Archivi di Marzo 2011

Stop al progetto Google books

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Abbiamo già trattato l'argomento più volte: ad esempio nel 2009 e poi nel 2010. Ricordate? Il progetto di Google di digitalizzare e di rendere disponibili i libri fuori commercio e quelli in commercio si era inizialmente scontrato con il Sindacato Autori (Authors Guild) e con l'Associazione Americana degli Editori. Il conflitto si era poi risolto con un accordo di transazione alla fine del 2009. Ora subisce un nuovo stop per la sentenza del giudice Denny Chin della Corte federale di New York, che ha stabilito che l'operazione non può procedere senza il consenso esplicito degli autori. Il testo della sentenza è disponibile in questa pagina.

Denny_Chin.jpg Il giudice si esprime molto chiaramente. La questione posta è la seguente: l'Amended Settlement Agreement o "ASA", raggiunto tra le parti, è effettivamente «equo, adeguato e ragionevole»? La risposta è lapidaria: «Io ho concluso di no».

L'argomentazione si fonda sul giudizio che, mentre la digitalizzazione dei libri e la creazione di una biblioteca universale comporterebbe benefici per molti, con l'ASA ci si spingerebbe troppo in là (noi diremmo in linguaggio gergale: "ci si allarga troppo"), garantendo a Google effettivi diritti di sfruttare interi libri senza il permesso esplicito degli autori.

L'accordo darebbe a Google un vantaggio consistente sui concorrenti, riconoscendogli la possibilità di copiare senza permesso libri protetti da copyright. Di conseguenza – conclude l'incipit della sentenza – per le ragioni discusse approfonditamente nel corpo del documento, è negata la mozione per l'approvazione finale dell'ASA, così come è negata l'approvazione delle parcelle e dei costi per gli avvocati delle parti.

Fin qui la decisione formale di rigetto: il giudice ha lasciato però aperto lo spiraglio a una decisione favorevole sulla base di una revisione dell'accordo. Il suggerimento è molto semplice: Google dovrebbe e potrebbe riprendere allo scanner soltanto quei libri i cui autori o i cui proprietari di copyright siano consenzienti ad accettare l'accordo sottoscritto alla fine del 2009. E in sostanza rimarrebbero fuori le opere cosiddette "orfane", ossia ancora sotto diritti, ma senza un soggetto di riferimento, di cui abbiamo parlato nel secondo articolo citato all'inizio.

«New York Times» a pagamento

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A un paio di giorni dall'annuncio della Treccani di rendere gratuita la consultazione di circa 300.000 voci del suo archivio enciclopedico, il presidente della società che pubblica il «New York Times», Arthur Sulzberger jr., ha inviato una lettera a tutti coloro che sono iscritti al sito del quotidiano, per comunicare che verso la fine di marzo, dopo una breve sperimentazione con gli utenti canadesi, terminerà l'era del completamente gratuito e i lettori della versione digitale in linea potranno accedere liberamente soltanto a un certo numero di articoli al mese.

Sulzberger non si dilunga in spiegazioni o motivazioni, dà quasi per scontato questo passaggio e lo giustifica con la speranza di poter fornire un prodotto di alta qualità in tutto il mondo e su ogni piattaforma. Si sofferma invece sui vari casi previsti dal servizio marketing e vendite del quotidiano:
  • ogni utente iscritto potrà leggere gratuitamente fino a 20 articoli al mese; superato questo limite il sistema fermerà l'accesso ai contenuti e lo inviterà a sottoscrivere l'abbonamento,
  • l'edizione del quotidiano predisposta per gli smartphone o per i nuovi tablet sarà leggibile gratuitamente soltanto per la sezione "Top news" (le notizie più importanti), anche se il prezzo di abbonamento sarà inferiore,
  • ci saranno tre pacchetti di abbonamento della durata di quattro settimane: uno per gli smartphone a 15 dollari, uno per i tablet a 20 dollari e uno per i personal computer a 35 dollari sempre per quattro settimane
NYTimes_offer.jpg Fin qui l'offerta economica, con 3 precisazioni: chi è già abbonato all'edizione cartacea, avrà accesso libero ai contenuti del portale; chi arriva a un articolo da un motore di ricerca, da un blog o da un network sociale come Facebook o Twitter, potrà leggerlo anche se ha superato il limite dei 20 articoli; l'home page e l'inizio delle sezioni potranno essere consultate liberamente.

Sembrerebbe che l'obiettivo perseguito sia quello di consolidare una base di lettori che scelgono l'abbonamento dedicato agli strumenti mobili, piuttosto che da postazione fissa: soprattutto le prime due offerte (cellulare e tablet) sono vantaggiose, mentre all'utenza di ufficio o di casa si lasciano integrazioni di lettura, soprattutto, con l'arrivo nel sito dal motore di ricerca.

Treccani Free

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Da oggi è on line il nuovo portale Treccani, con la ricerca nelle voci enciclopediche come punto di partenza. Nuovi strumenti di ricerca, correlazioni, richiami e approfondimenti anche dalla Rete agevolano la creazione di percorsi e studi nel nostro ricco patrimonio. Siamo entrati nel futuro della Treccani on line.
Il brano è ripreso dal comunicato ufficiale dell'Istituto della Enciclopedia Italiana diffuso il 14 marzo; nei due giorni successivi i principali quotidiani hanno dato risalto alla notizia: la Treccani ha deciso di offrire accesso gratuito a più di 300.000 voci ("lemmi" nel linguaggio della casa) a carattere enciclopedico, biografico o lessicale. Si tratta indubbiamente di uno dei più vasti corpus di informazioni in lingua italiana presenti sulla rete, con la duplice caratteristica di essere informazioni strutturate nella loro articolazione da redazioni esperte e certificate nei loro contenuti da specialisti italiani e stranieri.

