L'informazione tra blog e giornali

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La prima notizia è ripresa dal lancio della principale agenzia giornalistica italiana:

(ANSA) - TRIESTE, 17 OTT - Per la prima volta in Italia una  testata giornalistica accredita un blogger e non un proprio redattore per fare la cronaca di un evento legato a Internet. A fare da "inviato" - come freelance - sarà Massimo Mantellini, uno dei blogger più letti a livello nazionale, che seguirà per il "Sole 24 Ore" da oggi fino al 19 ottobre prossimo il Web 2.0 summit a San Francisco (Usa). Oltre che scrivere sul proprio blog, Mantellini pubblicherà articoli per l'inserto cartaceo  settimanale "Nova", dedicato alle tematiche dell'innovazione, della tecnologia e di Internet. "Il Web 2.0 - ha spiegato all'ANSA il responsabile di Nova, Luca De Biase - è certamente un luogo nato da idee pionieristiche e che ha molto a che fare con l'esperienza di un blogger, ma mi aspetto che Mantellini lo racconti in modo molto personale". Sul perché la scelta sia caduta proprio su di lui, De Biase ha precisato che "Massimo è un autore importante per la rete e conosce l'umore della rete come pochi altri. Avremo modo di inviare altri in altre occasioni - ha concluso - se ne avranno voglia e tempo". Nel frattempo, sul proprio blog Mantellini ha già ricevuto  50 commenti di incoraggiamento al post con l'annuncio della sua  partenza, e da parte sua conclude sperando che al Sole "avranno da pentirsi troppo di aver mandato un blogger a seguire  un evento così importante".
La seconda notizia è di fonte americana: la Camera dei deputati ha approvato a larghissima maggioranza una nuova legge ("Free Flow of Information Act") che garantisce ai giornalisti coinvolti in inchieste federali il diritto a non divulgare le proprie fonti (a federal media shield, ossia uno scudo federale per i media): si tratta di un principio storico della deontologia professionale del giornalismo, una sorta di segreto professionale che esime il singolo giornalista dall'obbligo di rivelare la fonte delle sue informazioni. Il principio era stata messo in discussione dall'Amministrazione centrale dopo l'11 settembre e la Camera ha voluto ribardirlo con una novità fondamentale.
Nella categoria dei giornalisti sono compresi i blogger professionali, ossia quelle voci della rete Internet che, pur non essendo giornalisti professionisti e non lavorando per una testata ufficiale, svolgono attività informative con costanza, autorevolezza e riconoscimento. Fino ad ora infatti:
... the law protects only "a person who, for financial gain or livelihood, is engaged in journalism," which involves the "gathering, preparing, collecting, photographing, recording, writing, editing, reporting, or publishing of news or information that concerns local, national, or international events or other matters of public interest for dissemination to the public."

blogburst.jpgIn America il passaggio è stato reso possibile dai molteplici rapporti che esistono tra mondo dei blog e mondo dei media: alcuni importanti gruppi editoriali (riportati nella figura a fianco) utilizzano Blogburst, una piattaforma di aggregazione e distribuzione dei contenuti generati dagli utenti; alcune grandi testate giornalistiche hanno aperto uno spazio per la pubblicazione non solo dei commenti ma anche dei testi prodotti dai lettori, ecc.
In Italia per lungo tempo è stata prevalente la ruggine tra chi ritiene che dietro al lavoro giornalistico ci siano competenze e professionalità acquisite con un lungo tirocinio e chi ha visto nella esplosione dei blog un rinnovamento nel modo di produrre informazione attraverso relazioni molteplici di tipo 1 a 1 (con una critica neanche troppo velata al modello di trasmissione uno a molti proprio dei grandi broadcaster tradizionali o multimediali).
La svolta del "Sole 24 ore" è probabilmente legata a una scelta originale del responsabile di "Nova", Luca de Biase, a cui è stato assegnato proprio in questi giorni il premio "Cultura di rete 2007".
Massimo Mantellini, da parte sua, ha tenuto a precisare che pur collaborando a testate di settore non è iscritto all'albo dei giornalisti ed è effettivamente un free-lance. I suoi commenti in diretta dal summit di San Francisco li potete trovare qui. L'articolo uscirà nell'inserto del prossimo giovedì. Altri commenti in diretta sulla conferenza - questa volta in inglese - sono pubblicati da Richard MacManus in questo sito.
Quanto alla legge americana, l'approvazione della Camera e del Senato non sono sufficienti: occorre la firma del presidente per trasformarle i legge definitiva e non sembra che Bush sia intenzionato a farlo.

PS - Si deve aggiungere la terza notizia che anche il governo italiano, con l'approvazione il 14 ottobre 2007 del disegno di legge sull'editoria, si sta muovendo nella direzione di un'equiparazione: non soltanto tra blogger e giornalisti, ma più in generale tra prodotto editoriale e pubblicazione web di qualisasi tipo (personale, senza fine di lucro, didattica, ecc.). Il che potrebbe essere anche un giusto riconoscimento, se non fosse che tale equiparazione serve a richiedere l'iscrizione dei siti web al "Registro degli operatori di Comunicazione" (ROC) con conseguente tassazione delle iniziative editoriali on-line.

UPDATE (21 ottobre) - Il ministro Gentiloni scrive sul suo blog: "... la norma sulla registrazione dei siti internet non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive. [...] Va bene applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog...".

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aNobii - 03 Mar 2008


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