Archivi di Febbraio 2011

Il futuro dei libri. I libri del futuro

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header-551.jpgSe vivete o passate a Rimini ai primi di marzo, non mancate di assistere al convegno "Il futuro dei libri. I libri del futuro", organizzato da Rimini Fiera e da Simplicissimus Book Farm: l'iniziativa si svolgerà dal 3 al 5 marzo 2011 nella sala Neri della Fiera di Rimini, situata a nord della città.

La relazione di apertura sarà tenuta da Gino Roncaglia che già conosciamo per la sua pubblicazione La quarta rivoluzione. Nelle tre giornate si alterneranno esperti italiani e stranieri della filiera del libro tradizionale e digitale, rappresentanti di case editrici ed esponenti del mondo editoriale internazionale. Si può scaricare il programma da questa pagina.

L'unica nota dolente è rappresentata dal costo di ingresso, che a tariffa piena ammonta a circa 400 euro per le tre giornate. Esistono, tuttavia, diverse formule con sconti anche consistenti che vengono così presentate:
  • Verifica se hai diritto ad una tariffa scontata! Ce ne sono per bibliotecari, docenti, studenti, dipendenti pubblici, team aziendali, ...
  • Se hai ricevuto un "codice amico", seleziona la Tariffa Amico e inserisci il codice nell'apposito campo per godere di una riduzione eccezionale!
  • Se acquisti un pass 3 giorni riceverai un "codice amico" nell'email di conferma della tua registrazione. Passalo ad un amico e risparmia 100 Euro!
Se si è un blogger o un giornalista, infine, si può avere un accredito stampa per visitare la manifestazione e partecipare alle sessioni in programma.

Shakespeare e il diritto d'autore

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shakespeare.jpg Il taglio è decisamente originale, il disegno (riportato qui a fianco) è leggermente irriverente, le firme (almeno una) sono assai note e la sede è quella prestigiosa degli editoriali del «New York Times»: stiamo parlando dell'articolo "Il Bardo sarebbe sopravvisuto al Web?" pubblicato il 14 febbraio 2011 sul quotidiano newyorkese da Scott Turow, esponente di punta della corrente del legal thriller ma in questa occasione presidente del Sindacato Autori, da Paul Aiken, direttore generale dello stesso sindacato, e da James Shapiro che, oltre a essere nella giunta del sindacato, insegna letteratura inglese alla Columbia University.

L'incipit è dato da una breve ricostruzione delle origini del teatro elisabettiano, anche alla luce della recente scoperta che ha portato alla individuazione delle fondamenta di quello che gli archeologi considerano il primo teatro moderno nella parte orientale di Londra. Quando questa struttura venne costruita, Shakespeare era ancora ragazzo a Stratford-upon-Avon e quando poi si trasferì a Londra altri teatri erano sorti nella città. È probabile tuttavia che le rappresentazioni delle sue prime opere si svolsero proprio lì e che fossero caratterizzate dalla presenza di un addetto all'entrata con il compito di raccogliere in una scatola (moneybox) un penny da ogni spettatore. Alla fine della serata il denaro raccolto veniva diviso tra gli autori, gli attori e gli impresari del teatro, in modo che ognuno avesse a che vivere con la propria arte o con la propria professione: per la prima volta gli autori potevano mantenersi con il loro lavoro intellettuale. E il denaro cambiò ogni cosa: nel giro di pochi anni emerse una nuova generazione di autori con figure come Christopher Marlowe, Ben Jonson e Shakespeare, appunto, che hanno segnato le origini della letteratura inglese moderna.

Un secolo e mezzo dopo, nel 1709, il riconoscimento dell'opera divenne legge e gli autori acquisirono il diritto di creare mercati legalmente protetti per le loro opere. Ottanta anni dopo, in America, i padri fondatori diedero al Congresso l'autorità di emanare le leggi sul copyright "per promuovere il progresso delle scienze e delle arti utili". In sostanza si creava un'alleanza tra chi creava e chi produceva e distribuiva le opere dette "dell'ingegno" su un nuovo mercato legato alla crescita intellettuale e civile delle società: poeti, scrittori, saggisti, autori di pièces teatrali, musicisti e artisti entrarono a far parte del mercato dei diritti di autore ottenendo il pieno riconoscimento della portata delle loro opere.

Due letture

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Post beve dedicato a due letture: la prima è il testo di un'intervista di Benedetta Craveri a Robert Silvers, direttore della «New York Review of Books», comparsa sulla «Repubblica» dello scorso 2 febbraio; la seconda è un articolo di Tim Parks sulla traduzione, apparso sul "Domenicale" del «Sole 24 Ore» del 13 febbraio 2011.

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Robert Silvers in una foto del 2006
Tim Parks

Sono due personaggi del mondo editoriale interessanti per motivi diversi: Silvers ha diretto insieme a Barbara Epstein dal 1963 al giugno 2006 la più importante rivista letteraria americana; dal 2006 a oggi la dirige da solo. Parks è un autore e traduttore di origine inglese, che si è trasferito in Italia nel 1981 dedicandosi alla scrittura e all'insegnamento in un master sulla traduzione tenuto allo IULM di Milano.

La «New York Review of Books» è una rivista dedicata alla recensione dei libri e ad alcune tematiche di grande rilievo che la letteratura e la saggistica sollecitano. Fino al 2009 era edita anche in italiano, con una scelta degli articoli più importanti e alcuni testi preparati in Italia. Nell'intervista Silvers ricostruisce a grandi linee alcuni momenti fondamentali della storia di quasi mezzo secolo (dalla guerra nel Vietnam alle guerre contemporanee, alla questione dei diritti umani) concludendo con un riferimento alla presenza dell'intero archivio degli articoli su Internet, collegato a un blog aperto agli autori per interventi più brevi e di presa immediata.

Parks parte da considerazioni su alcuni luoghi comuni relativi all'attività del traduttore (traduttore/traditore, traduzione letterale/traduzione libera) per focalizzare i tre problemi fondamentali di questa professione: la comprensione profonda dell'originale, la conoscenza elevata della lingua di arrivo e la consapevolezza delle differenze anche sostanziali tra la cultura del testo originale e quella del testo tradotto.

Buona lettura!

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