Il futuro del libro

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Il Salone del Libro di Torino che ha preso il via lo scorso 13 maggio ha avuto quest'anno come tema la memoria. Nel fitto programma di incontri tra autori, noti e meno noti, ed editori, grandi e piccoli, l'argomento di base è stato l'uso del passato, la tradizione, la storia, il libro tra passato e presente nonché il futuro dell'editoria in un contesto tecnologico in rapida e continua evoluzione.

Gli ebook non sono certo una novità. Esistono da anni, ma sono sempre stati relegati ad un mercato di nicchia per due motivi essenzialmente: la mancanza di dispositivi elettronici adatti alla lettura e l'assenza di un efficace sistema di distribuzione dei contenuti.

gino_roncaglia.jpg Oggi la rivoluzione digitale sta dilagando, l'ebook ha superato certi impatti iniziali, l'iPad ha venduto un milione di pezzi in un mese con oltre un milione e seicentomila titoli scaricati con l'applicazione iBookstore. Anche gli scettici vacillano di fronte a queste cifre.

E in Italia cosa succede? L'Italia è pronta per l'ebook? Sembra proprio di si. L'occasione è stata la presentazione del libro di Gino Roncaglia La quarta rivoluzione, edito da Laterza, per annunciare il grande cambiamento culturale a cui assisteremo già dal prossimo autunno. Se ne fa portavoce Gian Arturo Ferrari, già manager Mondadori e oggi direttore del Centro per il libro e la lettura: nasce Edigita.

Edigita (Editoria Digitale Italiana) è la nuova piattaforma formata dai tre maggiori gruppi editoriali italiani per la distribuzione degli ebook. Nasce dal comune intento di Feltrinelli, Messaggerie Italiane-Gems e Rcs Libri per cercare di entrare nel mercato degli ebook e degli ebook reader per dare alle case editrici italiane la possibilità di offrire le proprie edizioni anche in modalità ebook in maniera ottimale, oltre che funzionare da supporto per i negozi online (la Feltrinelli.it - ibs.it - Libreriarizzoli.it) e per i siti di e-commerce stranieri.

Già a partire dall'autunno attraverso Edigita saranno disponibili più di 2.000 titoli tra saggistica e narrativa, novità e catalogo di 40 diverse sigle editoriali facenti parte dei tre gruppi fondatori. Lo scopo (secondo quanto riporta «Milano Finanza») è chiaramente nobile: "unire le forze per fare fronte comune nell'affrontare lo tsunami digitale che sta per investire il comparto editoriale". L'impegno di un singolo editore significherebbe maggior tempo di realizzazione della piattaforma, maggiori frammentazioni ed alti rischi.

Ne resta fuori Mondadori che però ha annunciato di voler pubblicare 1.400 libri elettronici entro l'anno, di cui 400 novità assolute, optando per i formati ebook aperti e distribuendo i propri titoli attraverso gli operatori di e-commerce italiani e stranieri.

Come funzionerà Edigita? Edigita gestirà una piattaforma informatica che sarà in grado di ricevere e archiviare i file digitali prodotti dagli editori, di applicare le necessarie protezioni, di distribuire i file archiviati agli e-retailers (negozi on-line e in prospettiva le librerie tradizionali)  che a loro volta li venderanno ai consumatori finali.

Edigita tuttavia non è la sola realtà di questo tipo: nel panorama editoriale italiano esistono già ebooksitalia attivo da 6 anni, BookRepublic appena lanciato che conta al suo interno editori quali Il Saggiatore, Iperborea e Minimum Fax e Simplicissimus che per ora si concentra su servizi per le case editrici. Nel frattempo Zanichelli ha firmato un'intesa con Amazon per rendere disponibili su Kindle i classici della letteratura italiana, mentre sono in arrivo anche i dizionari (già disponibili per iPhone). A quanto pare il mercato italiano si muove in fretta in questo momento.

