Vi siete persi nel marasma delle case editrici italiane? Siete finalmente giunti a scrivere l'ultima riga del vostro manoscritto, ma non trovate nessun editore che ve lo pubblichi "a sue spese"? Non scoraggiatevi, vi occorrono solo due cose: credere in voi stessi e il self-publishing. Già, perché, se da un lato c'è chi da tempo ha profetizzato la morte del libro con l'avvento del World Wide Web, dall'altro, questo mondo, che non finisce mai di stupirci, dà la possibilità a chiunque di pubblicare e vendere online un libro vero e proprio.

Nel web il must del self-publishing è lulu.com. C'è chi l'ha definito una manna dal cielo, chi una svolta epocale, stando ai fatti sta diventando il fenomeno digitale di riferimento: oltre 300 mila titoli pubblicati finora, e una media di 4 mila nuovi titoli a settimana creati da persone provenienti da ben 80 paesi del mondo. Ancora maggiore fortuna, il suo fondatore, Bob Yung, sembra averla trovata nel nostro Paese: lulu.com è approdato in Italia nell'ottobre del 2006 e ha già prodotto 7.200 libri. Italiani, popolo di sognatori? Yung dà una spiegazione molto più pragmatica: « Gli italiani, a differenza del nord Europa o degli Stati Uniti non si vergognano di esprimere le proprie vocazioni artistiche o più semplicemente i propri pensieri». Al di là del motivo, sta di fatto che il mercato italiano si è posizionato al primo posto per produzione e vendita di libri pro capite. Di certo, un incentivo non da poco è stato dato dalla fruibilità della piattaforma di lulu, accessibile anche ai meno esperti del web. Sul sito si possono caricare con semplicità documenti, file audio e video in molteplici formati comuni, per trasformarli in libri stampati, brochure, CD e DVD professionali. Grazie al modello on-demand (stampa solo su richiesta) non occorre affrontare nessun investimento per la produzione di libri o DVD, come avviene invece nel mondo editoriale cartaceo. Con la nuova versione, lulu 2.0, poi, oltre al servizio di publishing , vengono forniti servizi di supporto e opportunità di social networking. «Il nostro nuovo sito ha spostato Lulu dalla posizione di fornitore di servizi, come libri o CD, a fornitore di soluzioni, come libri di poesie, manuali tecnici e guide per i viaggi, per i nostri utenti» ha dichiarato Yung.

Ma vediamo come funziona. Il processo di pubblicazione è affidato ad un wizard, grazie al quale ogni passaggio risulta particolarmente agevole: occorre semplicemente compilare alcuni form per personalizzare il libro, CD o prodotto digitale, inserire il titolo e decidere se renderlo una bozza privata oppure farlo diventare subito pubblico nel negozio virtuale. Il wizard chiederà poi di caricare il o i file da pubblicare: si possono inserire un Word .doc, .pdf o un video, a seconda della natura dei contenuti, ed in questo momento saranno dati consigli sulla formattazione ideale per fare in modo che siano valorizzati al massimo. Nel caso di libri è possibile scegliere diversi formati, tipi di carta, rilegatura e colore in modo tale da avere subito un'idea di quale sia il mix che valorizzi al meglio il proprio lavoro, col corrispettivo costo di pubblicazione. Libri e DVD non sono particolarmente economici, ma i benefici inizieranno a sentirsi incrementando la quantità prodotta: come nel migliore marketing che si rispetti il prezzo decresce al crescere della quantità prodotta. Con la versione 2.0 arriva anche lulu studio: un'applicazione che consente di selezionare vari temi, dando così la possibilità al neo-editore di imprimere uno stile personale al proprio lavoro. Al momento non c'è moltissima scelta ma Yung ha pensato anche a questo: è possibile, infatti, acquistare foto direttamente nell'interfaccia alla modica cifra di 1 dollaro per le immagini di copertina e 30 centesimi per le immagini all'interno di un book fotografico. Infine lulu.com fornisce un negozio virtuale personale e personalizzabile, fornito di una sezione dedicata al marketing, per sostenere l'editore nelle attività promozionali; non poteva poi mancare un widget personalizzabile da inserire nel proprio blog o sito. Insomma, giovani e non, talentuosi italiani il mondo dell'editoria è vostro!

Progettare un sito web

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L'accessibilità e l'usabilità sono due delle principali caratteristiche di un sito web. L'utente deve poter accedere subito e con facilità a tutte le informazioni che sono nel sito e trovare così quello di cui ha bisogno.

