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Il premio Pulitzer 2010

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Il premio Pulitzer, assegnato da una giuria selezionata dalla Scuola di giornalismo della Columbia University di New York, è sinonimo in America del giornalismo di eccellenza e rappresenta una sorta di premio Oscar nazionale per la carta stampata.
Il logo del sito del premio Pulitzer Dal 2008 possono essere premiati anche i siti Internet che si occupano di informazione e, pochi giorni fa, per la prima volta, il riconoscimento nella categoria "Giornalismo d'inchiesta" (Investigative Report) è stato attribuito a un sito no-profit, specializzato appunto in inchieste su temi di interesse pubblico: il premio, economicamente contenuto (10.000 dollari) ma altamente simbolico, è stato assegnato alla dottoressa e giornalista Sheri Fink di ProPublica, in collaborazione con il "Magazine" del «New York Times» con la seguente motivazione:
for a story that chronicles the urgent life-and-death decisions made by one hospital's exhausted doctors when they were cut off by the floodwaters of Hurricane Katrina (per una storia che racconta le decisioni drammatiche sulla vita e sulla morte dei pazienti, prese dai medici esausti di un ospedale nel momento in cui si trovarono isolati dalle alluvioni dell'uragano Katrina).
Il contributo premiato si compone di tre parti:

  • l'inchiesta vera e propria, suddivisa in cinque puntate e pubblicata anche sul magazine a stampa, che ricostruisce con dovizie di particolari le scelte di alcuni medici e infermieri nei confronti dei malati più gravi (questa è la versione completa in formato word) durante l'uragano del 2005,
  • una linea del tempo dell'alluvione, con i principali avvenimenti in città e nell'ospedale nei sei giorni di maggiore difficoltà,
  • un modellino in 3D dell'ospedale con i luoghi chiave per l'evacuazione e per il ritrovamento dei cadaveri dei malati più gravi.
Che cosa in pratica ha scoperto la dottoressa Fink, nel corso di accurate indagini a distanza di alcuni anni dall'inondazione? Come era stato possibile che proprio all'interno di un ospedale 45 malati, in gravi condizioni, potessero morire per una sorta di "ago amico" attraverso iniezioni letali?

Dalla rete alla carta

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testate.jpgL'idea può apparire controcorrente: attingere contenuti dalla rete per poi trasferirli sulla carta e costruire un quotidiano "cucito" sulle richieste del lettore abbonato. Eppure è venuta — secondo il racconto del «CorrierEconomia» del 23 novembre 2009 (p. 34) — a due giovani studenti tedeschi, che hanno lanciato a Berlino dal 16 novembre scorso la prima edizione di «Niiu», che diffonde le notizie apparse su Internet dei principali quotidiani internazionali, dei blog, delle webzine e dei siti specializzati più interessanti

«Niiu» costa 1,20 euro agli studenti e 1,80 agli adulti: la previsione è di ottenere 5.000 abbonamenti a Berlino nei primi sei mesi per poi allargarsi ad altre città tedesche. I finanziamenti vengono da un pool di aziende importanti, tra cui la BMW e Media-Market, che in cambio del pagamento di pubblicità ottengono il profilo dei clienti. I contenuti, a loro volta, sono tratti da importanti giornali tedeschi o internazionali, la cui testata è riportata nell'immagine qui a destra.

«Molti giovani - ha dichiarato Wanja Sören Oberhof, uno dei due promotori - sono stanchi di informarsi su Internet e sono pronti a pagare per un giornale di looro gradimento. Leggere sulla carta è più piacevole».

Niiu, come è spiegato nella pagina delle Faq del sito, si legge "ni:u" ed è una parola di fantasia, simile alle parole inglesi new o news, che si adatta bene alle tematiche del giornale. La costruzione del giornale avviene sul sito Internet in 6 passaggi successivi:

  1. ingresso nel sito
  2. selezione diretta da parte dell'utente delle sezioni del giornale o di un profilo con le sezioni preferite
  3. costruzione della pagina con la scelta dell'ordinamento degli articoli di ogni sezione
  4. definizione delle caratteristiche tipografiche (titolo, colorazione delle pagine, ecc.)
  5. inserimento dei dati per il pagamento, con scelta della durata e dei principali sistemi (carta di credito, PayPal, ecc.)
  6. compilazione finale del modulo di adesione con l'indirizzo a cui va spedito il giornale ogni mattina
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Chiacchiere in sala stampa

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Da alcuni mesi il «New York Times» ha aperto le porte della sua sala stampa per avviare un dialogo a 360 gradi con i lettori: fino ad oggi più di 40 giornalisti, redattori, manager o responsabili interni hanno spiegato in che cosa consiste il proprio lavoro, rispondendo alle domande dei lettori.

