Archivi di Maggio 2010

Il futuro del libro

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Il Salone del Libro di Torino che ha preso il via lo scorso 13 maggio ha avuto quest'anno come tema la memoria. Nel fitto programma di incontri tra autori, noti e meno noti, ed editori, grandi e piccoli, l'argomento di base è stato l'uso del passato, la tradizione, la storia, il libro tra passato e presente nonché il futuro dell'editoria in un contesto tecnologico in rapida e continua evoluzione.

Gli ebook non sono certo una novità. Esistono da anni, ma sono sempre stati relegati ad un mercato di nicchia per due motivi essenzialmente: la mancanza di dispositivi elettronici adatti alla lettura e l'assenza di un efficace sistema di distribuzione dei contenuti.

gino_roncaglia.jpg Oggi la rivoluzione digitale sta dilagando, l'ebook ha superato certi impatti iniziali, l'iPad ha venduto un milione di pezzi in un mese con oltre un milione e seicentomila titoli scaricati con l'applicazione iBookstore. Anche gli scettici vacillano di fronte a queste cifre.

E in Italia cosa succede? L'Italia è pronta per l'ebook? Sembra proprio di si. L'occasione è stata la presentazione del libro di Gino Roncaglia La quarta rivoluzione, edito da Laterza, per annunciare il grande cambiamento culturale a cui assisteremo già dal prossimo autunno. Se ne fa portavoce Gian Arturo Ferrari, già manager Mondadori e oggi direttore del Centro per il libro e la lettura: nasce Edigita.

Edigita (Editoria Digitale Italiana) è la nuova piattaforma formata dai tre maggiori gruppi editoriali italiani per la distribuzione degli ebook. Nasce dal comune intento di Feltrinelli, Messaggerie Italiane-Gems e Rcs Libri per cercare di entrare nel mercato degli ebook e degli ebook reader per dare alle case editrici italiane la possibilità di offrire le proprie edizioni anche in modalità ebook in maniera ottimale, oltre che funzionare da supporto per i negozi online (la Feltrinelli.it - ibs.it - Libreriarizzoli.it) e per i siti di e-commerce stranieri.

Già a partire dall'autunno attraverso Edigita saranno disponibili più di 2.000 titoli tra saggistica e narrativa, novità e catalogo di 40 diverse sigle editoriali facenti parte dei tre gruppi fondatori. Lo scopo (secondo quanto riporta «Milano Finanza») è chiaramente nobile: "unire le forze per fare fronte comune nell'affrontare lo tsunami digitale che sta per investire il comparto editoriale". L'impegno di un singolo editore significherebbe maggior tempo di realizzazione della piattaforma, maggiori frammentazioni ed alti rischi.

Ne resta fuori Mondadori che però ha annunciato di voler pubblicare 1.400 libri elettronici entro l'anno, di cui 400 novità assolute, optando per i formati ebook aperti e distribuendo i propri titoli attraverso gli operatori di e-commerce italiani e stranieri.

Come funzionerà Edigita? Edigita gestirà una piattaforma informatica che sarà in grado di ricevere e archiviare i file digitali prodotti dagli editori, di applicare le necessarie protezioni, di distribuire i file archiviati agli e-retailers (negozi on-line e in prospettiva le librerie tradizionali)  che a loro volta li venderanno ai consumatori finali.

Edigita tuttavia non è la sola realtà di questo tipo: nel panorama editoriale italiano esistono già ebooksitalia attivo da 6 anni, BookRepublic appena lanciato che conta al suo interno editori quali Il Saggiatore, Iperborea e Minimum Fax e Simplicissimus che per ora si concentra su servizi per le case editrici. Nel frattempo Zanichelli ha firmato un'intesa con Amazon per rendere disponibili su Kindle i classici della letteratura italiana, mentre sono in arrivo anche i dizionari (già disponibili per iPhone). A quanto pare il mercato italiano si muove in fretta in questo momento.

Stando alle quote di mercato degli ebook negli USA (nel 2009 di poco inferiore al 2% con previsioni di crescita al 15-20% entro il 2015), Edigita prevede che il mercato italiano possa raggiungere almeno i 60-70 milioni di euro nel 2015 con una quota non inferiore al 4-5%.

Google e la crisi dei giornali

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Internazionale_ridotto.jpgSulla rivista «Internazionale» di questa settimana, copertina e articolo centrale sono dedicati al rapporto tra Google e la crisi dei giornali quotidiani: viene ripresa e tradotta l'inchiesta "How to save the news", pubblicata da James Fallows sull'ultimo numero del giornale americano «The Atlantic» (giugno 2010).

