Pubblicati da lucius

Chiacchiere in sala stampa

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Da alcuni mesi il «New York Times» ha aperto le porte della sua sala stampa per avviare un dialogo a 360 gradi con i lettori: fino ad oggi più di 40 giornalisti, redattori, manager o responsabili interni hanno spiegato in che cosa consiste il proprio lavoro, rispondendo alle domande dei lettori.

L'elenco completo degli interventi è qui (la consultazione dei testi è gratuita, anche se è richiesta una registrazione). Vi compaiono molti giornalisti che firmano le sezioni o le rubriche dell'edizione a stampa e di quella in linea (le due redazioni lavorano, come si dice, allo stesso desk): dalla cultura e dalle recensioni dei libri, alla scienza e all'arte; dall'economia e dalla moda alla cucina e ai viaggi, e così via. Nell'elenco sono presenti, inoltre, anche figure meno note di redattori o professionisti che lavorano nel cosiddetto back-office in posizioni talora "umili", talora strategiche, ma sempre con un ruolo chiave per la pubblicazione del giornale.

Così, ad esempio, Merrill Perlman è la responsabile dei copy editor, che in italiano si potrebbero chiamare i revisori, una squadra di 150 persone a cui spetta il compito di "licenziare" per la stampa o per la pubblicazione in linea articoli e pagine del giornale. Sono i custodi finali che consegnano il pezzo ai lettori, occupandosi in primo luogo della correttezza grammaticale e sintattica, dell'ortografia e dei criteri stilistici della casa, ma anche della chiarezza e della coerenza dei testi, della loro leggibilità e comprensibilità. "Non vorremmo - dice la Perlman - che il nostro lettore si trovasse nel mezzo di un film senza aver capito la trama o le caratteristiche dei personaggi".

parma.repubblica.it: una nuova ricetta

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Giornalismo all'epoca del Web 2.0 e della crisi dei giornali

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Esperienze: più di 10 anni di giornalismo in linea
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Tutto questo è una nuova testata solo in linea


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Da «Stilos» a «Il sottoscritto»

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Dal giugno 2005 al settembre 2007 con 1 euro si poteva comprare in edicola un quindicinale di 16 e più pagine interamente dedicato ai libri: «Stilos», una raccolta di recensioni dedicate a romanzi, racconti o saggi, scritte prevalentemente da scrittori, e poi interviste, forum sulla critica letteraria, schede e poca pubblicità rigorosamente dedicata alle nuove pubblicazioni editoriali. Il direttore era Gianni Bonina, giornalista e scrittore, che era riuscito a rendere autonomo il supplemento "Libri" di un giornale siciliano.

Stilos.jpgPoi la testata aveva chiuso, probabilmente, come succede in questi casi, per motivi di bilancio, lasciando un avvertito senso di rammarico per la mancanza di uno strumento di guida e di interpretazione del panorama librario italiano.

Ora, con un altro nome e con una formula diversa, il gruppo di autori stretto intorno a Bonina esordisce sul web con «Il Sottoscritto», espressione apparentemente burocratica - tipica delle domande o delle istanze che si rivolgono alla pubblica amministrazione - che rinvia tuttavia all'idea di scrittura e, come scrivono i promotori, "all'identità autoriale".
Scopo dichiarato è di occuparsi di libri e di dare conto non solo delle novità ma anche delle acquisizioni. Il sito è facilmente visitabile grazie a un ordine albabetico che conduce agli autori attraverso gli strumenti dell'intervista e della recensione. In più figurano  - e si arricchiranno sempre più - saggi, racconti e temi di dibattito...

Genealogia dell'immaginario*

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Primo tempo

"Guardare la pagina significa qualcosa di più che leggere semplicemente le parole scritte: significa una traiettoria dello sguardo; un soffermarsi tra le righe, tra le lettere; una attesa nel vuoto e un vagare intorno per 'scambiare' la lettura con altri oggetti, a volte con altri personaggi, con altre situazioni e con altri racconti."

