Book ed ebook

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In Europa i nuovi lettori di ebook, come il Kindle di Amazon o l'iPad di Apple, non sono ancora molto diffusi: può capitare di vederli in un convegno universitario sulle nuove tecnologie, ma in generale è difficile incontrare in un bar, su un treno o in un giardino persone che leggono testi o giornali con questi dispositivi. In America la situazione è differente: giovani geek e seri professionisti "esibiscono" con una certa fierezza le nuove tavolette, sentendosi parte avanzata (i cosiddetti early-adopter) di una tendenza in rapida crescita.

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Le ragioni della differenza sono molteplici e afferiscono ad aspetti diversi. Alcuni sono strutturali: in America il tessuto delle librerie ha una trama riconoscibile soltanto in alcuni quartieri delle grandi città, mentre sul territorio prevalgono gli store multifunzione con 1-2 scaffali per le riviste e i best-seller del momento.  Di converso la diffusione del wi-fi - anche gratuito - è nettamente superiore con una presenza ramificata di "punti caldi" per collegarsi e scaricare i file: dai bar ai grandi magazzini, dalle stazioni agli aereoporti.

Altri motivi sono di tipo culturale: la consuetudine nella scuola superiore e nelle università a utilizzare le nuove tecnologie come parte costitutiva della didattica; la predisposizione alla mobilità non soltanto all'interno di una singola città, ma tra le varie città, vissuta non come emigrazione forzata; una mentalità pragmatica che affida a strutture specializzate come le biblioteche il possesso fisico dei libri da prendere in prestito come e quando si vuole. Insomma un complesso di motivi che hanno favorito una rapida diffusione degli e-book nell'ultimo anno, nel momento in cui l'offerta da parte delle società produttrici ha iniziato a proporre strumenti tecnologicamente più maturi ed economicamente più vantaggiosi.

Non sorprende quindi che un osservatore attento come Richard MacManus, direttore della rivista in linea «ReadWriteWeb», abbia provato a spiegare le ragioni per cui, a suo avviso, gli ebook sono migliori dei libri tradizionali. Ne ha elencate 5 sulla base di una breve premessa:
«Da poco tempo ho cominciato a comprare ebook per l'applicazione Kindle che ho sul mio iPad. Anche se io amo ancora i libri di carta, le astuzie digitali degli eBook esercitano su di me un'attrazione crescente. Vorrei far presente che fino ad oggi avevo resistito agli eBook non per ragioni morali: non potevo semplicemente avervi accesso. Il Kindle, il lettore della Sony o quello di Barnes & Noble sono stati tutti a lungo indisponibili per le persone non residenti negli Stati Uniti e gli stessi negozi in linea non erano accessibili. Con l'applicazione Kindle per iPad sono stato finalmente in grado di godere del frutto proibito degli ebook.
Il primo motivo di apprezzamento degli ebook consiste nella possibilità di evidenziare brani e citazioni dei testi (social highlighting) e di ritrovarli facilmente: questa attività può essere anche condivisa e diventare una sorta di "sottolineatura sociale" [sul sito di Amazon è presente un elenco dei brani maggiormente evidenziati dai lettori - secondo la preferenza tipicamente americana per le classifiche di ogni specie]. Lo strumento elettronico permette anche di inserire con facilità note e commenti senza dover riempire a penna o matita i margini ristretti delle pagine. Ovviamente, poi, le parole difficili o non conosciute possono essere ricercate direttamente sulle fonti disponibili in rete, senza doverle cercare su un vocabolario cartaceo, e questa funzionalità può risultare utile leggendo brani di poesia o di saggi complessi.

La funzionalità di ricerca può andare oltre il semplice significato di una parola e di un'espressione ed essere applicata all'interno dello stesso ebook o sul Web: nel primo caso si otterranno tutti i contesti con le occorrenze della parola, mentre nel secondo associazioni congruenti o improbabili, come accade spesso nella ricerca sulla rete. Il quinto e ultimo motivo è legato alla possibilità di inviare brani agli amici tramite Twitter o di inserirli nella pagina personale di Facebook, socializzando direttamente la propria esperienza di lettura.

