Italiani/Italiane

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A distanza di poco più di un anno dalla dichiarazione dello stato di emergenza del Dizionario Biografico degli italiani della Enciclopedia Treccani e in applicazione di una linea di apertura all'esterno stabilita e fortemente voluta dal presidente Giuliano Amato, nella sede della Treccani si svolgerà verso la metà di dicembre un convegno di studio sul tema: "Italiani/Italiane. Discorsi storici, tipologie, tradizioni", con la partecipazione di importanti associazioni nazionali del settore:
  • la SISMED (Società italiana degli storici medievisti),
  • la SISEM (Società italiana per la storia dell'età moderna),
  • la SISCo (Società italiana per lo studio della storia contemporanea),
  • la SIS (Società italiana delle storiche),
  • e l'ALI (Associazione degli italianisti italiani).
Il programma delle due giornate, disponibile in questa pagina, prevede – in particolare nella seconda sessione di lavoro del 17 dicembre – un confronto sulle esperienze europee in materia di dizionari biografici, con relazioni in positivo sul caso spagnolo (che modalità progettuali si stanno seguendo?) e in negativo su quello francese (perché i francesi non hanno un dizionario biografico?).

La relazione introduttiva, che illustrerà le motivazioni dell'iniziativa, è stata affidata allo storico contemporaneista Raffaele Romanelli, docente della nostra Facoltà e membro del nuovo Comitato direttivo del Dizionario Biografico. Romanelli, intervistato da Antonio Carioti nelle pagine culturali del «Corriere della Sera» del 28 novembre 2010, ha chiarito l'intreccio tra l'organizzazione del convegno e la linea di apertura con cui si sta procedendo per arrivare alla conclusione dell'opera e all'aggiornamento delle voci già pubblicate.
«Si tratta di un passo importante verso l'apertura del Biografico ad apporti esterni, visto che sono state proprio le associazioni degli studiosi a definire il programma. L'iniziativa s'inserisce nel processo di revisione e potenziamento del Dizionario che è stato avviato quest'anno e diventerà più energico nel 2011. Lo scopo dell'incontro è compiere una riflessione ad ampio raggio sull'italianità: un concetto la cui definizione è stata avviata in modo istituzionale nell'Ottocento, ma che già aveva alle spalle una lunga tradizione culturale, letteraria, giuridica e storiografica, che va da Dante a Machiavelli, da Petrarca a Guicciardini. [...] Abbiamo a che fare con molti autori che hanno posto in diversi periodi e contesti la questione dell' identità italiana, contribuendo alla costruzione di miti destinati a durare. Vogliamo verificare come ne hanno parlato il Medioevo, il Rinascimento e altre epoche, fino ai patrioti del Risorgimento, esaminando elementi cruciali come il nostro carattere nazionale, con tutti i relativi stereotipi, e la lingua italiana».
La connessione tra le associazioni professionali degli storici e l'approfondimento della tematica dell'identità nazionale dall'età medievale a quella moderna e contemporanea si lega al programma di conclusione e di arricchimento della grande opera Treccani. Si prevede da parte di Romanelli che l'opera in edizione cartacea possa essere conclusa in una decina di anni; mentre per le integrazioni e gli arricchimenti si pensa di utilizzare la rete per rendere disponibili altre voci relative ai volumi già pubblicati dalla lettera A alla lettera M, come ad esempio quelle di Gianni Agnelli, Bettino Craxi, Federico Fellini e Mike Bongiorno.

Il quadro si presenta abbastanza chiaro nelle sue linee generali e conferma il modello originale di non ricorrere principalmente a contributi esterni di volontari (stile Wikipedia), ma a quello di strutture riconosciute sul piano accademico e professionale. Come contraltare I tempi rischiano di dilatarsi, con la probabile conseguenza di una complessa gestione della coerenza nello stile e dell'equilibrio nell'articolazione dei testi.

Un'ultima postilla meritano l'occhiello, il titolo e il sottotitolo a effetto del quotidiano milanese riportato qui sotto.

