Il futuro della distribuzione

| | TrackBack (0)

Non sono ancora noti i risultati di vendita dei nuovi dispositivi per leggere gli e-book, né quelli relativi alla vendita degli stessi e-book (intesi come libri digitali) nella cosiddetta "campagna" di Natale — di un Natale un po' depresso, almeno in Italia, per gli effetti della prolungata crisi economica. In un calo generalizzato dei consumi sembrerebbe, tuttavia, che il regalo tecnologico di nuova generazione si sia difeso bene: in testa, sempre in Italia, dovrebbe posizionarsi l'iPad della Apple con buoni risultati anche per il Kindle di Amazon. Quanto alla vendita dei titoli non è facile fare previsioni, considerando in particolare, la base ristretta di questa fascia di mercato: alcuni titoli di maggior richiamo, già in testa alle vendita delle copie cartacee, dovrebbero in ogni caso avere incontrato il favore dei "felici" possessori di e-reader.

Borders.jpg Parallelamente, negli ultimi mesi, si è registrata la chiusura di alcune librerie storiche nei centri di grandi città italiane e crescenti difficoltà per quelle indipendenti: ne abbiamo parlato in questa occasione. La novità di questi giorni in tema di librerie arriva però dall'America: anche le grandi catene editoriali stanno patendo l'evoluzione del mercato e sono costrette a chiudere negozi simbolo (i quattro piani di Barnes & Noble vicino al Lincoln Centre di New York nel prossimo gennaio, secondo quanto ha riferito a settembre il «Corriere della sera») o a dichiarare la propria insolvenza rispetto ai creditori (come nel caso di Borders, la seconda catena di librerie negli Stati Uniti per volume di vendite, sempre ai primi di gennaio).

Secondo il New York Times dello scorso 3 gennaio,
"La catena di librerie Borders ha iniziato il 2011 con una dichiarazione di precarietà (unsteady note), comunicando agli editori la settimana passata di non essere in grado di pagare i debiti accumulati e alimentando timori sulla sua capacità di superare il declino delle vendite. [...] Poiché la popolarità degli e-reader sta aumentando, la vulnerabilità delle catene di librerie appare in crescita e molti manager del settore editoriale ritengono che il loro numero diminuirà nei prossimi anni. E già da tempo gli editori erano seriamente preoccupati per lo stato di salute di Borders, che ha registrato perdite di fatturato negli ultimi anni e un risultato fortemente negativo a dicembre nel terzo trimestre fiscale [in America l'anno fiscale termina alla fine del mese di marzo]."
Sono due, quindi, i fenomeni principali che stanno portando a una radicale trasformazione dei sistemi di distribuzione editoriale:
  • la crisi delle librerie indipendenti sotto i colpi della grande distribuzione organizzata (che riesce a vendere i best-seller del momento con forti sconti) e delle catene di librerie gestite dai grandi gruppi (che riescono a imporre politiche di sconto non solo sui best-seller);
  • in America, e probabilmente a breve anche in Europa, la crisi delle grandi catene di librerie sotto i colpi delle politiche di vendita in linea dei libri e della diffusione dei lettori elettronici di testi digitali.
Su questi fenomeni si continua a ragionare immaginando soluzioni che non portino alla dispersione del patrimonio di conoscenze e di relazione del mondo librario: uno dei possibili modelli prevede la trasformazione dello spazio-libreria in un centro di organizzazione delle comunità di lettori interessate a partecipare dal vivo ad eventi che "mettano in scena" i protagonisti della filiera editoriale: in primis gli autori, e poi editori ed editor, critici e addetti ai lavori. La comunità potrebbe poi avvalersi di servizi complementari come ad es. la caffetteria, lo spazio gioco per i bambini, la sala di lettura/scrittura, ecc. In questa trasformazione cambierebbe la natura sociale del negozio e alcuni dei membri più assidui e interessati potrebbero entrare a far parte degli organi di gestione.

Il ragionamento era stato già svolto da Clay Shirky in un post dello scorso novembre ed è stato ripreso da Massimo Gaggi sul «Corriere della Sera» del 3 gennaio 2011. Secondo Shirky, che insegna materie legate al giornalismo e ai  new media alla New York University ed è noto tra gli addetti ai lavori per i suoi studi sugli effetti della rete nella vita sociale (di cui due tradotti in italiano), il cambiamento di natura giuridica e sociale della libreria sarebbe un'idea chiaramente stravagante (crazy), ma decisamente migliore dei tentativi perseguiti dall'Associazione americana dei Librai di ottenere difese e garanzie dal Dipartimento della Giustizia. E in questo giudizio trapela lo scetticismo dello studioso americano sui tentativi di contrastare il processo in atto, che permette — per usare il suo esempio — "a un contadino dello Utah di avere a disposizione attraverso Internet più libri di quelli che avrebbe un intellettuale newyorkese nelle librerie di Manhattan".

Per Massimo Gaggi, il pericolo che corre il settore editoriale nel suo complesso è simile a quello patito dall'industria discografica nei primi anni Duemila. In questo senso la concorrenza dei file digitali e dei lettori di e-book potrebbe provocare gli stessi effetti che la digitalizzazione dei brani e i vari i-pod hanno ottenuto nell'ascolto della musica. I grandi rivenditori alla Borders "agonizzano" o si difendono con le unghie e con identi, come sta facendo Barnes & Noble che con il Nook si è addirittura trasformato in produttore di e-reader. Alcune piccole librerie potrebbero scavarsi una nicchia o allearsi con il nuovo programma di Google. Insomma:
"In futuro potrebbe esserci ancora qualche spazio per piccoli punti vendita specializzati, mentre tra le grandi librerie sopravvivranno solo quelle capaci di diventare centri di incontro e aggregazione del popolo dei lettori: luoghi dove comprare un libro, fisico o digitale, ma anche dibattere con un autore, mangiare, organizzare un camp di lettura estiva per i ragazzi o un concorso di poesia, seguire un corso di scrittura creativa. La libreria che si fa social network affascina. Ma non c' è già un'altra istituzione culturale in crisi — la biblioteca pubblica — che tenta di andare nella stessa direzione?"

Aggiornamento del 13 febbraio 2011. La notizia è di ieri: Borders, che ha chiuso l'ultimo trimestre fiscale con una perdita di circa 75 milioni di dollari, annuncerà probabilmente nei prossimi giorni lo stato di bancarotta e la contemporanea chiusura di 200 negozi.

Categorie:

Post correlati

Tutti si accordano con tutti - 06 Ago 2011
La legge Levi e le biblioteche - 03 Ago 2011
Se sessanta vi sembran pochi - 12 Giu 2011


Benvenuti

Tra la carta e la rete è lo spazio web integrativo dei corsi di "Editing e tecniche di redazione" e di "Editoria multimediale" curati da Lucio D'Amelia fino al 2010: presenta riflessioni sul lavoro editoriale a cavallo tra il settore tradizionale e la nuova dimensione digitale.

Tre flash è il post precedente.

Due letture è il post successivo.

Login


Come registrarsi?

Ultimi commenti

Non ci sono commenti per questo post

Archivi per mese

Post recenti

Editing and Publishing
(Editing e tecniche di redazione)
Editoria multimediale