto punta alla creazione di un network strutturato con il passaggio dalla dimensione isolata del singolo negozio a quella dell'"arcipelago" di librerie, che condividono e scambiano esperienze e conoscenze di un mestiere qualificato, ma non sempre redditizio. Alla rete hanno aderito finora 257 librerie indipendenti, che sono state censite e inserite in una banca dati consultabile sul sito del progetto. In questo spazio web le librerie possono gestire un proprio blog per dare notizia degli eventi organizzati sul territorio e possono intervenire con l'inserimento di articoli, filmati e immagini.

Di seguito si evidenzia sulla mappa di Google la diffusione delle librerie nella regione e si riportano i link agli elenchi delle librerie di Roma e delle iniziative in programma il 31 ottobre.

Il prezzo dei libri

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L'editore e libraio Mario Guida Lo spunto è offerto dall'appello-denuncia dell'editore e libraio napoletano Mario Guida, pubblicato sul «Corriere della Sera» del 5 ottobre 2010. I temi toccati sono principalmente due: la concentrazione del settore editoriale e la proposta di legge sul prezzo dei libri attualmente in discussione in Parlamento.

Per il primo aspetto si tratta di un processo in corso da anni e non solo nel nostro Paese, che l'editore napoletano sintetizza efficacemente con queste parole: "ci sono sei gruppi editoriali che hanno acquistato il 100% delle case editrici storiche italiane e controllano l'80% dell'informazione. Hanno creato catene di librerie, organizzato la grande distribuzione e infine messo a punto l'invasione dei supermercati con la loro produzione, con diritti di resa e sconti molto alti".

La concentrazione riguarda sia il consolidamento dei grandi gruppi editoriali, sia la trasformazione della rete di distribuzione: i sei gruppi, a cui probabilmente si riferisce Guida, comprendono Mondadori, RCS Corriere della Sera, GEMS, De Agostini, Giunti e Feltrinelli. Oltre ad avere quote di mercato significativo, tre di questi gruppi hanno potenziato le catene di vendita con il proprio marchio. Sul versante dei librai indipendenti sono state invece chiuse recentemente la Lef di Firenze (cara a don Milani), Remainder's e Gremese a Roma, la Pergamena di Oristano, la Hobelix di Messina, la Sapienza di Viterbo, la Capriotti di Como, la Scolastica di Teramo, "un numero imprecisato a Milano, dove quella di Porta Romana è stata sostituita da una banca e in Galleria siamo a meno tre in poco più di un lustro".

Le quote di mercato in Italia
Per quanto riguarda la proposta di legge sul prezzo dei libri, presentata nella precedente legislatura dall'onorevole Ricky Levi del Partito Democratico (all'epoca sottosegretario del governo Prodi), la questione è apparentemente più complicata: nelle intenzioni del proponente occorreva cercare un equilibrio tra il modello della Germania, in cui il prezzo è sempre fisso, e quello dell'Inghilterra, in cui il prezzo è libero. La soluzione è stata trovata con un sistema simile a quello francese, ovvero con un tetto massimo allo sconto del 15% (in Francia arriva al 5%), e dovrebbe servire a tutelare i librai da politiche "selvagge" di promozione attuate dai grandi gruppi nella distribuzione organizzata. In particolare, nella proposta sono proibite le promozioni al dettaglio e sono consentite soltanto quelle attuate dagli editori per un periodo di tempo massimo di un mese (escluso dicembre), con il coinvolgimento di tutte le librerie e non soltanto dei punti di vendita di singoli editori, dell'online o della grande distribuzione. Per le vendite on-line e per quelle alle biblioteche lo sconto massimo non può superare il 20%, a fronte dell'attuale totale libertà in questi due ambiti.

La proposta di legge, che si può leggere nella sua interezza in questa pagina, è stata approvata alla Camera il 14 luglio scorso, sta per essere ora esaminata dal Senato e la sua approvazione finale è prevista entro il mese di novembre.

