Tre flash

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Dal capitolo "Comunicazione e media" del 44° Rapporto Censis, presentato questa mattina a Roma, riprendiamo tre tabelle che fotografano alcuni aspetti significativi della situazione attuale nel settore editoriale. La prima è relativa alla diffusione delle principali testate giornalistiche nazionali tra giugno 2009 e giugno 2010.

Censis_giornali_ridotta.jpg

Tranne il caso positivo del «Giornale» e il sostanziale pareggio dell'«Avvenire», tutte le testate perdono tra il 5% e il 15% (la variazione di «Libero» è evidentemente un refuso: ci sono due 7 di troppo e il valore effettivo è -8,9), a riprova di una fase acuta di crisi dell'informazione su carta.

Nella seconda tabella si sintetizza l'andamento di alcuni comparti del mercato digitale: in particolare le vendite di libri on-line, quelle degli e-book e l'andamento dell'editoria elettronica come prodotti off-line o come banche dati e servizi di rete.

Censis_digitale_ridotta.jpg

Il mercato dei prodotti digitali sta crescendo a ritmi elevati per le vendite delle librerie in linea e per la distribuzione dei servizi digitali: riesce a mantenere in questi due comparti un segno positivo consistente, nonostante l'intensità della crisi economica. Al tempo stesso si conferma il declino dei prodotti off-line, come i cd-rom, che non è legato a un andamento congiunturale. Val la pena di riportare il commento finale del Rapporto, perché arricchisce il quadro puramente quantitativo.
Sul fronte dei titoli, nel 2009 i libri elettronici pubblicati sono stati 685, per un totale di 2.257 opere disponibili sul mercato. I dati provvisori forniti dall'Aie per l'anno 2010 (aggiornati a settembre) mostrano una produzione pari a 945 titoli (+38%), raggiungendo così un totale di 3.202 titoli elettronici disponibili nel nostro Paese (+41,8%). Si prevede un raddoppio entro la fine dell'anno, per un totale di quasi 7.000 titoli in italiano, corrispondenti al 2% dei titoli "commercialmente vivi" (cioè letteratura scientifica esclusa).
In ogni caso, per le tipologie di prodotto in crescita pesa ancora molto il punto di partenza molto recente, per cui i valori si collocano ancora a un livello minimale. In parole più chiare ci vorrà ancora del tempo per ottenere volumi di vendita significativi.
Nella terza tabella si mettono a confronto i lettori e i visitatori delle testate giornalistiche su carta e in rete nei primi due trimestri del 2010.


In questo caso emerge una variazione generalmente positiva nell'arco di due trimestri, con l'eccezione dei quotidiani sportivi e del «Corriere della Sera». Quello che tuttavia la tabella non spiega è la relazione tra i due universi di lettori: sono gli stessi a leggere la copia cartacea e a consultare gli aggiornamenti della pagina in rete o no? La conclusione che si può perciò trarre riguarda solo la dimensione rilevante dei casi di successo, come il sito della «Repubblica», senza una sicurezza effettiva nel rispondere all'interrogativo posto in testa al capitolo del Rapporto: "Leggere nel futuro: il digitale supererà il cartaceo?".

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