Prima della realizzazione pratica di un sito web, della fase informatica e grafica, è necessaria un'analisi preliminare per individuare e organizzare i contenuti da inserire nel sito.

Una delle figure professionali che si occupa di strutturare nel miglior modo possibile le informazioni è l'architetto delle informazioni. L'architetto delle informazioni deve cercare di prevedere e studiare gli obiettivi (le attività e le funzioni che l'utente deve poter svolgere), il target a cui principalmente ci si rivolge e il contesto, mediante l'analisi e il confronto tra siti affini a quello che si intende realizzare.

Il passo successivo è quello di fare una lista dei contenuti (mappa del sito); solo allora si procede con l'articolazione della struttura. L'organizzazione del contenuto determina il modo con cui si recuperano le informazioni. Rendere visibili e più direttamente accessibili categorie di informazioni crea un punto di vista.

La struttura fornisce orientamento all'utente e partecipa alla determinazione del senso. È un contesto che attribuisce senso ai suoi contenuti, i quali devono essere denominati mediante etichette chiare e specifiche.

Prendiamo a titolo di esempio il sito di una facoltà universitaria. Proviamo a pensare di essere un architetto delle informazioni e progettare un sito che sia altamente informativo, di facile accessibilità e usabilità per gli studenti ma che, allo stesso tempo, sia al passo con i tempi. Ciò significa che lo studente deve poter usufruire di servizi on-line, avere una propria pagina personale, con tutto il suo percorso universitario, un forum, attraverso il quale interagire con gli altri studenti, e deve poter trovare subito ciò che sta cercando anche mediante un motore di ricerca interno.

Dopo aver fissato gli obiettivi e analizzato il target e il contesto, si è giunti ad una possibile mappa  del sito di una facoltà universitaria nei suoi canali principali e sotto-canali.

mappasito1.jpg
clicca per ingrandire

Mappa che sarà poi ulteriormente sviluppata e integrata dai livelli successivi, in modo da avere la lista completa dei contenuti che saranno nel sito.

A questo punto, si procederà con la progettazione della struttura e design del sito. E, infine, alla sua realizzazione pratica.
Sindromedistendhal.jpgIl progetto di realizzare la rivista on-line Sindromedistendhal.com  è nato circa un anno e mezzo fa, per trasformare un piccolo sito di recensioni di mostre d'arte, in uno spazio che potesse accogliere contributi di più autori e su tematiche più ampie. Con un piccolo gruppo di amici abbiamo pensato di strutturare il sito in una serie di canali che riflettessero i nostri campi di interesse e studio, dal cinema al teatro, dalla musica all'arte, cercando però di non limitaci all'approfondimento culturale, ma mantenendo un legame con l'attualità. Abbiamo così creato a una sezione dedicata ai mass media e al sistema televisivo e soprattutto la sezione Sindrome di Alzheimer nella quale, giocando con il nome del sito stesso, ci occupiamo della perdita della memoria storica collettiva.

Sindromedistendhal.com è nato per rivolgersi ad un'utenza molto vasta, pensato come strumento di approfondimento e ricerca per studenti, ma anche come utile risorsa di informazioni per turisti e visitatori di mostre d'arte. E nel corso di questi mesi abbiamo visto che i nostri utenti sono molto spesso studenti di scuole superiori o universitari alla ricerca di materiale per tesi e ricerche, che spesso ci hanno contattato per chiedere riferimenti bibliografici, approfondimenti, consigli, anche grazie alla linea diretta che cerchiamo di tenere con i nostri utenti attraverso la possibilità di contattarci direttamente tramite skype.

Dopo molte riformulazioni di grafica e struttura, il sito attuale ci sembra offrire un web design il più possibile ordinato e agevole per l'utente, anche se a scapito dell'agevolezza nella gestione e nella ricchezza ed elaborazione grafica.
Si è cercato di offrire la gran parte degli articoli con una logica multimediale, coniugando una ricca galleria (il sito contiene circa 2000 immagini) e video provenienti da youtube (circa 500) con le informazioni contenute negli articoli stessi, circa il 30% delle visite totali del sito proviene proprio dalla ricerca di immagini nei motori di ricerca. Si associa a Sindromedistendhal.com l'omonimo profilo sul sito di photosharing flickr.com dove si può trovare una vasta raccolta di immagini di musei e luoghi di interesse culturale.