L'elenco completo degli interventi è qui (la consultazione dei testi è gratuita, anche se è richiesta una registrazione). Vi compaiono molti giornalisti che firmano le sezioni o le rubriche dell'edizione a stampa e di quella in linea (le due redazioni lavorano, come si dice, allo stesso desk): dalla cultura e dalle recensioni dei libri, alla scienza e all'arte; dall'economia e dalla moda alla cucina e ai viaggi, e così via. Nell'elenco sono presenti, inoltre, anche figure meno note di redattori o professionisti che lavorano nel cosiddetto back-office in posizioni talora "umili", talora strategiche, ma sempre con un ruolo chiave per la pubblicazione del giornale.

Così, ad esempio, Merrill Perlman è la responsabile dei copy editor, che in italiano si potrebbero chiamare i revisori, una squadra di 150 persone a cui spetta il compito di "licenziare" per la stampa o per la pubblicazione in linea articoli e pagine del giornale. Sono i custodi finali che consegnano il pezzo ai lettori, occupandosi in primo luogo della correttezza grammaticale e sintattica, dell'ortografia e dei criteri stilistici della casa, ma anche della chiarezza e della coerenza dei testi, della loro leggibilità e comprensibilità. "Non vorremmo - dice la Perlman - che il nostro lettore si trovasse nel mezzo di un film senza aver capito la trama o le caratteristiche dei personaggi".

parma.repubblica.it: una nuova ricetta

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Occasione
Giornalismo all'epoca del Web 2.0 e della crisi dei giornali

Persone
Comunità locale di più di 160mila residenti

Il team degli chef
Un grande gruppo editoriale: Repubblica-L'Espresso
Una internet company: Kataweb
Esperienze: più di 10 anni di giornalismo in linea
Network: una rete di circa 20 testate locali e di 9 edizioni locali del quotidiano principale

Ingredienti e dosi
3 dossier speciali
Tutte le notizie del giorno
I fatti e gli eventi della vita cittadina
13 blog per i quartieri cittadini
Squadre e protagonisti nelle varie discipline sportive
Interviste e ricordi

Condimenti
I cinema, gli spettacoli e le mostre
Trova-Parma
Negozi
Cerco-offro lavoro
Aste

Modalità di degustazione
Direttamente in linea
Attraverso il telefonino
Con l'interazione diretta e le risorse multimediali

Personalizzazione del menu
Creazione della propria home page
Inserimento di articoli, video e fotografie personali
Proposte di discussione e di approfondimento
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Costo
Gratuito

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Previsione di bilancio
Attivo per una squadra snella, le economie di scala e l'integrazione nel network

Tutto questo è una nuova testata solo in linea


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WORK|OUT

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WORK|OUT è un'iniziativa che nasce come progetto idealistico con l'obiettivo di diffondere libera informazione senza scopo di lucro. Nel 1999 la neonata testata giornalistica studentesca appare ancora con il nome di LET|S|WORK, maturando con gli anni non solo in qualità ma anche in quantità di tirature (nel 2002 raggiunge un totale di 100.000 tirature in tutta Europa).

Inizialmente la rivista legata alla TUSMA (Associazione e agenzia di lavoro per studenti berlinesi) era prevista come revue bipagina simile ad un corriere del lavoro e guida dello studente per l'area studentesca berlinese.

Nel 2002 le cose cambiano: il progetto riesce ad imporsi grazie a fondi comunitari che ne favoriscono la crescita. La rivista fu ribattezzata "WORK|OUT - european students' review" conferendogli la caratteristica che oramai più la rappresenta ovvero quel misto di multiculturalismo e plurilinguismo.
 
WORK|OUT inizia a pubblicare anche in altre città europee per condensare i fermenti cultural- politici delle società studentesche accomunate da uno stile di vita in continua evoluzione.
Il progetto ha ampliato i propri spazi e si estende geograficamente specialmente in Germania e Italia, ma anche in Inghilterra e Francia.
 
Il lavoro redazionale si svolge principalmente sul web raccogliendo attraverso una piattaforma virtuale appositamente creata i contributi dei corrispondenti nelle varie città europee e gli articoli variano dal genere corsivo all'intervista, a patto che trattino temi coinvolgenti e interessanti in modo altrettanto creativo e a volte sperimentale. WORK|OUT spazia tra politica, cultura e vita studentesca con ironia e superbia accattivanti, riassunti nel layout impegnato che ogni due mesi coinvolge fumettisti e grafici.

L'idea di risemantizzare il giornalismo in una vivida espressione di menti giovani, reali protagoniste del processo di europeizzazione, ha avuto successo: "Il Manifesto" ne finanzia la tipografia e lo allega ogni due mesi all'inserto "Alias".

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