Guardare le parole

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mestiere_scrivere.gifSe un approccio avvertito alla multimedialità ci spinge a parlare le immagini, è possibile anche rovesciare la prospettiva e mettersi a "guardare le parole": è quanto ci propone con la consueta leggera profondità Luisa Carrada nella trasposizione in volume di alcuni temi centrali del suo blog Il mestiere di scrivere.

Da anni impegnata come writer professionale per il mondo delle imprese, l'autrice ha costruito nel suo blog un archivio denso di note e divagazioni personali, riferimenti e link, traduzioni e contributi di specialisti, che ha costituito il punto di riferimento obbligato per chi si occupa di scrittura sulla rete.

Nel blog si oltrepassa la fissità della pagina e dell'ordine analitico per instaurare una relazione viva con il lettore e con l'utente. Nel volume a stampa gli obiettivi devono essere espliciti e vanno indicati con chiarezza all'inizio:
"rivisitare la scrittura professionale oggi, dopo le piccole e grandi rivoluzioni che Internet ha portato nella quotidianità del nostro lavoro; superare la dicotomia tra carta e web per mostrare invece come questi due media non facciano altro che influenzarsi a vicenda; raccontare i nuovi strumenti di comunicazione così come la metamorfosi e la rinascita di quelli tradizionali; far uscire la scrittura professionale dalla gabbia delle regole e aprirla verso la libertà e la molteplicità delle scelte; dare consigli utili e indicazioni concrete per scrivere e comunicare meglio" (p. 2).

DONNAèWEB

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L'8 marzo scadono le iscrizioni alla quinta edizione del Premio DONNAèWEB, riservato ai siti web realizzati con il contributo prevalente di donne o che hanno come titolare una donna. I siti, ovviamente, devono fanno riferimento a progetti innovativi al femminile e/o relativi ad organismi pubblici e privati le cui responsabili sono donne.

donna_web.jpgGli obiettivi dell'iniziativa sono così presentati:

  • promuovere il ruolo femminile nella nuova economia attraverso la divulgazione dei casi di successo di progetti e iniziative on line
  • sottolineare il ruolo peculiare che le nuove professioni, nate con lo sviluppo dell'IT, possono avere per incentivare l'occupazione femminile
  • dare rilievo al valore aggiunto dell'impegno culturale e imprenditoriale delle donne per l'innovazione.
Il premio prevede una vincitrice generale e vincitrici per singole categorie, come la progettazione in termini di project management o art direction, la programmazione, i contenuti, il design, il web marketing. Due categorie a parte sono destinate ai progetti rivolti al mondo business e al no profit.

La selezione delle finaliste è svolta da una giuria sulla base di parametri quali "l'armonia progettuale; la metafora comunicativa adottata; l'originalità o conformità del nome del sito; la presenza di un'idea originale o novità creativa; l'investimento effettuato; i servizi effettivamente erogati" (dall'art. 7 del regolamento). La premiazione avverrà a Viareggio il 29 marzo 2008.

Parlare le immagini

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Tra i pedagogisti italiani, Roberto Maragliano è stato uno tra i primi a occuparsi della multimedialità in relazione all'insegnamento e all'apprendimento.nelle varie fasce d'età.

Un suo libro del 1996 (Esseri multimediali. Immagini del bambino di fine millennio, La Nuova Italia, Firenze 1996) può essere scaricato gratuitamente qui. Interviste alla trasmissione televisiva "Mediamente", sempre del 1996, si possono leggere qui. E nel corso di questi anni non ha mancato di far sentire la sua voce in merito alle proposte di riforma della scuola e dell'università, al rinnovamento della didattica e all'importanza strategica della multimedialità.

Per Maragliano, la multimedialità non è una sommatoria di risorse diverse, anche se ben progettate: è piuttosto un cambiamento di paradigma comunicativo, che crea uno spazio di incontro non tanto tra media diversi, quanto tra linguaggi diversi. Solo attraverso la padronanza di questi linguaggi è possibile riuscire a comprendere e a interagire con le predominanti mediali della vita quotidiana (le immagini e i suoni di radio, televisione, cinema e rete Internet): ossia trasformarle in risorse per la conoscenza e l'apprendimento.

maragliano.gifAl tema delle immagini è dedicato l'ultimo lavoro che Maragliano ha pubblicato recentemente: un libro con l'originale titolo Parlare le immagini (Apogeo, Milano 2008, pp.182, 14 euro), a cui è associato anche un sito omonimo che si apre con un esplicito invito agli utenti:

"Qui potrete parlare di immagini, ma anche far parlare le vostre immagini agli altri, parlare le immagini degli altri e lasciare che le immagini parlino da sole. Le immagini insieme a tutto ciò che, naturalmente, è partecipe della loro esistenza: testi, video, suoni!"

Perché parlare le e non di immagini? La risposta non è immediata e discende da un ragionamento che vale la pena di ricostruire nelle sue linee generali. La premessa verte sulla particolare prospettiva con cui Maragliano inquadra la multimedialità:

"... all'interno della mia cornice la multimedialità è intesa (non come costituita ma) come generata dall'incontro (non di due oggetti) quanto di due matrici di esperienza, che assumo dunque nel loro valore di paradigma: da un lato la matrice che fa l'esperienza (conoscitiva e affettiva e sociale: antropologica in senso lato) qualcosa di fissabile, delimitabile, analizzabile, scomponibile, come è per la percezione che noi abbiamo della scrittura (soprattutto quella a stampa), e dall'altro la matrice che fa dell'esperienza (conoscitiva ecc.) qualcosa di mobile, aperto, includente e globalizzante, come è per il rapporto che stabiliamo con il suono e che il suono stabilisce con noi" (pp.12-13; corsivi dell'autore).