La scelta di tematiche che trovano scarso spazio sui media tradizionali e sui maggiori siti internet, fa si che la maggior parte dei nostri lettori giungano sul sito proprio alla ricerca di queste informazioni che ci permettono una buona indicizzazione sui principali motori di ricerca (grazie a un buon rapporto tra concorrenza/volume di ricerca delle chiavi di ricerca). Negli ultimi mesi abbiamo prestato una sempre maggior attenzione alle tecniche SEO per un miglior posizionamento nei motori di ricerca (cura di keywords, meta tags, sintassi dell'URL, correttezza html,  ecc.) arrivando a superare i 6mila utenti unici al mese e con un trend in continua crescita. Cerchiamo di fidelizzare l'utente attraverso la newsletter mensile (che inviamo tramite il servizio gratuito di domeus.it), e la recente creazione dei feeds rss.

Nei mesi sono cresciuti anche i collaboratori. La redazione è composta da una squadra eterogenea di circa quindici persone, diverse per età e provenienza geografica (Trentino, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia). Spesso i nostri collaboratori erano lettori che trovando il nostro progetto interessante, hanno chiesto di poter unirsi alla squadra iniziale. Il risultato è una redazione che comunica, esiste  e si conosce soprattutto nello spazio virtuale e si tiene in contratto tramite chat e email.

Tutti i contenuti (testi ed immagini) sono pubblicati secondo la licenza Creative Commons che permette a chiunque di ripresentarli su altri siti web o in qualsiasi altro formato, a patto di linkare autore e indirizzo originario. Allo stesso modo spesso ospitiamo contenuti provenienti da altri siti web.

Wiki-Larousse

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Dopo i widget della Britannica offerti gratuitamente ai webmaster, e dopo l'edizione cartacea di Wikipedia in Germania, il segmento editoriale delle enciclopedie registra un nuovo sommovimento: le edizioni Larousse - una casa editrice francese fondata nel 1852, famosa per i dizionari e le enciclopedie tradotte anche in italiano in partnership con la Rizzoli - offre a utenti e lettori la possibilità di contribuire alle 150.000 voci d'autore e alle oltre 10.000 immagini presenti nel suo sito.

larousse.jpgLa pagina di accesso all'enciclopedia è divisa in due sezioni: sul lato sinistro, in arancione, la presentazione delle voci degli autori "ufficiali", sul lato destro, in viola, i contributi degli utenti, che devono registrarsi e farsi riconoscere per inserire i testi. In alto, sempre in viola, i bottoni per registrarsi, inserire un articolo o un'immagine

Il successo è stato immediato e il sito è stato preso letteralmente d'assalto fino a dover sospendere il servizio.

Secondo Line Karoubi, direttrice del dipartimento "Dizionari ed enciclopedie" della Larousse, intervistata da «Le Monde» gli utenti Internet "sono ormai abituati a un tale modello e sanno distinguere un articolo accurato di reference dall'espressione di un punto di vista soggettivo"..

Jonathan Williams: tra la poesia e l'editoria americana

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La mia tesi nasce da una passione per la Letteratura americana, specie quella d'avanguardia. L' intento è quello di descrivere l'esperienza fantastica di un college americano, creativo e dinamico, il Black Mountain College, e presentare una delle personalità di spicco in questo ambito: Jonathan Williams. Questo college, simbolo di libertà accademica, nasce nel North Carolina nel 1936 e tramonta nel 1956 per mancanza di fondi economici, essendo una struttura privata. Oggi rappresenta, in America, una delle maggiori istituzioni sperimentali nella pratica dell'arte in ogni sua espressione e nella formazione didattica. Tale esperienza si avvicina molto agli scrittori e artisti della Beat Generation e della Pop Art trattando temi come la guerra in Vietnam, il razzismo, i fenomeni di massa...Il college ha ospitato molti professori e studenti che rappresentano personalità importanti per il panorama culturale e artistico americano e mondiale del Novecento: Charles Olson, Robert Creeley, Dan Rice, Robert Duncan, Jhon Cage... La mia attenzione è stata catturata da una personalità poliedrica, affascinante, impegnata. Si tratta di Jonathan Williams: autore, scrittore, poeta, fotografo, collezionista, designer e soprattutto fondatore ed editore della Jargon Press, casa editrice dove trovavano riparo tutti quegli scrittori americani ed europei che avevano difficoltà nel pubblicare le loro oper così intrise di Modernismo e Avanguardia. Ta questi: Olson, Creeley, Mina Loy, Denise Levertov, Zukofsky, poeti modernisti della scuola di San Francisco..

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Editoria multimediale è il blog del corso della laurea specialistica, curato da Lucio D'Amelia tra il 2007 e il 2009: contiene interventi ed analisi relativi alla nuova dimensione digitale

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