Stando alle quote di mercato degli ebook negli USA (nel 2009 di poco inferiore al 2% con previsioni di crescita al 15-20% entro il 2015), Edigita prevede che il mercato italiano possa raggiungere almeno i 60-70 milioni di euro nel 2015 con una quota non inferiore al 4-5%.
Ma alle rosee previsioni si contrappongono i tanti interrogativi degli editori non coinvolti. Alessandro Laterza non si dice contrario a tali trasformazioni ma è scettico su quello che potrà essere il contenuto dei libri, ossia se con tale rivoluzione se ci si baserà sul contenuto o soltanto sulla sua forma e sulla sua interfaccia di lettura. "Forse la figura dell'editore è destinata a scomparire" afferma. Naturalmente intendendo per editore colui che non solo si limita a finanziare la pubblicazione delle opere, ma colui che partecipa attivamente al fianco dell'autore, colui che legge le opere che verranno pubblicate. Ma forse questo può accadere soltanto con case editrici dove ancora c'è una persona definita al vertice e non con società fatte da persone diverse per interessi e per cultura come oggi sono i grandi gruppi editoriali che ben conosciamo.

Si potrebbe inoltre aggiungere che probabilmente non scomparirà la figura dell'editore, ma con questi ritmi quelle del libraio e del promotore editoriale, una serie di figure importanti della filiera del libro.



Un brano dell'intervento di Gian Arturo Ferrari, direttore del Centro per il libro e la lettura

Secondo Gian Arturo Ferrari ci sono pochi dubbi sul fatto che l'e-book finirà per avere la meglio sul vecchio libro stampato, eppure per Paolo Pisanti, presidente dell'Ali, Associazione librai italiani di Confcommercio, è innegabile che i librai seguono l'evolversi del fenomeno con attenzione e anche con preoccupazione. Perché se è vero che con ogni probabilità il libro fatto di carta non morirà mai e che, di conseguenza, il mestiere del libraio non scomparirà dall'oggi al domani, è anche vero che il loro campo d'azione è destinato a ridursi sempre più e pure in tempi brevi. Pensiamo ad esempio a quella larga fetta di mercato rappresentata dal libro scolastico, che non esisterà più a partire dall'anno scolastico 2011-2012, quando il collegio dei docenti degli istituti adotterà solo libri scaricabili da internet. Quale ancora di salvezza? Sicuramente il libraio del futuro sarà una figura che torna in qualche modo al passato, fuori dalla logica spersonalizzante delle grandi catene, un professionista che sceglie e consiglia, che riesce a mantenersi in vita occupando una ben precisa nicchia commerciale. Che la strada sia questa lo dimostra un'inchiesta del «Guardian». In Inghilterra, rivela il quotidiano, a fronte di un crollo delle vendite nelle grandi catene generaliste (-10%) vanno a gonfie vele gli affari delle piccole librerie specializzate in materie non "facili" come questioni sociali e temi politici (diritti civili, femminismo, marxismo, saggi di attualità).

Il problema della lettura e dei costi degli ebook, anch'esso sollevato durante il dibattito, si risolve con una frase emblematica che ormai sentiamo pronunciare dagli addetti ai lavori da anni: per chi non legge, il costo dei libri è un problema finto o di facciata. Anche il direttore dell'Associazione Forum del libro, Giovanni Solimene, ha definito infondato il fattore costo dicendo che nelle Biblioteche, sebbene non si paghi per leggere, "la gente non ci va".

Unico fattore che mette tutti d'accordo è che la nuova generazione, cosiddetta "digital-nativa" potrebbe perdere il rapporto fisico con il libro, il piacere di sfogliare le pagine, il gusto di sentire l'odore di nuovo, il piacere di passare del tempo tra gli scaffali delle librerie e perché no, il piacere di avere una biblioteca personale come ha ancora la mia generazione.

"Il problema non è capire se continueremo a leggere su supporto cartaceo o su schermi  sempre più perfezionati: la coabitazione, infatti, sembra la prospettiva più probabile. È capire in che modo le nuove tecnologie stanno cambiando il nostro modo di pensare, di scrivere, di leggere" afferma in un articolo per la «Stampa» Ernesto Ferrero, direttore del Salone del libro. "Ancora una volta non sono gli strumenti ad intimorirci ma l'uso che ne fanno gli uomini".

Staremo a vedere quindi. Con la speranza che il prossimo anno, al mio ritorno tra gli stand della fiera, possa ancora ritrovare quell'atmosfera magica di scaffali e di libri, di pagine vecchie e nuove, di odori e profumi che sembrano scaturire dalle parole stampate sui libri così come li abbiamo conosciuti e apprezzati per anni e anni.

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