Editoria e Second Life/2

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[Per leggere la prima parte si può andare qui].

Gli editori italiani

In Italia l'interesse per SL è stato manifestato soprattutto da quegli editori, che hanno nel catalogo pubblicazioni legate direttamente al mondo virtuale o, più in generale, alle innovazioni della cultura digitale.

Guida Editori, casa editrice napoletana di saggistica e di letteratura fondata nel 1920, ha affittato uno spazio in Publishing Island per presentare le sue pubblicazioni e per organizzare eventi: in occasione della pubblicazione del romanzo Psychedelicon di Francesco Prisco, è stato organizzato l'happening BookParty ispirato al libro con musica rock psichedelica e avatar danzanti (il video dell'happening è qui). Ora la casa editrice ha aperto una nuova presenza in quel di Siena (sempre in SL) e ha intenzione di proseguire le proprie attività di promozione della lettura e della cultura del libro con iniziative che coinvolgano attivamente i residenti di SL, come per esempio il concorso fotografico "Log and Read" (informazioni ricevute da Paola Mazzucchi dell'AIE che ringraziamo vivamente) . Nel catalogo Guida è presente anche la Guida turistica essenziale a Second Life a cura di Carr Paul e Pond Graham.
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Castelvecchi Editore, casa editrice romana che ha pubblicato nel 1995 Mind Invaders a cura del Luther Blissett Project (il gruppo che darà vita alla Fondazione Wu Ming su cui vedi questo post) e che si occupa di cultura underground legata alla sperimentazione e alle nuove tendenze, ha creato la sua presenza virtuale in SL nella Wondeland Island e ha sviluppato parallelamente un sito apposito: Qadeema. Qadeema, una parola ebraica che significa "avanti", è presentata come la virtual branch della casa editrice, che pubblicherà testi in inglese per promuovere autori e libri che trattano la tematica dei mondi virtuali.

Meltemi Editori, infine, casa editrice anch'essa romana molto attiva nella saggistica e nell'editoria universitaria, per la costruzione del proprio spazio in SL ha lanciato il concorso "Second Architecture for Meltemi Editore", patrocinato dal Ministero degli Esteri e aperto ai giovani designer del mondo digitale. I progetti presentati sono stati ben 18 e vincitore di un premio di 5.000 euro è risultato Immaginaria, presentato da un gruppo di giovani architetti che si sono formati anche con il nome del loro avatar. Le foto dei bozzetti sono visibili qui; di seguito ne riportiamo una.


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gerosa.jpg"Imaginaria - ha spiegato Luisa Capelli, direttrice editoriale della Meltemi - è un cubo con pareti continuamente mutanti dove scorrono scenari di paesaggi metropolitani, deserti di dune o ambienti sottomarini, dove non ci sono scale e si entra teletrasportandosi, dove un programma che integra le risorse presenti sul nostro sito consente di consultare direttamente i testi dei libri, dove troverà posto, in una forma che stiamo ancora studiando, la collezione di opere d'arte digitale prodotte in SL che abbiamo iniziato a raccogliere. Dove vorremmo che gli avatar dei nostri autori potessero direttamente interagire con quelli dei lettori e dei residenti, raccontando i propri libri e le ragioni che li hanno generati.

Un approccio, il nostro, sensibilmente differente da quello che ha portato all'esplodere del recente interesse mediatico per SL, dovuto soprattutto all'assalto compiuto dalle grandi aziende, dai marchi importanti, che hanno iniziato a occupare spazi e posizioni spesso senza minimamente conoscere il contesto nel quale entravano, e soprattutto senza porsi il problema di comunicare al suo interno le proprie intenzioni (si entra là perché se ne parli qui), senza attenzione alla costruzione di un processo generato all'interno di SL."

A Meltemi si deve anche il primo saggio critico italiano dedicato a SL: l'ha scritto Mario Gerosa considerando questo mondo virtuale come un complesso ecosistema, che richiede un approccio interdisciplinare e l'intervento di esperti di diversa competenza. Alla fine di ogni capitolo, infatti, Gerosa intervista personalità del primo e del secondo mondo, che in questi anni ne hanno approfondito aspetti particolari: dalla formazione all'architettura, dall'economia ai media, all'arte e alla moda.

Per concludere questa rassegna, lasciamo volentieri la parola a Cristina Mussinelli che ha coordinato per conto dell'AIE il dibattito su "Editoria e Second Life", tenutosi a Roma l'8 dicembre 2007 durante la fiera Più libri Più liberi. Al dibattito hanno partecipato Luisa Capelli, Alberto Castelvecchi e Diego Guida in rappresentanza delle tre case editrici.

Quando abbiamo deciso di organizzare un seminario su SL durante la fiera, ci siamo posti il problema di quale taglio dare all'iniziativa, visto che il convegno nasceva all'interno del programma professionale e che il nostro obiettivo era quello di ragionare con gli editori, in particolare quelli medio-piccoli cui la fiera è dedicata, sulle reali necessità ed opportunità di essere presenti in SL e sugli effettivi risultati attesi.

Siamo infatti consapevoli che fenomeni come questo o quello del Web 2.0 stanno cambiando il modo di leggere e di relazionarsi con i contenuti editoriali da parte dei lettori e di conseguenza modificano anche le modalità con cui le aziende editoriali attuano i loro i "processi" (produttivi, di marketing e di comunicazione) e realizzano i loro i "prodotti", ma non sempre è chiaro quali possano essere le implicazioni sui modelli di business e sul mercato nel suo complesso. Avere una presenza in SL potrà garantire più vendite, creerà maggiore visibilità per il marchio editoriale, aprirà nuovi mercati internazionali, darà la possibilità di trovare nuovi autori?

Alcuni editori stanno, come già sopra descritto, utilizzando SL sia come canale di comunicazione e di marketing per promuovere il loro marchio editoriale e i loro libri sia per creare iniziative specifiche che nascono e si sviluppano solo on-line.

La soluzione migliore quindi ci è sembrata chiedere loro di raccontare la loro esperienza, mettendo in evidenza le motivazioni, le aspettative, analizzando le novità , le differenze e le interconnessioni con quanto fatto nel mondo reale.

Da quanto emerso ci sembra di poter dire che anche se i risultati economici non siano ancora per un editore lo scopo principale della presenza nel mondo virtuale, un editore che opera in SL può far parlare di sé sui media tradizionali, sperimentare nuove forme di interazione con i suoi lettori, creare contatti interessanti con altri editori stranieri, cercare e trovare autori. In un mondo in continua evoluzione come quello della rete questi possono essere motivazioni più che sufficienti.

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