La tipografia e il web

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aldlogoA.jpgQuando si consulta la rete Internet, la nostra attenzione è attratta principalmente dalle parti della pagina sullo schermo: abbiamo interiorizzato la virtualità dello spazio digitale e pensiamo principalmente in termini di informazioni da reperire o di altre risorse mediali da scoprire. I parametri con cui valutiamo la grafica comprendono la piacevolezza dell'esperienza visiva (colori e forme), la comprensibilità della struttura e l'usabilità della navigazione. Difficilmente ci interroghiamo sugli aspetti più propriamente tipografici (caratteri, griglia, facilità della stampa, ecc.) che invece possono essere importanti nell'acquisto di un libro.

L'esperienza offerta da un libro, infatti, comprende immediatamente una valutazione del supporto fisico (la copertina, la carta, il peso, ecc.) e delle sue caratteristiche tipografiche (la griglia interna, i caratteri, la riproduzione del colore, ecc.): siamo poi in grado di giudicare mediamente se le scelte effettuate dall'editore nella stampa del volume siano state felici e ci colpiscano favorevolmente.
Eppure i designer più avvertiti, con una esperienza effettivamente "crossmediale", hanno richiamato l'attenzione sulla centralità che la tipografia riveste anche nell'esperienza web. Come requisito di base i siti più professionali dovrebbero fornire all'utente la possibilità di stampare facilmente le pagine senza banner, colonne di servizio e altri elementi di supporto giustificati sullo schermo, ma inutili nella pagina stampata. Per ottenere questo risultato si ricorre a fogli di stile separati che isolano il contenuto informativo che può interessare il lettore e lo preparano per la stampa, come avviene con il bottone "stampa" in questo sito.

Se si prende in considerazione la produzione degli addetti ai lavori - come il vietnamita (attivo a New York) Khoi Vinh, o l'ungherese (parigino dal 1957) Peter Gabor e l'inglese Mark Boulton, la sensibilità tipografica emerge anche in termini di contenuti (il tema "Web e tipografia" è ricorrente alla pari con altri) e di forme (i siti sono studiati sulla base di griglie precise, le peculiarità della tipografia tradizionale sono osservate anche sullo schermo, ecc.).
Vinh e Boulton hanno scritto, tra l'altro, interessanti articoli sul layout della pagina web e hanno presentato una relazione (8,5 MB) a quattro mani sul tema delle griglie nel marzo 2007 a Austin nel Texas. Tra le categorie del blog di Gabor, poi, compaiono espressioni come:
  • Typo fonderies (che letteralmente rinvia alle vecchie "fonderie" dei caratteri),
  • Typo | Histoire,
  • Typographie de magazine,
  • Typographie de Presse Quotidienne.
Vinh ha illustrato la sua attività di Design Director presso il «New York Times», Boulton è stato impegnato sulla reimpaginazione di alcune testate inglese come ad esempio «The Guardian» e Gabor si è espresso su quella di «le Monde». Sono letture particolari che esulano dai motivi ricorrenti del Web 2.0 o del social software e offrono dei  "ponti" originali per attraversare aree del sistema editoriale attuale.

Di seguito riproduciamo un esercizio di stile sulla testata del blog di Gabor, in omaggio allo scrittore, tipografo e illustratore francese Jean Alessandrini.

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I colori sullo schermo e sulla carta è il post successivo.

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