Televisione e modelli web 2.0

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Due esempi non italiani dell'attuale rimediazione/contaminazione tra i vari media: questa volta parliamo di due grandi broadcaster televisivi che operano su scala planetaria. Si tratta della BBC, la televisione pubblica inglese, modello generalmente riconosciuto di servizio pubblico indipendente, e della CNN, la prima televisione all-news con una copertura totale e continuata delle informazioni.

La BBC o Auntie Beeb, con il nomignolo con cui è conosciuta nel mondo anglosassone, ha lanciato alla fine di dicembre la versione beta della nuova home page, chiedendo agli utenti di esprimere un feedback sulle scelte grafiche, di usabilità e di gradimento. Di seguito riportiamo  la vecchia e la nuova versione.

bbc.jpg
bbc_beta.jpg
Il cambiamento è nella testata e nel corpo della pagina: nella nuova testata sono concentrate alcune funzionalità che lasciano all'utente la possibilità di personalizzare i contenuti, di ricercare gli argomenti di proprio interesse, di indicare la propria provenienza, ecc. Il corpo della pagina è costituito da blocchi, realizzati con la tecnologia dei widget che si prestano alla personalizzazione. Nella vecchia impostazione la colonna sulla sinistra serviva, invece, a una navigazione tradizionale tra le sezioni del portale, mentre la testata permetteva di scegliere il canale preferito (radio, televisione, ecc.).

Come ha spiegato Richard Titus, responsabile dell'interfaccia grafica e dell'esperienza utente della BBC:

Per la nuova home page ci siamo ispirati a diverse fonti. Era fuori discussione che il nuovo layout dovesse essere più chiaro, più aperto e più facilmente leggibile. Inoltre avevamo anche il desiderio di cambiare l'azzurro di base della vecchia home page, una tonalità un po' stanca e monotona.

Da un punto di vista concettuale, l'uso dei widget di Facebook, iGoogle e Netvibes ha pesato fortemente sulle nostre idee iniziali. Volevamo costruire le fondamenta e il DNA del nuovo sito in linea con le tendenze e l'evoluzione del mondo Internet verso contenuti generati dinamicamente e distribuibili attraverso tecnologie quali gli RSS, i file atom e xml.
Queste scelte sono state messe in discussione da designer come Mark Boulton, che hanno rimproverato alla BBC di aver perduto il tradizionale ruolo di leader e di esser diventata seguace di tendenze alla moda. Lo stile arrotondato, con i gradienti di colore, dei moduli widget ricomponibili come mattoni di Lego è sembrato un prezzo troppo alto per un sito che dovrebbe essere punto di riferimento, oltre che per la qualità dell'informazione e dei servizi, anche per il layout e la gradevolezza estetica.

Una moda o un fenomeno reale?

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Chi segue la pubblicazione di questo sito avrà notato che nella seconda colonna di destra, sotto la voce "Categorie", compare l'espressione "Web 2.0" con il maggior numero di post pubblicati. Non si tratta di una classificazione di comodo: l'evoluzione dell'editoria multimediale negli ultimi anni è stata sempre più legata alla rete Internet e nella dimensione del World Wide Web la sottolineatura di una nuova fase è stata indicata nel 2004 proprio con l'etichetta del "2.0", come se si trattasse di una seconda versione di un'applicazione software.

A distanza di un paio di anni si può tentare un primo bilancio. Partiamo da un interrogativo generale: si è trattato di una moda passeggera e potenzialmente dannosa, come è stata quella della net economy alla fine degli anni Novanta, oppure siamo di fronte a un fenomeno che ha modificato effettivamente le relazioni sociali ed economiche dell'universo legato alle tecnologie della comunicazione e dell'informazione (ICT)?

Copertina.jpgSecondo Tim Berners Lee, il creatore del WWW, non è stata un'effettiva rivoluzione, ma soltanto il dispiegamento delle potenzialità contenute nel disegno originario. E ne abbiamo dato conto in questo post. Secondo l'imprenditore inglese Andrew Keen, è stato sancito il trionfo  del dilettantismo a scapito del rigore e della qualità  prodotti dai veri professionisti. E ne abbiamo registrato la valutazione qui.

Oltre a queste voci scettiche o fortemente critiche, gli altri post pubblicati hanno cercato di documentare le novità del nuovo approccio: dal giornalismo on-line ai mash-up; dai blog specializzati al reference collaborativo, all'identità digitale, ecc. Per chi fosse interessato ad approfondire ancora la materia, è ora disponibile in libreria una raccolta di saggi curata da Vito di Bari, docente del Politecnico di Milano, intitolata Web 2.0. Internet è cambiata. E voi? (Il Sole 24 ore, Milano 2007, pp. 346, euro 34).
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Editoria multimediale è il blog del corso della laurea specialistica, curato da Lucio D'Amelia tra il 2007 e il 2009: contiene interventi ed analisi relativi alla nuova dimensione digitale

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