Domenica di carta

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La locandina della giornata Questa volta non parliamo di autori, editori, redattori o lettori; né di distributori e di librai; o di bozze e di impaginazione. Questa volta il post è dedicato all'ultimo anello della catena editoriale, quello che quasi viene dopo, alla fine, e che pure svolge una funzione decisiva. Vogliamo parlare di biblioteche e archivi, ossia delle istituzioni - pubbliche e private - che hanno la finalità di conservare e di catalogare i materiali alla base dei libri o di permettere la consultazione e la lettura dei volumi stampati. E ne parliamo perché domenica 3 ottobre, dalle 9 alle 20, biblioteche e archivi saranno aperti al pubblico con programmi di valorizzazione dei fondi e delle collezioni.

Nella presentazione del Ministero per i Beni culturali, l'iniziativa è "un percorso affascinante alla scoperta della memoria del sapere attraverso libri, documenti, fotografie, stampe, disegni e molto altro. Tesori sconosciuti, presentati ai cittadini di ogni età. Tecnologie e servizi innovativi per l'accesso alle informazioni di oggi e di ieri. Visite guidate, esposizioni ed eventi per rendere ancora più avvincente il viaggio nel cuore della cultura che ha fatto grande il nostro Paese." Sembrano espressioni di un rinnovato marketing della cultura, ma leggendo il programma si rimane effettivamente impressionati dall'ampiezza e dalla qualificazione delle proposte. Al momento sono elencati 95 eventi in 18 regioni italiane. Roma fa la parte del leone con ben 10 iniziative che riportiamo di seguito per chi fosse interessato.
Ilaria Leodori ci ha raccontato recentemente il rapporto non sempre lineare di Sebastiano Vassali con Giulio Einaudi, attraverso il commosso ricordo che lo scrittore genovese ha tratteggiato durante l'ultimo Salone del libro di Torino. Il senso comune vuole che gli autori siano personaggi bizzarri per antonomasia, alle prese con la difficoltà di dare vita al proprio mondo interiore attraverso l'uso originale delle parole, ma anche gli editori - si potrebbe aggiungere - non "scherzano", ossia spesso non sono esenti da caratteristiche soggettive che li portano talora a toccare i limiti delle situazioni.

Il primo esempio viene proprio dalla figura di Einaudi (ne abbiamo parlato a lungo qui), personaggio non solo del racconto di Vassalli, ma anche del mondo editoriale italiano per lo stile di gestione "principesco" della casa editrice o per gli innamoramenti e gli abbandoni che hanno costellato la sua vita professionale. Un secondo caso è quello di Livio Garzanti, proprietario e direttore della omonima casa editrice dal 1954 fino al 1998 e autore egli stesso di romanzi e di racconti, tra cui si ricorda Amare Platone dedicato alla moglie Gina Lagorio morta nel 2005.

Garzanti, che si sta avvicinando in piena lucidità alla venerabile età dei 90 anni, ha iniziato a pubblicare una serie di articoli sul «Corriere della Sera» per ricordare alcuni episodi della sua vita, contraddicendo dichiarazioni rilasciate circa dieci anni fa a caldo dopo la cessione della casa editrice: «Non ricordo niente, e le testimonianze le ho buttate. Via tutte le lettere, quelle di Gadda, quelle di Bertolucci, non ho più memoria» (intervista di Donata Righetti sul «Corriere della Sera» del 22 giugno 2000).