Rispetto alla precedente edizione in linea, il portale si qualifica decisamente per l'ampliamento del patrimonio enciclopedico reso disponibile in forma gratuita agli utenti, per il rafforzamento del canale della web-tv, che diventa uno strumento efficace di comunicazione multimediale, e per il magazine, come forma più leggera di intrattenimento degli utenti giovani con articoli, curiosità e giochi. Il canale "scuola" e la community legata a TreccaniLab, di cui abbiamo avuto occasione di parlare, vedono confermata la loro presenza a testimonianza di un buon successo di partecipazione da parte dei docenti e degli utenti.

Treccani_home.jpg

Le star con mille veri fans

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Esattamente due anni fa avevamo parlato del fenomeno della "coda lunga", ossia della scoperta che attraverso la rete – in modo diverso da quanto avviene nelle librerie del mondo reale – è possibile vendere un numero limitato di copie di una grande quantità di titoli e avevamo aggiunto che da parte di Kevin Kelly, co-fondatore ed ex-redattore capo della rivista «Wired», era stata avanzata l'ipotesi dei 1.000 veri fans come limite sufficiente a uno scrittore o a un artista per raggiungere una relativa tranquillità economica, nell'ipotesi che ogni fans spendesse tra i 50 e i 100 dollari l'anno per seguire la sua produzione.

Riprendiamo il tema per segnalare due contributi attuali di Kelly: il primo, che insiste sullo stesso argomento, è un articolo pubblicato sul suo blog su alcuni casi di scrittori e artisti affermatisi attraverso la rete; il secondo, che va ben oltre all'ipotesi dei 1.000 fans, è la traduzione italiana dell'ultimo suo libro intitolato Quello che vuole la tecnologia per i tipi di Codice Edizioni, disponibile dal 22 febbraio 2011 in formato e-book o in libreria.

kevin_kelly.png Nell'articolo Kelly ricorda inizialmente come la sua tesi fosse stata criticata in particolare da Jaron Lanier, uno dei pionieri della realtà virtuale a cui si deve una recente serrata critica dell'interazione uomo-computer e della rete Internet (tradotta in italiano da Mondadori nel 2010 con il titolo Tu non sei un gadget): secondo Lanier gli artisti o gli scrittori che avevano avuto successo su Internet si erano affermati prima con i cosiddetti old media. Kelly sostiene che la sua era soltanto un'ipotesi teorica di lavoro e che all'epoca non erano molti gli artisti o gli scrittori che la convalidassero: le dita di una mano erano anche troppe per contare questo tipo di casi, anche se i 2-3 rilevati potevano essere significativi (in proposito si legga quest'altro post sul musicista Robert Rich).

Hocking.png A distanza di tre anni la situazione è cambiata e secondo Kelly si può indicare un intero gruppo di persone creative che stanno ottenendo ottimi risultati senza la mediazione del sistema editoriale tradizionale: il caso più eclatante, a suo avviso, è quello della giovanissima (26 anni) scrittrice Amanda Hocking che sta vendendo su Amazon UK 100.000 copie al mese dei suoi 9 libri sui vampiri in formato Kindle, senza essere passata per una casa editrice. Prima di lei, sempre attraverso il sito di Amazon in Gran Bretagna, si era affermato Stephen Leather con la vendita consistente di gialli auto-prodotti, in questo caso dopo aver ricevuto il rifiuto del suo editore tradizionale. E se si analizza la classifica degli e-book più venduti nella libreria virtuale di Jeff Bezos, si può notare che solo 6 dei 28 nomi in elenco avevano avuto precedenti rapporti con editori tradizionali.

Da un punto di vista economico, infine, chi si afferma in questo modo sul mercato editoriale ha – a giudizio di Kelly – due strade davanti: o riuscire a vendere addirittura 100.000 copie di un unico titolo o avere più titoli in vendita, una sorta di serial sul modello delle saghe di una volta. Questo perché il prezzo di vendita di un e-book e la percentuale, anche contenuta, che Amazon trattiene lasciano all'autore una quota ridotta per singola copia (mediamente un dollaro o poco più).

I migliori blog di letteratura

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Dedicato a chi si occupa di letteratura: riprendiamo da Wikio.it la classifica di febbraio 2010 dei migliori blog che trattano temi letterari. Alcuni già li conosciamo, perché sono stati citati nei nostri precedenti interventi; altri sono nuovi e potrebbero meritare una visita.

1 Finzioni
2 Giap, la stanza dei bottoni di Wu Ming
3 Booksblog
4 Nazione Indiana
5 Lipperatura di Loredana Lipperini
6 Carmilla on line
7 Sandrone Dazieri
8 Il blog del Mestiere di Scrivere
9 La poesia e lo spirito
10 Poesia 2.0
11 minima & moralia
12 Sul romanzo
13 Angolo Nero
14 Who's the reader?
15 viadellebelledonne
16 Il primo amore
17 Quaderno di un bibliotecario
18 gruppo/i di lettura
19 non solo Mozart
20 Scrittori precari

La classifica è stilata con i seguenti criteri:

La posizione di un blog nella classifica Wikio è determinata dal numero dei link che riceve da altri blog e dall'importanza di questi. l'algoritmo da più peso ai link provenienti dei blog appartenenti ai piani alti della classifica.

Per migliorare i risultati, i link provenienti da un blog sono contabilizzati una volta sola. Inoltre i link perdono il loro peso con il passare del tempo e se un blog cita sempre lo stesso blog, l'importanza di questo link declinerà mano a mano.

Vengono conteggiati solo i link presenti nel feed rss, mentre quelli presenti nel blogroll invece non sono presi in considerazione.

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