Secondo MacManus siamo di fronte alla punta dell'iceberg, perché molte strade sono ancora da percorrere: si pensi solo alle potenzialità offerte dalla dimensione multimediale dello strumento che permette l'inserimento di trailer, di materiali di reference, di interviste e filmati o di attori che recitano brani del testo.
I commenti all'articolo sono stati numerosi e non tutti favorevoli: molti lettori sono insorti in difesa del libro tradizionale e questa reazione ha spinto MacManus a rispondere con un nuovo intervento di segno contrario, che non esita a riconoscere le ragioni della protesta. I libri di carta presentano ancora diversi vantaggi e l'evoluzione degli ebook sta attraversando la prima fase di sviluppo. Quali sono questi vantaggi? MacManus - per simmetria elenca 5 motivi di superiorità rispetto agli ebook:
  1. il tatto o la toccabilità (feel)
  2. la confezione (packaging)
  3. la condivisione (sharing)
  4. la conservazione (keeping)
  5. i libri di seconda mano (second-hand books)
ottobre_libri.jpgSono tutte ragioni evidenti che MacManus illustra cercando di valorizzare i commenti ricevuti: così a proposito di tatto, afferma che «Paper books just feel good in your hands», mentre i lettori di ebook, al confronto, sono degli aggeggi freddi e senza vita. I libri sono «più personali» e si può essere attaccati alla copia di un romanzo o di un saggio per i motivi più disparati (il momento in cui è stato letto, le emozioni suscitate, il regalo ricevuto, ecc.). Quanto agli aspetti fisici del libro basti pensare ai vari tipi di rilegatura, al formato e alla qualità della carta, al tipo di carattere: sono tutti elementi che la riproduzione digitale non potrà mai imitare, se non per le immagini della copertina. Su uno schermo leggeremo sempre una famiglia limitata di caratteri con il formato standard della pagina (schermata) che meglio si adatta alla nostra percezione, e così via.
I libri digitali non possono in linea di principio essere scambiati o condivisi: la copia acquistata è solo per uso personale, mentre quelli su carta possono essere prestati senza andare contro la legge. I libri di carta hanno inoltre il vantaggio di durare nel tempo (anche qualche secolo), mentre non è affatto sicuro se tra 10 anni saremo in condizione di leggere le edizioni digitali comprate oggi per problemi legati al sistema operativo, al formato elettronico o alle applicazioni. Nelle librerie antiquarie o dell'usato, infine, si possono acquistare per cifre contenute libri esauriti, mentre lo stesso non si può fare per gli ebook, il cui costo in alcuni casi è ancora alto e non alla portata di tutti.

Come si vede pro e contro sono presenti in entrambi i casi, anche se la disparità di maturazione temporale tra le due tecnologie (più di 500 anni contro poco meno di due decenni) rende ancora squilibrato il confronto. Secondo MacManus, l'offerta di ebook tenderà rapidamente a migliorare e le nuove generazioni "digitali" potranno usufruire con più naturalezza dei nuovi strumenti. In ogni modo non si può non condividere la sua osservazione finale che il valore reale di un libro, che sia di carta o che sia elettronico, rimarrà nei suoi contenuti e nelle parole scelte per rappresentarli

Aggiornamento del 7 settembre 2010. Che il tema sia all'ordine del giorno lo dimostra l'articolo di Antonio Carioti Ebook, l'editore cambia mestiere sul «Corriere della Sera» di ieri. Si riportano (in ordine alfabetico) le dichiarazioni di alcuni editori e di due addetti ai lavori. Ecco quelle degli editori.