Il primo articolo, uscito il 29 agosto scorso, è dedicato al rapporto con Pier Paolo Pasolini, di cui è stato per molti anni e per molte opere l'editore (salvo per il passaggio finale dello scrittore friulano proprio alla casa editrice Einaudi).
Sono nato editore quando ho pubblicato Ragazzi di vita e ho finito di esserlo attivamente quando, purtroppo, in ben altro tragico modo, si chiuse anche la vita di Pasolini. Lo avevo incontrato auspice Attilio Bertolucci, raffinatissimo grand gourmand della letteratura e «papa» del mondo letterario romano, mondo che io sogguardavo dal marciapiede. Pasolini era un puro, un cataro, che viveva nelle sozzure peggiori, tra tante epidermidi bitorzolute e ripugnanti incontrate nelle tenebre notturne delle stazioni ferroviarie. La bocca spalancata di Ninetto (che ho incontrato poi amichevole a Forte dei Marmi), la bocca aperta di questi ragazzi incantati! Conoscevo dalle confidenze di Laura Betti le storie torbide e la tragedia del mio nuovo amico, di questo illuminato da una morale sociale che esplodeva come una necessità fisiologica ad alimentare la fiamma letteraria.
Copertina_RdV.jpgSono parole forti, che manifestano l'ammirazione e la distanza che non potevano non segnare il rapporto con questo autore così diverso in tutto: nell'approccio alla vita, nelle preferenze amorose, nella ricerca letteraria. Di più: Garzanti data la sua parabola di editore tra l'anno (1955) della pubblicazione di Ragazzi di vita e quello (1975) della morte di Pasolini, ricorrendo sicuramente a una forzatura per il momento della conclusione, che arrivò più di vent'anni dopo. Ma - ne siamo certi - c'è una sua personale verità in questa affermazione, perché l'intensità del rapporto non può essere messa in discussione ed è provata da quella sorta di "fiducia a distanza" accordata a uno scrittore all'epoca non ancora famoso e celebrato, come sarebbe poi diventato.

Usiamo l'espressione "fiducia a distanza", perché i due poli, positivo e negativo, di una calamita sono presenti nella loro relazione: all'inizio egli anni Cinquanta Pasolini si era dovuto trasferire a Roma per sfuggire alle accuse mossegli di corruzione di minorenni e di omosessualità; ciononostante riusciva a dare corso alla sua vena poetica e letteraria con una serie di testi pubblicati su riviste o da piccoli editori, in parte ancora in dialetto friulano e in parte avvicinandosi a quello romano. Quando nel 1955 spedì il manoscritto del suo primo romanzo in dialetto romanesco alla casa editrice Garzanti, non è difficile immaginare le reazioni che poteva provocare nei lettori dell'epoca, abituati a canoni espressivi più classici e meno espressionistici, e nelle preoccupazioni che poteva alimentare all'interno della casa editrice per le possibili reazioni dei cosiddetti "benpensanti".

In ricordo di Elvira Sellerio

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Poco più di un anno fa avevamo ricordato in questo articolo i quarant'anni della Sellerio. Ne riparliamo oggi, durante la pausa estiva, perché martedì 3 agosto è morta a Palermo Elvira Sellerio, che della casa editrice palermitana è stata in questi anni l'animatrice e la guida, un esempio raro di donna imprenditrice meridionale nel campo della cultura.

Elvira Sellerio all'inizio della sua avventura editoriale.jpg La casa editrice Sellerio è diventata famosa per una collana di libri di piccole dimensioni, intitolata "La memoria", con la copertina blu dalla grafica minimalista e raffinata, in cui hanno trovato spazio autori italiani e stranieri già affermati, come ad es. Leonardo Sciascia (consulente editoriale della casa editrice), o ancora poco noti all'epoca della prima pubblicazione, come Andrea Camilleri e Gianrico Carofiglio.

La vogliamo ricordare con un foto classica dell'archivio del «Corriere della Sera», ritratta con il marito Enzo Sellerio, l'antropologo Ignazio Buttitta, lo scrittore Leonardo Sciascia e ultimo a destra l'archeologo Vincenzo Tusa, grande amico di Enzo ed Elvira, sostenitore della nascita della casa editrice, all'inizio quando nessuno ci credeva [su cortese segnalazione di Delia Tusa].

Aggiornamento del 9 dicembre 2010. Si è svolto a Roma, durante la giornata di apertura della Fiera "Più libri più liberi", un incontro in ricordo dell'editrice siciliana con la partecipazione di Andrea Camilleri e di Adriano Sofri. Riportiamo in allegato una cronaca dell'evento a cura di Valeria Ferrante dalla «Repubblica» del 7 dicembre 2010. L'intervento di Adriano Sofri è stato riprodotto nelle pagine culturali dell'edizione dell'8 dicembre 2010 sempre della «Repubblica».
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Editing and Publishing è il blog del corso di "Editing e tecniche di redazione" della laurea triennale, tenuto da Lucio D'Amelia tra il 2006 e il 2010: contiene post e documenti sul lavoro in casa editrice e sulla stampa di libri.

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