Archivi di Agosto 2011

Tutti si accordano con tutti

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kindle.jpgNelle ultime settimane i due più grandi gruppi editoriali italiani hanno stabilito accordi con i due più grandi player internazionali attivi nel settore: il 27 luglio Mondadori ha annunciato di aver scelto il Kindle di Amazon per offrire, anche su questa piattaforma e attraverso i servizi on-line della libreria americana, ben 2.000 titoli del catalogo delle case editrici del gruppo, che aumenteranno di altri 1.000 titoli entro Natale. Il 4 agosto è stata la volta del gruppo RCS Libri (ovvero la casa editrice Rizzoli e le altre collegate) a comunicare, da parte sua, di aver stipulato un accordo con Google Books per rendere disponibili in formato digitale e in parte consultabili ben 12.000 titoli; in caso di interesse all'acquisto l'utente potrà poi ordinarli presso la Libreria Rizzoli.

Ricordiamo come precedenti significativi che nell'ottobre 2010 alla Fiera di Francoforte Mondadori aveva annunciato un accordo commerciale con Telecom Italia per la distribuzione e la vendita di libri in formato elettronico: Telecom avrebbe contribuito con il Biblet, un nuovo lettore di e-book, e la casa di Segrate con i suoi titoli di punta. Rizzoli, da parte sua, è stato tra i fondatori della piattaforma Edigita, di cui abbiamo già parlato in questa occasione. In entrambi i casi il formato di libro elettronico è di tipo EPUB (Electronic Publication), uno standard dell'International Digital Publishing Forum (IDPF), con supporto del software Adobe Digital Editions per la protezione dalla copiatura. Amazon, invece, usa un formato diverso di tipo proprietario, AZW, che viene poi trasformato attraverso una conversione in uno non proprietario chiamato MOBI. Google Books offre un'anteprima di parti dei volumi coperti da copyright, permettendo la ricerca di stringhe di testo. Qui sotto riportiamo la maschera di ricerca avanzata di un volume.

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La legge Levi e le biblioteche

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Nel trattare la filiera editoriale in relazione a una regolamentazione del prezzo dei libri nei diversi punti di vendita sul territorio e on-line non è stato finora considerato un soggetto importante della fase di post-pubblicazione: le biblioteche, ossia quelle istituzioni pubbliche e private che sono preposte alla conservazione, alla tutela e alla valorizzazione dei libri.

Le biblioteche sono a tutti gli effetti paragonabili a una sorta di cliente, che compra i volumi da rivenditori specializzati e, in alcuni casi, dagli stessi editori, per metterli a disposizione gratuita di un ampio pubblico: esse spesso hanno ottenuto condizioni di favore perché con il loro acquisto programmato si può stabilire una migliore tiratura e si possono evitare alcuni costi legati alla distribuzione e alla vendita (giacenze, invenduti, ecc.). Inoltre, spesso, gli editori potevano far rientrare gli eventuali minori guadagni di tali vendite nei costi di promozione delle pubblicazioni, contando anche sul successivo passaparola dei lettori.

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Roma, Piazza Venezia. Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte

Nella legge approvata si parla espressamente di biblioteche soltanto nella lettera b) del comma 4 dell'art. 2, in un elenco che cita anche altre "organizzazioni non lucrative di utilità sociale", "istituzioni o centri con finalità scientifiche o di ricerca" e "archivi e musei pubblici, istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado...": per questi enti è ammessa la possibilità di ottenere sconti fino al 20% del prezzo di copertina. Questa concessione, che supera il valore del 15% concesso all'utente privato, risulta, tuttavia, inferiore alle pratiche del passato e, unitamente ai tagli nei bilanci con le ultime leggi finanziarie, penalizza le biblioteche nelle loro politiche di acquisizione di più copie delle novità librarie.

E così, mentre i clienti lettori individuali possono affidarsi a critiche e lamentele nella rete (ne abbiamo citate alcune nel precedente articolo), l'Associazione Bibliotecari Italiani (AIB) ha preso posizione aperta il 1° agosto 2011 sui contenuti della nuova legge con una lettera, a firma del suo presidente, Stefano Parise, inviata al Presidente della Repubblica, ai Presidenti di Camera e Senato, ai Presidenti delle Commissioni cultura di Camera e Senato e per conoscenza all'onorevole Levi. In questo testo – che vi invitiamo a leggere nella sua completezza – dietro il tono rispettoso e formale, emergono valutazioni critiche molto chiare:
Da settembre, con l'entrata in vigore del DDL Levi, sarà come se sulle biblioteche d'Italia si abbattesse un'altra manovra finanziaria, che penalizzerà la possibilità di offrire servizi di accesso all'informazione e alla conoscenza di livello adeguato alle esigenze dei cittadini e toglierà strumenti di lavoro alla ricerca scientifica.
La nostra Associazione non è mai stata pregiudizialmente contraria all'esigenza di una regolamentazione che tutelasse le librerie indipendenti, un anello fondamentale nella filiera del libro e della lettura. Abbiamo tuttavia sottolineato l'esigenza di contemperare le specifiche esigenze dei diversi attori dell'intera filiera del libro, che non sono totalmente coincidenti.
L'AIB l'ha già sostenuto ma è la prima volta, nella pur lunga gestazione della legge, che si ammette formalmente la presenza di interessi diversi e potenzialmente contrastanti. L'Associazione ha dato corpo e voce al convitato di pietra di tutta la discussione: l'utente finale, nelle duplici vesti di lettore "forte" interessato a poter comprare più libri a un prezzo ragionevole, e di lettore "debole" che potrebbe essere conquistato dalle politiche di promozione delle biblioteche.

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