Riccardo Cavallero (Mondadori Libri Trade): «L'ebook è un singolo aspetto di una rivoluzione in cui a divenire digitale non è soltanto il libro, ma soprattutto il rapporto con il pubblico. Il nostro lavoro consiste sempre più con l'interagire con comunità di lettori sorte sul Web, gruppi in continua trasformazione, poco sensibili alla promozione pubblicitaria o alle recensioni della stampa. Per l'editore si pone l'esigenza di fornire agli autori un sostegno efficace nel loro sforzo di comunicare con questa platea esigente e frammentata.»

Daniele Di Gennaro (Minimum Fax):«Il Web ha moltiplicato le opportunità e l'ebook è un ulteriore passo avanti. [...] Bisogna accettare la sfida e puntare sulla qualità: attraverso la cura della grafica si può fare del volume cartaceo un oggetto importante, con cui si sviluppa un legame affettivo. E poi occorre esaltarne al massimo le potenzialità, senza paura di contaminare le forme comunicative: intorno a un buon libro si può organizzare un evento, quindi ne può nascere uno spettacolo teatrale da cui si può trarre un dvd e così via.»

Elido Fazi (Fazi): «La rivoluzione digitale nel campo dei libri sarà epocale, ma in Italia e in Europa, rispetto ai ritmi incalzanti degli Stati Uniti, avrà uno sviluppo molto più lento. In ogni caso è sbagliata l'idea di Wylie che gli agenti letterari possano scavalcare gli editori e vendere direttamente sul Web le opere dei loro autori in formato ebook. Questo può valere per libri già lanciati o di personaggi famosi. Non certo per le novità.»

Bruno Mari (Gruppo Giunti): «Nel 2009 si diceva che ci sarebbero voluti dieci anni perché l'ebook raggiungesse una quota di mercato del 10%. Oggi nessuno ripeterebbe una valutazione così limitativa. Ma l'aspetto più interessante è la possibilità di organizzare nuovi formati editoriali disponibili su supporti mobili agevolmente trasportabili, che offrano gli stessi contenuti complessi del volume di carta, ma con caratteristiche di ipertestualità, multimedialità e interattività. [...] Tutto il settore della manualistica si presta a un numero sconfinato di applicazioni. Di fatto dovremo imparare un altro mestiere.»

Fiorella Mursia (Mursia): «Di fronte alla rivoluzione digitale non ci si deve preoccupare tanto dell'ebook quanto del potenziale utente, di quello che potremmo chiamare e-lettore:chi è, che cosa si aspetta? Per me la priorità è lavorare sul catalogo, puntare sulla riconoscibilità di una linea editoriale. Il libro non è un prodotto standardizzato, perciò la capacità progettuale dell'editore resta un fattore fondamentale.»

Paolo Zaninoni (Rizzoli): «Entriamo in una fase di sperimentazione ricca di incognite [...]. Con l'ebook ridiventa prioritaria la ricerca del talento e della qualità, mentre perdono di importanza obiettivi come stampare più in fretta, distribuire in modo più rapido e capillare, riempire gli scaffali dei rivenditori. L'editore del futuro sarà un produttore di contenuti declinati in forme diverse, non più soltanto testuali.»

Ed eccola voce di due esperti che abbiamo già conosciuto. Per Gian Arturo Ferrari (presidente del Centro per il libro del Ministero per i Beni Culturali) i pericoli non sono immediati, né terribili: «lo scenario (dell'editoria) non cambierà a breve termine, diciamo per i prossimi cinque anni. [...] La funzione mediatrice tra chi crea e chi fruisce della creazione non scomparirà, anzi verrà esalatata dall'aumento della complessità, ma bisogna vedere come cambierà. Ci attende una fase di transizione che va affrontata senza troppa paura». Ernesto Ferrero (Direttore del Salone del libro di Torino) è più pessimista: «ho colto notevoli preoccupazioni tra gli operatori perché l'avvento dell'ebook tende a conferire un'assoluta libertà di manovra agli autori di bestseller. Se gli scrittori più redditizi potranno gestirsi da soli, come ha prospettato in America Andrew Wylie, [...] gli editori si vedranno sottrarre una parte consistente dei loro guadagni».

E per voi come si prospetta il futuro del mondo editoriale?

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