Il Post: una nuova esperienza giornalistica

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Emanazione di una testata storica della blogosfera italiana, è in linea da un paio di giorni «Il Post», una nuova pubblicazione diretta dal giornalista Luca Sofri. Si tratta di un aggregatore di informazioni italiane e straniere di fonte giornalistica, di post e prese di posizione del mondo della blogosfera e di "ultimissime" notizie tratte dalle agenzie di stampa. Si intende dare vita a un mosaico originale a partire da componenti diverse dell'universo informativo della carta stampata o della rete. Alla data di oggi, l'home page si presenta così.

L'home page del Post
La redazione del giornale si trova a Milano, composta da 5 giovani redattori, che si occupano delle operazioni di montaggio delle notizie e degli articoli. Il modello economico prevede la raccolta di annunci pubblicitari con l'obiettivo di un milione di euro l'anno e il raggiungimento del punto di pareggio in almeno 3 anni.

Tra i blogger coinvolti vi sono nomi noti a sinistra, come Giovanni Floris di «Ballarò», e a destra, come Flavia Perini del «Secolo d'Italia» [in margine a questa partecipazione Sofri ha ritenuto necessaria una spiegazione].

Le sezioni del sito, poi, comprendono voci come: "Italia", "Mondo", "Politica", "Tecnologia", "Internet", "Scienza", "Cultura", "Economia", ecc., e rispondono alla logica della copertura totale delle notizie, tipica di un quotidiano su carta, con la differenza che in questo caso si intende riprendere e approfondire temi e questioni già trattati sulla stampa "ufficiale".
Per approfondire gli obiettivi dell'iniziativa, infine, lasciamo la parola allo stesso Sofri, che ha firmato il primo editoriale "In questi Post".
Introdurre di più internet nel sistema dell'informazione italiana, migliorare la qualità e l'affidabilità delle news e del giornalismo, rivedere le gerarchie delle notizie a cui siamo abituati, raccontare cose interessanti e che cambiano il mondo (bel claim già preso da Wired). Essere riconoscibili e rappresentare i propri lettori. Farsi venire delle idee. E farsi leggere senza il doping del sensazionalismo, dell'allarmismo e delle fesserie da tabloid. No boxini morbosi. [...]
Il Post non fa "reporting" come dicono gli americani: aggreghiamo e raccontiamo informazioni prodotte da altri. In realtà, è quello che già fanno molto anche i media tradizionali (tra notizie di agenzia e riscritture di articoli altrui) che però sono anche produttori di eccellenti storie e news originali a cui dobbiamo metà del merito di quello che farà il Post. Noi facciamo invece prioritariamente la prima delle due cose: ma non ci sottrarremo al racconto di storie inedite e trascurate quando le troveremo, e su questo contiamo molto sulla collaborazione e l'aiuto di tutti (fatico a chiamarli lettori, termine riduttivo: stiamo cercando di fare una cosa tutti insieme, uomini e donne di buona volontà). La separazione tra online e offline, tra giornalismo di carta e in rete, tra redazioni e blog è una sciocchezza di chi vuole costruirla.

Secondo una lettura recente, il modello a cui si ispira la nuova testata è quello dell'Huffington Post, uno dei siti più consultati e di maggiore influenza della blogosfera americana, animato dalla giornalista di origine greca Arianna Huffington. Questa ipotesi può essere considerata come un auspicio augurale per l'iniziativa del giovane Sofri.

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