3 tesine

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Presentate nei primi due appelli di esame le tesine di Viviana Serra sulle biblioteche tradizionali e on-line, di Carmen Claudia Sorbara sulle newsletter e di Nicola Mantovano sulla valutazione dei siti web attraverso le euristiche.




Linkedin, "Facebook" dei manager irrompe tra i miliardari del Web

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linkedin.jpg Il social network, che permette ai professionisti di farsi conoscere e di incontrarsi sulla rete, riceve nuovi finanziamenti dai fondi di investimento.
Adesso vale un miliardo di dollari (come proiezione totale della quota attribuita ai nuovi investitori) e sta per raggiungere i 70 milioni di utenti. (Nella foto un impiegato di Linkedin.)


SAN FRANCISCO (California) - Il club dei miliardari di Web 2.0 si è da poco ingrandito. Ad ampliare le fila dei magnati della nuova internet - quella fatta di sociali network tuttofare, siti e-commerce che fatturano miliardi di dollari e motori di ricerca che stanno riorganizzando il sapere umano - ci ha pensato Linkedin, assicurandosi 53 milioni di dollari di nuovi capitali. Ottenuti in cambio della cessione del 5 per cento del suo pacchetto azionario a una cordata guidata dalla Bain Capital Ventures. In questo modo il valore del social network per professionisti scavalla la soglia del miliardo di dollari e attestandosi a 1,015 miliardi. Tanto per avere un'idea: nel 2005 MySpace fu comprato per 580 milioni da Murdoch e YouTube fu assorbito da Google per 1,6 miliardi nel 2006.

Un social network per professionisti interessati a scambiarsi informazioni e a lavorare su progetti comuni, Linkedin è stato lanciato nel 2002 da Reid Hoffman, membro del consiglio d'amministrazione di PayPal, con una manciata di milioni di dollari messigli a disposizione dalla Sequoia Capital e dalla Greylock. A queste fortezze del capitalismo di ventura più tardi si sono unite la Bessemer Venture Partners e lo European Founders Fund con un'altra tornata di 12,8 milioni di dollari. In tutto i capitali di ventura raccolti da Linkedin dal suo lancio sono stati circa 80 milioni di dollari. Di questi oltre il 50 per cento risultano a tutt'ora non spesi. Ma la situazione è destinata presto a cambiare.

"I nostri utenti ci chiedono di crescere", ha dichiarato Dan Ney, il CEO della compagnia, quando gli hanno fatto notare che non stavano spendendo i fondi che hanno raccolto. "La lista di cose da fare, di applicazioni da comprare e investimenti in aggiornamenti da realizzare è molto lunga. I capitali raccolti basteranno appena", ha aggiunto Ney.

Oggi Linkedin vanta 23 milioni di iscritti - età media 41 anni e reddito annuale medio di 109 mila dollari - cresce a un ritmo annuo del 485 per cento e aggiunge ogni settimana 100 mila utenti alla sua rubrica. All'inizio del 2007 oltre 89 mila dei suoi abbonati erano amministratori delegati di compagnie di successo e oltre mezzo milione occupavano posizioni dirigenziali. Il resto sono professionisti che spaziano dal settore dell'information technology, a quello della pubblicità, con un passaggio significativo nel mondo dei media dell'informazione, della consulenza legale e aziendale e quello dell'ingengeria più varia.

Secondo figure diffuse dal Nielsen Media Research nel mese di maggio, il sito ha ospitato 7,7 milioni di visitatori. Un salto del 146 per cento rispetto allo stesso mese dell'anno scorso e, a sentire i suoi dirigenti, entro il 2009 dovrebbe superare i 70 milioni di utenti a livello internazionale. Inoltre Business Week riporta che quest'anno Linkedin supererà la soglia dei 100 milioni di dollari di utili. Un dato nuovo questo in un universo internet dove gli utili, raramente realizzati, vengono costantemente offuscati dai dati relativi al traffico degli utenti e dalle entrate pubblicitarie. Per esempio Facebook con 67 milioni di utenti fattura solo 150 milioni.

La forza di Linkedin sta proprio nella natura del suo network. Il suo pool di professionisti, che non disdegnano mai di intrattenere una buona proposta d'affari, fa gola alle più grandi corporazioni del pianeta, che tra i loro ranghi cercano cervelli da assumere. E così oltre a vendere spazi pubblicitari alla BMW, alla American Express e alla Virgin Atlantic, Linkedin per la modica cifra di 10 mila dollari mensili, permette a compagnie come la Microsoft, eBay, Target e l'Oreal - per citarne solo alcune - di esaminare il profilo dei suoi abbonati alla ricerca di potenziali impiegati.

Oltre ad aggiornare il sito Linkedin userà i capitali raccolti per espandersi in Europa, Cina e Giappone. Uno dei suoi limiti infatti è quello di essere disponibile solo in lingua inglese e una buona parte dei suoi aderenti sono interessati a fare affari con i paesi emergenti e le nazioni di Eurolandia. E per facilitare questa transizione il sito adesso sta anche aprendosi a programmatori esterni interessati a sviluppare applicazioni compatibili con i suoi obiettivi e le necessità dei suoi utenti.

