Archivi di Aprile 2008

parma.repubblica.it: una nuova ricetta

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Occasione
Giornalismo all'epoca del Web 2.0 e della crisi dei giornali

Persone
Comunità locale di più di 160mila residenti

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Una internet company: Kataweb
Esperienze: più di 10 anni di giornalismo in linea
Network: una rete di circa 20 testate locali e di 9 edizioni locali del quotidiano principale

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WORK|OUT

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WORK|OUT è un'iniziativa che nasce come progetto idealistico con l'obiettivo di diffondere libera informazione senza scopo di lucro. Nel 1999 la neonata testata giornalistica studentesca appare ancora con il nome di LET|S|WORK, maturando con gli anni non solo in qualità ma anche in quantità di tirature (nel 2002 raggiunge un totale di 100.000 tirature in tutta Europa).

Inizialmente la rivista legata alla TUSMA (Associazione e agenzia di lavoro per studenti berlinesi) era prevista come revue bipagina simile ad un corriere del lavoro e guida dello studente per l'area studentesca berlinese.

Nel 2002 le cose cambiano: il progetto riesce ad imporsi grazie a fondi comunitari che ne favoriscono la crescita. La rivista fu ribattezzata "WORK|OUT - european students' review" conferendogli la caratteristica che oramai più la rappresenta ovvero quel misto di multiculturalismo e plurilinguismo.
 
WORK|OUT inizia a pubblicare anche in altre città europee per condensare i fermenti cultural- politici delle società studentesche accomunate da uno stile di vita in continua evoluzione.
Il progetto ha ampliato i propri spazi e si estende geograficamente specialmente in Germania e Italia, ma anche in Inghilterra e Francia.
 
Il lavoro redazionale si svolge principalmente sul web raccogliendo attraverso una piattaforma virtuale appositamente creata i contributi dei corrispondenti nelle varie città europee e gli articoli variano dal genere corsivo all'intervista, a patto che trattino temi coinvolgenti e interessanti in modo altrettanto creativo e a volte sperimentale. WORK|OUT spazia tra politica, cultura e vita studentesca con ironia e superbia accattivanti, riassunti nel layout impegnato che ogni due mesi coinvolge fumettisti e grafici.

L'idea di risemantizzare il giornalismo in una vivida espressione di menti giovani, reali protagoniste del processo di europeizzazione, ha avuto successo: "Il Manifesto" ne finanzia la tipografia e lo allega ogni due mesi all'inserto "Alias".

Da «Stilos» a «Il sottoscritto»

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Dal giugno 2005 al settembre 2007 con 1 euro si poteva comprare in edicola un quindicinale di 16 e più pagine interamente dedicato ai libri: «Stilos», una raccolta di recensioni dedicate a romanzi, racconti o saggi, scritte prevalentemente da scrittori, e poi interviste, forum sulla critica letteraria, schede e poca pubblicità rigorosamente dedicata alle nuove pubblicazioni editoriali. Il direttore era Gianni Bonina, giornalista e scrittore, che era riuscito a rendere autonomo il supplemento "Libri" di un giornale siciliano.

Stilos.jpgPoi la testata aveva chiuso, probabilmente, come succede in questi casi, per motivi di bilancio, lasciando un avvertito senso di rammarico per la mancanza di uno strumento di guida e di interpretazione del panorama librario italiano.

Ora, con un altro nome e con una formula diversa, il gruppo di autori stretto intorno a Bonina esordisce sul web con «Il Sottoscritto», espressione apparentemente burocratica - tipica delle domande o delle istanze che si rivolgono alla pubblica amministrazione - che rinvia tuttavia all'idea di scrittura e, come scrivono i promotori, "all'identità autoriale".
Scopo dichiarato è di occuparsi di libri e di dare conto non solo delle novità ma anche delle acquisizioni. Il sito è facilmente visitabile grazie a un ordine albabetico che conduce agli autori attraverso gli strumenti dell'intervista e della recensione. In più figurano  - e si arricchiranno sempre più - saggi, racconti e temi di dibattito...

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