La tesi dell'articolo può essere così riassunta: contrariamente a quello che normalmente si pensa, e cioè che la crisi dei quotidiani sia legata alla diffusione di Internet e all'uso dei contenuti giornalistici da parte di siti come Google News, la diminuzione delle vendite sulla carta stampata e, di conseguenza, degli annunci pubblicitari, è un fenomeno di più antica data non imputabile soltanto alla rete o allo sfruttamento dei contenuti editoriali da parte del motore di ricerca; Google, anzi, si sta impegnando in un'operazione di sostegno che punta a rivitalizzare il sistema dei giornali quotidiani. «L'obiettivo è inventare un nuovo modello commerciale in grado di sostenere il giornalismo professionale. È essenziale se non vogliamo che il crowdsourcing - il contributo volontario dei cittadini, che ha già profondamente modificato il mondo della informazione - diventi la nostra unica fonte di notizie» («Internazionale», n. 847, 21-27 maggio 2010, p. 44).

Atlantic.jpg Qual è il senso dell'operazione di Google? E da quali motivazioni nasce? Le risposte vengono, oltre che dall'articolo di Fallows, dall'intervento dell'amministratore delegato di Google, Eric Schmidt, alla convention dello scorso aprile dei maggiori editori americani di giornali, e da un contributo del capo degli economisti di Google, Hal Varian, già professore di Microeconomia e di Economia della informazione all'Università di Berkeley, noto anche in Italia per il volume scritto con Carl Shapiro: Information Rules. Le regole dell'economia della informazione (Etas, Milano 1999).

Cominciamo proprio da Varian e dalla sua presentazione dello scorso marzo Newspapers economics, composta di due parti, la prima analitica sui fenomeni verificatisi e la seconda prospettica sulle opportunità di business e sugli sviluppi tecnologici.

Secondo Varian, la pubblicità è arrivata a pesare quasi l'80% tra le fonti di reddito di un giornale, mentre le vendite in edicola producono il 17% dei ricavi e il rimanente 3% proviene dagli abbonamenti. A fronte di questi rapporti, dal lato dei costi considerati in percentuale ai ricavi, quelli fondamentali (core) - che comprendono le voci della promozione, della produzione editoriale e dell'amministrazione - si fermano al 35%, mentre le materie prime, la produzione industriale e la distribuzione si attestano sul 52%: ossia si spende molto di più per attività a carattere non strategico («New York Times» e «Wall Street Journal» rappresentano un'eccezione a questa regola)..

Se si tengono presenti questi dati (in particolare il peso della pubblicità), diventa impressionante la tendenza costante alla diminuzione degli introiti pubblicitari negli ultimi cinquant'anni (ben prima di Internet!) da un valore del 37% a circa il 13%, a fronte di incrementi consistenti della TV via cavo, più che raddoppiata tra 1995 e il 2008, o del cosiddetto direct mail, che ha superato il 20% del totale. Internet, in questo scenario, è l'ultima arrivata ed ha acquisito una quota del 5% negli ultimi 10 anni (1999-2009).  
 
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e-Book italiani: una nuova partenza

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menu_IBS.jpgUna nuova voce di menu è stata inserita nella testata di Internet Bookshop, la più grande libreria in linea italiana: a fianco di "Libri" (le pubblicazioni in lingua italiana) e di "Books" (quelle in lingua inglese) compare "eBooks", che permette di accedere alla pagina dedicata ai libri elettronici (in italiano) e ai reader, ossia agli strumenti che permettono di usarli.

ereader.jpg Un grande banner, dedicato proprio agli ebook reader, domina in questa sezione, con l'annuncio della disponibilità a breve termine dei migliori lettori e la rappresentazione iconica di un nuovo strumento (disegno a fianco), che non è identificabile con una marca o un modello precisi, almeno tra quelli di ultimissima generazione come il Kindle di Amazon, l'iPad di Apple o il Nook di Barnes & Noble.

A seguire si "lanciano" i due titoli del giorno (una tempestiva - per via del film di Tim Burton - Alice nel pease delle meraviglie e la Guida Touring Alberghi e Ristoranti d'Italia 2010 che, come è noto, non fatica a trovare adepti interessati).

Il catalogo dei titoli attualmente disponibili è suddiviso per sezioni, che comprendono la narrativa (con testi di Verga e Pirandello, di Stevenson e di Kafka), la saggistica (si va dal Petrini dello Slow Food alla psicologa dell'età evolutiva Anna Oliverio Ferraris), le guide e i manuali (con una forte eterogeneità) e la letteratura per i ragazzi (non potevano mancare Pinocchio e Gian Burrasca insieme alle fiabe di La Fontaine).

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