Cds.Titolo.jpg I "cattivi" della frase centrale sono i personaggi nuovi da inserire nel lemmario e da ricordare per la loro eccellenza nel crimine; il "ridimensionamento" della redazione consegue dai contributi esterni delle associazioni accademiche. Leggendolo di seguito e con un pizzico di malizia si potrebbe pensare che i "cattivi" in arrivo siano quelli che intendono ridimensionare la redazione.

Aggiornamento del 3 dicembre 2010. Nelle pagine culturali della «Repubblica» del 2 dicembre 2010 Simonetta Fiori intervista il presidente Giuliano Amato, con un articolo a tutta pagina introdotto dal titolo "La fine della enciclopedia (di carta)" e dal sottotitolo "Amato: Per battere Wikipedia, la Treccani solo on-line". Leggendo con attenzione il testo dell'intervista si capisce che il titolista ha "forzato" le dichiarazioni del presidente della Treccani, che è stato chiaro nel precisare: "Io non voglio abbandonare l'enciclopedia. In un orizzonte contrassegnato da culture specialistiche, è sempre più necessario che il sapere sia ordinato in modo affidabile e comprensibile. Ma questo lavoro può essere fatto anche [sottolineatura nostra, N.d.A.] in rete, sfruttando le straordinarie risorse del multimediale". Le dichiarazioni di Amato si possono leggere in questa pagina.

Nella colonna di spalla dell'articolo è riportata la vera notizia del giorno: la probabile sostituzione di Mario Caravale alla direzione del Dizionario Biografico degli Italiani. Il nuovo direttore dovrebbe essere proprio Raffaele Romanelli, di cui abbiamo riportato prima le dichiarazioni al «Corriere della Sera»: la notizia non è ufficiale perché deve essere ancora ratificata dal Consiglio di amministrazione dell'Istituto. Molto documentate sono le informazioni sulle critiche rivolte a Caravale: in particolare l'assenza di un lemmario completo e aggiornato dell'opera e il mancato approfondimento su chi fossero gli italiani da biografare. Correttamente la Fiori riporta le dichiarazioni anche del prof. Caravale:
"Contesto il rilievo sulla modernità. Il nostro lemmario tiene conto del lavoro che facemmo con la Bocconi sugli imprenditori italiani. E, avendolo dovuto preparare in pochi mesi, ho spiegato ad Amato che poteva rappresentare una base da integrare. Certo i criteri per definire gli italiani sono rimasti quelli indicati da Chabod e da Ghisalberti, e di questo occorre discutere. Ma non si può discutere il valore scientifico delle voci finora pubblicate."

Aggiornamento del 15 dicembre 2010. Le dichiarazioni del presidente Amato non hanno convinto i dipendenti dell'Istituto che hanno indetto due scioperi di 3 ore per il 15 e il 16 dicembre. Il «Corriere della Sera» riporta la posizione aziendale espressa in una dichiarazione dell'amministratore delegato Franco Tatò:
«Nella situazione di crisi profonda che attraversa l' editoria, specie il settore enciclopedie e grandi opere, finora siamo stati bravissimi a rimanere a galla. Dopo due anni di difficoltà, nel 2010 torniamo in attivo e ci prepariamo ai cambiamenti imposti dalla rivoluzione digitale. Per uno sciopero di due mezze giornate non cade il mondo, ma chi lo ha promosso deve mettersi in testa che siamo una società per azioni, non un istituto di cultura finanziato dallo Stato. Certi comportamenti da ente pubblico non ce li possiamo permettere.»
La posizione dellla rappresentanza sindacale, che ha indetto lo sciopero di due giorni, è stata espressa sempre al quotidiano milanese da Susanna Basile:
«Eravamo in attesa di riprendere il confronto sul progetto industriale della Treccani e l'intervista di Amato è stata un fulmine a ciel sereno. Ma di svolta digitale si era già parlato nel 1998: facemmo anche un accordo che è rimasto lettera morta. Di recente è stata attuata una procedura di mobilità con cui si è ridotto il personale ed è tuttora in vigore un regime di solidarietà che comporta per i lavoratori gravi decurtazioni dello stipendio. Da una parte la dirigenza si sottrae al dialogo con noi, dall' altra ripropone a parole i soliti grandi progetti, senza mai attuarli. Per poi far pagare ai dipendenti il prezzo della sua inerzia»

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