[Nell'immagine a fianco, la prima pagina del racconto Il gatto nero di Edgar Allan Poe, tratta dal sito di Amazon, con la funzione "Cerca nel libro".

Si tratta di uno dei più famosi racconti brevi dello scrittore americano, riprodotto in rete in italiano qui o qui, che ha come tema la follia progressiva del protagonista e come leva esemplare di questo processo e co-protagonista un gatto nero, appunto.]


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"Quando sulla pagina appare l'illustrazione, l'inserto, la vignetta, la pubblicità, allora il gioco dello sguardo si arricchisce e si complica.
Alla mobilità del nervo ottico si collegano i numerosi meccanismi della memoria, e le immagini della parola si confondono con le immagini del disegno o della fotografia. Quanto più aumenta il 'servizio' che la pagina di carta fornisce al consumatore, tanto più quest'ultimo è indotto a impegnare parti di se stesso, articolazioni della propria sensibilità, nervature del proprio corpo che prima restavano inattive o altrove dislocate."

[Nell'immagine a destra una pagina con le fotografie di Lord Byron e Mary Chaworth, tratta dalla raccolta completa, illustrata e annotata dei Racconti e poemi di Edgar Allan Poe, a cura di Andrew Barger.]

"Con la nascita del cinematografo inizia un nuovo ciclo delle tecniche dello sguardo: il corpo si muove per andare a guardare l'immagine in un momento dato e in uno spazio specifico; rilancia così la propria tridimensionalità misurandola sulla doppia dimensione dello schermo. Non è il viaggio, non è il teatro, lo sguardo vi trova una nuova emozione.
Il cinema in quanto tale basta a provocare paura e meraviglia, laddove letteratura, illustrazione, circo e teatro dovevano produrre un 'trucco' particolare per ottenere lo stesso effetto."

[Nelle immagini seguenti, fotogrammi dell'"Alba dell'uomo", tratte da 2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick (1968) e riprese da questo sito]

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Ricerche empiriche sulla "coda lunga"

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Long_tail.svg.pngDella "coda lunga", ossia del fatto che con il commercio elettronico è possibile vendere  un numero limitato ma di molti titoli, ne abbiamo parlato qui. L'ipotesi, come è noto, è stata avanzata da Chris Anderson, capo-redattore della rivista «Wired», prima in un articolo e poi in un libro tradotto anche in italiano. Nella figura a fianco, ripresa da Wikipedia, sull'ordinata sono riportate le copie vendute, mentre sulla ascissa il numero dei titoli: la sezione in colore giallo indica proprio la "coda lunga".

Il fenomeno è diventato oggetto di studi accurati da parte degli economisti. Marco Gambaro, professore di Economia della comunicazione alla Facoltà di scienze politiche dell'Università Statale di Milano ha segnalato nell'inserto "Nova" del «Sole 24 ore» (13 marzo 2008) due ricerche americane, che abbiamo rintracciato in rete, e una italiana:

Secondo la prima ricerca:
Molti mercati sono stati storicamente dominati da un piccolo numero di prodotti ad alta vendita. Il principio di Pareto, conosciuto anche come regola dell'80/20, descrive questo modello diffuso di concentrazione delle vendite: il 20% dei prodotti realizza l'80% del fatturato. Lo sviluppo dell'informatica e delle reti, che ha portato alla diminuzione dei costi di ricerca, ha creato mercati con un potenziale forte incremento dei prodotti di nicchia.
Analizzando i dati di una società di vendita multicanale (nei negozi e sulla rete), si è potuto constatare empiricamente una minore concentrazione delle vendite, ossia un maggior numero di prodotti venduti su Internet, in rapporto a quelle dei negozi. I clienti con precedenti esperienze di commercio elettronico, hanno trovato prodotti meno noti e più convenienti a parità di qualità di quelli acquistati dai clienti nei negozi.
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