Intanto la competizione si fa dura. MySpace e Facebook stanno sperimentando soluzioni di collaborazione sul versante business con i loro utenti e ultimamente sono emersi anche concorrenti diretti come Visibile Path - che di recente ha raccolto 17 milioni di dollari di finanziamenti VC dalla Kleiner Perkins Caufield & Byer - e Salesforce.com. Come se non bastasse, poi, nella ressa del social networking affaristico si sono gettate anche aziende atipiche come la Procter & Gamble, che a Gennaio ha lanciato Capessa e la IBM che, nello stesso mese, ha introdotto un nuovo software. Usandolo le compagnie che lo desiderano potranno pubblicare il profilo dei loro impiegati e facilitare la comunicazione trasversale tra di loro.

Fonte: Repubblica.it

3D studio Flash

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Sin dalle prime versioni Flash, il famoso editor di action script, era uno strumento più che adeguato per la costruzione di contenuti dinamici, offrendo degli ottimi strumenti di realizzazione vettoriale. Un limite però sono sempre state le realizzazioni di immagini 3d, possibili da realizzare, ma limitatamente a 1 o 2 oggetti in movimento.
Senza entrare in merito alla recente vicenda del software che dalla Macromedia è "scivolata" in mano alla oramai omnicomprensiva Adobe, è da segnalare un recente accordo (in seguito all'uscita del pacchetto CS3)di quest'ultima con la Autodesk e la Maxon; frutto di questo accordo è la realizzazione di due applicazioni che potrebbero rivoluzionare il difficile connubio tra il 3d e il web.
La prima applicazione in questione è un plugin:Collada (COLLAborative Design Activity) sviluppato in collaborazione con la Sony Computer Entertainment americana (SCEA), che permette alle applicazioni 3d di interscambiare dati senza perdita di qualità e di agire attraverso strumenti di editing grafici e simulazioni fisiche. Gli oggetti in formato collada hanno estensione *.dae. Ed è quì che entra in gioco il secondo componente di questo nuovo team: Papervision 3d.
Una volta ottenuto un *.dae, cioè in formato collada, sfruttando  la "classe" Papervision 3D è possibile importate e manipolare il file in questione in ambiente Flash.
Punto debole del progetto è che l'elaborazione finale dei contenuti richiede una mente matematica a causa di calcoli molto elaborati (siamo molto distanti da un semplice editor grafico), le potenzialità del progetto sono infinite ma limitate ai pochi "cervelloni di settore". A dimostrazione di ciò c'è il fatto che pochissimi sono ancora i siti realizzati in Papervision 3d, tra cui appunto quello della Sony e del Papervision 3D stesso, ma già le community si stanno attrezzando con tutorial passo passo.
Concludiamo ricordando che il progetto Papervision non è che agli inizi: ciò che è certo è che attualmente si possono ottenere grandi risultati, che nelle versioni precedenti di Flash sarebbero sembrati impossibili da realizzare.

papervision.jpg

Immagine dal sito del Papervision 3D


Link
- Homepage di Papervision 3D - www.papervision3d.org
- Sito ufficiale progetto Collada - www.collada.org/mediawiki
- Download plugin Collada - www.feelingsoftware.com

La localizzazione: punto di vista del traduttore

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Nell'area multimedia c'è una crescita del prodotto italiano, creato da editori italiani, che utilizzano i contenuti italiani. C'è, però, anche una grossa crescita dei prodotti di provenienza estera, ma completamente localizzati e adattati per il mercato italiano. La traduzione è il processo di conversione di un testo da una lingua ad un'altra. La  localizzazione invece è il processo di adattamento dei contenuti originali al sistema linguistico-culturale del paese di destinazione. Tale processo deve tenere conto degli standard tecnici, dei requisiti stilistici, delle aspettative e delle richieste del mercato di riferimento.

La traduzione e la localizzazione sono operazioni particolarmente delicate e complesse, che coinvolgono professionalità diverse e necessitano di una valida esperienza nel coordinamento delle fasi di lavoro. Non è infatti sufficiente la semplice conversione del testo nella lingua di destinazione, ma Il successo e la qualità di un progetto di localizzazione software dipende da più fattori:

  • I contenuti devono essere adattati al sistema linguistico e culturale della lingua di destinazione,
  • il tono della comunicazione deve essere adeguato agli standard tecnici, ai requisiti stilistici, alle aspettative ed alle richieste del mercato di destinazione,
  • le componenti grafiche devono anch'esse subire le necessarie trasformazioni ed adeguamenti linguistici, culturali e di comunicazione,
  • le eventuali componenti di scripting (Javascript, Php, Perl, Asp, database, ecc.) devono essere adattate ed armonizzate con il prodotto risultante,
  • per i siti web è necessario condurre attente ricerche sul mercato locale, che potrebbero evidenziare la necessità di utilizzare un dominio locale per un posizionamento ottimale sui motori di ricerca,
  • l'interfaccia utente deve essere localizzata in tutte le sue componenti strutturali (barra menu, barra pulsanti, barra stato, messaggi generici, messaggi di errore, ecc.). Questa fase richiede la capacità di operare con gli editor dei sorgenti, dei file di risorse e grafici, e con i compilatori software adatti al linguaggio utilizzato,
  • la guida in linea deve essere localizzata in modo consistente con la terminologia utilizzata per la localizzazione dell'interfaccia utente, rispettando il formato (rtf o Html) utilizzato dalla struttura originale,
  • l'eventuale documentazione che accompagna il software (manualistica, brochure, elementi del packaging, ecc.) devono essere localizzati tenendo conto del sistema linguistico e culturale, del tipo di pubblico e del settore di mercato a cui il software è destinato.
I Forum, in gergo bulletin board, sono spazi virtuali presenti nel Web fin quasi dagli albori di Internet nati con lo scopo di creare comunità di utenti raggruppate intorno ad un medesimo argomento o interesse. Lo straordinario successo dei forum è dovuto a molteplici motivi: innanzitutto, il forum è uno strumento di facilissimo utilizzo anche per l'utente meno esperto in ambito informatico, grazie alla sua immediatezza e praticità, che consente di familiarizzare in breve tempo con i comandi necessari per inserire topic o rispondere agli argomenti. Inoltre, proprio grazie alla disponibilità di form come quelli messi a disposizione da phpBB (di gran lunga il modello di forum più utilizzato attualmente, e anche per questo il più soggetto ad attacchi di pirateria e manomissioni varie), il forum si caratterizza per essere fondamentalmente una piazza virtuale dove scelto un argomento se ne può parlare più o meno liberamente, qualunque sia la propria provenienza della persona partecipante (potenzialmente tutto il mondo), caricandosi così di una forte attrattiva sociale.

I primi forum si sono sviluppati intorno alle tematiche più svariate, solitamente legate comunque ad argomenti riguardanti lo svago e il tempo libero (musica, hobbies, etc), mentre solo più recentemente, negli ultimi 5/10 anni le potenzialità dei forum come mezzi di aggregazione e scambio di opinione sono state accolte anche da vari soggetti per fini di carattere lavorativo, sondaggistico, politico, etc, come per esempio forum collegati ai siti web di quotidiani (la Repubblica ad esempio), o a siti di opinione politica.

Un'ulteriore evoluzione, che interessa particolarmente gli studenti universitari, è stata l'esplosione negli ultimissimi anni di forum legati al mondo accademico, utilizzati dagli studenti per i più svariati motivi, dalla condivisone di informazioni e appunti, allo scambio di opinioni circa gli studi e le proprie esperienze universitarie, al semplice punto di aggregazione tra studenti. Specialmente questo ultimo punto si è dimostrato particolarmente efficace, potenziando una tendenza insita nella comunità studentesca all'aggregazione ma che nelle ultime decadi aveva perso gran parte della sua consistenza. I forum universitari hanno avuto in questo il piccolo merito di riuscire a ristabilire un dialogo tra studenti che ha portato spesso alla ripresa di movimenti di rivendicazione studentesca, grazie alla facile comunicazione non solo nell'ambito del proprio corso di laurea o università ma anche tra facoltà diverse e spesso tra atenei diversi.

Ma come si sviluppa un forum universitario? Innanzitutto bisogna distinguere tra due tipologie molto diverse fra loro: i forum "ufficiali" e i forum "indipendenti". Generalmente quelli che hanno più fortuna tra gli studenti sono questi ultimi, essendo sì vincolati al tema universitaria ma comunque, per l'appunto, indipendenti dall'istituzione accademica e dal possibile "controllo" di essa sulle discussioni del sito. I forum ufficiali sono legati per lo più ai siti ufficiali delle università, si strutturano quindi non come veri e propri portali indipendenti ma come sezioni di siti più vasti, e l'altra critica che gli si può muovere, oltre ad una certa mancanza di elasticità riguardo i contenuti, è la totale assenza di controllo e di gestione, tanto che spesso questi forum sono semplicemente accesi e poi lasciati a se stessi. Il forum indipendente può invece contare su un fattore importante come quello dell'impegno volontario di coloro che lo gestiscono e mantengono: essendo generalmente studenti e quindi essendo sul piano emotivo e comunicativo sullo stesso piano degli altri colleghi universitari vi è senza dubbio una spinta propulsiva importante riguardante la collaborazione, la pubblicazione di informazioni e servizi utili, lo scambio do ut des in un'ottica di cooperazione portata avanti con impegno e idealismo.
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Editoria multimediale è il blog del corso della laurea specialistica, curato da Lucio D'Amelia tra il 2007 e il 2009: contiene interventi ed analisi relativi alla nuova dimensione digitale

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