Shakespeare e il diritto d'autore

| | TrackBack (0)

shakespeare.jpg Il taglio è decisamente originale, il disegno (riportato qui a fianco) è leggermente irriverente, le firme (almeno una) sono assai note e la sede è quella prestigiosa degli editoriali del «New York Times»: stiamo parlando dell'articolo "Il Bardo sarebbe sopravvisuto al Web?" pubblicato il 14 febbraio 2011 sul quotidiano newyorkese da Scott Turow, esponente di punta della corrente del legal thriller ma in questa occasione presidente del Sindacato Autori, da Paul Aiken, direttore generale dello stesso sindacato, e da James Shapiro che, oltre a essere nella giunta del sindacato, insegna letteratura inglese alla Columbia University.

L'incipit è dato da una breve ricostruzione delle origini del teatro elisabettiano, anche alla luce della recente scoperta che ha portato alla individuazione delle fondamenta di quello che gli archeologi considerano il primo teatro moderno nella parte orientale di Londra. Quando questa struttura venne costruita, Shakespeare era ancora ragazzo a Stratford-upon-Avon e quando poi si trasferì a Londra altri teatri erano sorti nella città. È probabile tuttavia che le rappresentazioni delle sue prime opere si svolsero proprio lì e che fossero caratterizzate dalla presenza di un addetto all'entrata con il compito di raccogliere in una scatola (moneybox) un penny da ogni spettatore. Alla fine della serata il denaro raccolto veniva diviso tra gli autori, gli attori e gli impresari del teatro, in modo che ognuno avesse a che vivere con la propria arte o con la propria professione: per la prima volta gli autori potevano mantenersi con il loro lavoro intellettuale. E il denaro cambiò ogni cosa: nel giro di pochi anni emerse una nuova generazione di autori con figure come Christopher Marlowe, Ben Jonson e Shakespeare, appunto, che hanno segnato le origini della letteratura inglese moderna.

Un secolo e mezzo dopo, nel 1709, il riconoscimento dell'opera divenne legge e gli autori acquisirono il diritto di creare mercati legalmente protetti per le loro opere. Ottanta anni dopo, in America, i padri fondatori diedero al Congresso l'autorità di emanare le leggi sul copyright "per promuovere il progresso delle scienze e delle arti utili". In sostanza si creava un'alleanza tra chi creava e chi produceva e distribuiva le opere dette "dell'ingegno" su un nuovo mercato legato alla crescita intellettuale e civile delle società: poeti, scrittori, saggisti, autori di pièces teatrali, musicisti e artisti entrarono a far parte del mercato dei diritti di autore ottenendo il pieno riconoscimento della portata delle loro opere.
Ma oggi che cosa succede? Questo mercato è entrato in crisi sotto la pressione della pirateria, che è diventata un'impresa profittevole, innovativa e globale. E, soprattutto, con la crescita di Internet si è affermata tra molti utenti e tra le società web l'idea che il copyright sia un relitto del passato, mantenuto in vita da gigantesche e predatorie multinazionali, e che in quanto tale debba essere combattuto con la condivisione dei files su una base peer-to-peer. E anche docenti influenti o esperti di diritto hanno avallato queste tesi, sostenendo che il copyright impedisce lo sviluppo della creatività e del progresso, ignorando di fatto che gli sforzi creativi di un autore (di un libro, di un brano musicale, di un film) debbano trovare l'adeguata retribuzione economica.

globe.jpgUna ricostruzione del Globe a Londra

In conclusione gli autori ricordano che nello scorso luglio si è svolta a Londra la rappresentazione del Sogno di una notte di mezza d'estate nel luogo in cui gli scavi hanno portato alla luce le fondamenta del primo teatro. Le mura non ci sono più e non solo per il tempo trascorso: all'epoca furono le stesse compagnie teatrali a spostarle quando decisero di muoversi lungo il Tamigi e costruirono la sede più nota del "Globe", il teatro shakespeariano per antonomasia che funzionò fino alla metà del XVII secolo. Durante la guerra civile le autorità non tollerarono più l'esistenza della voce libera e potenzialmente critica di autori e artisti che vivevano con il sostegno del loro pubblico e il teatro fu distrutto.

Categorie:

Post correlati

Tutti fanno tutto - 07 Giu 2011
Tradurre poesia - 30 Mag 2011
Il futuro delle biblioteche - 24 Mag 2011


Benvenuti

Tra la carta e la rete è lo spazio web integrativo dei corsi di "Editing e tecniche di redazione" e di "Editoria multimediale" curati da Lucio D'Amelia fino al 2010: presenta riflessioni sul lavoro editoriale a cavallo tra il settore tradizionale e la nuova dimensione digitale.

Due letture è il post precedente.

Il futuro dei libri. I libri del futuro è il post successivo.

Login


Come registrarsi?

Ultimi commenti

Non ci sono commenti per questo post

Archivi per mese

Post recenti

Editing and Publishing
(Editing e tecniche di redazione)
Editoria multimediale