Se la blogosfera dilaga

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"Ma dove vai se il blog non c'è l'hai? Sono sempre più le persone che, per assecondare una vena narcisistica e dare sfogo alla propria creatività aprono un piccolo "pensatoio" sulla Rete (...)

Storie personali, diari quotidiani, opinioni e sentimenti sono il loro pane quotidiano dei blogger. Fino a qualche tempo fa a blogosfera veniva considerata come una massa informe di dilettanti allo sbaraglio, ora i loro giudizi orientano le tendenze e fanno paura anche ai potenti (...)

Oggi molte aziende sono dotate di un media-watcher, che ha il compito di navigare tra i blog per cercare commenti degli internauti sui propri prodotti e su quelli della concorrenza, per raccogliere critiche o cosigli, per pianificare strategie di sviluppo (...)

(di Fabrizio Palasciano "Corriere dell'Università" N 6 - Aprile 2007)

Per caso mi sono trovata a leggere questo articolo, e a distanza di qualche giorno la descrizione del libro "Blog-grafie identità narrative in rete" e questa realtà che poco conosco mi ha incuriosito.

Casa editrice: Guerini e associati

Anno di pubblicazione: 2007

Descrizione del libro:
I blog sono fatti di "tempo", essendo ogni post un attimo di tempo individuale che aspira a farsi eterno. Sono fatti di "scrittura", poiché contengono le storie che gli autori hanno voluto affidare ai propri diari in rete per conservarle, disperdendole nello spazio virtuale del web. Sono fatti di "relazioni", in quanto si offrono come spazi all'interno dei quali è possibile "esporsi" allo sguardo dell'Altro, per gioco e per essere ascoltati, per sedurre o anche solo per essere rassicurati sulla propria esistenza nel mondo. Pur rappresentando la maggioranza di quelli presenti in rete, i blog personali sono stati spesso ritenuti (erroneamente) la declinazione più "adolescenziale" e narcisistica del fenomeno. Ascoltando le voci di chi ad essi dedica tempo e cura, gli autori intravedono invece in questa particolare forma di scrittura del sé una nuova opportunità che i media elettronici offrono ai meccanismi attraverso cui ciascuno di noi, quotidianamente, costruisce ed esprime la propria identità. Tutte le considerazioni e le ipotesi proposte nel volume nascono e sono supportate dalle parole dei moltissimi blogger che hanno partecipato alla ricerca dell'Università lulm che fa da sfondo al lavoro. In effetti, sono loro i veri autori di questo libro e a loro esso è dedicato.

Qualcuno ha letto questo libro? E qual'è la vostra opinione sui blog?

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Commenti (1)

Viv. ha scritto:

Per "ileas": Mi dispiace ma non ho ancora letto il libro... però ho ho avuto modo di leggere, per il corso di francese sulle nuove tecnologie, un articolo dal titolo "Le blog" di Patrick Rambaud, tratto da "Le Nouvel Observateur"- "Mythologies 2007" del 15/03/07, che mi ha aiutato a farmi un'opinione per poter rispondere alla tua domanda!
Riporto qui alcuni passaggi e nel caso la lingua sia un problema, riprenderò i concetti principali in italiano, concludendo con la mia visione riguardo al blog.
Spero possa interessare te, come tutti gli altri frequentanti del corso sia di francese che di editoria multimediale!
"Aujourd'hui il y a le blog. [...]
Tout le monde peut avoir un blog. Tout le monde peut y entrer ; il suffit de cliquer, par exemple, sur www.mauriceducon.com, pour s'offrir les dernières vacances de gens dont vous vous fichez ; ou un programme politique, des frissons interdits, les livres cités dans une émission de télé que vous avez regardée d'une fesse distraite, les états d'âme d'une inconnue. [...]
Le blog résume à merveille l'homme électronique. [...]
Une différence, tout de même : vous pouvez intervenir par écrit et par écran interposé, mais c'est une communication de fantômes ; n'importe qui peut dire n'importe quoi à des individus masqués qu'il ne rencontrera jamais. [...]
Oui ! Que la terre devienne enfin un village. C'est fait. Nous y sommes. Simplement, la télévision va se laisser manger par internet comme elle a mangé le cinéma. [...]Tout le monde épie tout le monde, il faut alors se renfermer ou s'éviter pour avoir la paix. Communiquer, dit-on, revient à s'épancher, se livrer, se confier, gonfler ses plumes et mentir à l'abri. La correspondance, la conversation, la lenteur, la promenade, le silence et la gratuité de nos actes ont quitté l'horizon. Voici le temps des solitudes électroniques. [...]

Oggi abbiamo il blog; tutti possono averne uno ed è semplice entrare in mondi altrui (che ci possono più o meno interessare), condividere idee, curiosità, stati d'animo... Il blog riassume a meraviglia l'uomo elettronico. Ci si mette in contatto però solo per iscritto e tramite schermo; inoltre la comunicazione può essere definita fittizia, in quanto chiunque può dire qualsiasi cosa ad altre persone che non incontrerà mai... Tutto il mondo ormai è paese! La televisione verrà sostituita con internet come aveva già fatto a suo tempo essa con il cinema. Tutti sanno tutto di tutti e bisogna allora trovare un modo per starsene da soli, in pace. Comunicare diventa quindi sfogarsi, liberarsi, esaltarsi e mentire standosene al sicuro. Corrispondenza, conversazione, lentezza, passeggiata, silenzio e la gratuità delle nostre azioni hanno oltrepassato l'orizzonte. è arrivato il tempo della solitudine elettronica.

Concludo: se all'inizio ci si isolava guardando per ore la tv, adesso ci si isola davanti il pc. La principale critica rivolta ad entrambi (tv e pc) è che distruggono le relazioni tra persone e soprattutto danneggiano la comunicazione. Con l'arrivo delle nuove tecnologie però, bisogna riconoscere il passo in avanti nel favorire la comunicazione, tramite blog, sms, email, chat, skype ecc. anche se rimane il problema del contatto reale tra persone. Certamente ogni innovazione ha i suoi pro e contro ma credo che per quanto riguarda i blog, gli aspetti positivi siano maggiori di quelli negativi. Più di tutto non si crea solitudine ma molto spesso una partecipazione attiva ed interessata tra più persone che va oltre il semplice "passatempo"; inoltre ci si confrontra, scambiando idee ed opinioni, ampliando quindi il proprio punto di vista nel rispetto di quello altrui.
Ciò detto, non bisogna certo fare di questo mondo l'interesse principale o un'occupazione, perchè bisogna farsi "distrarre" da più passioni per distinguersi dagli "uomini elettronici che vivono nella solitudine elettronica". Forse è questo il rischio a cui si va incontro se la blogsfera dilaga!



Su questo post

Questa pagina contiene un solo post di elisa pubblicato il 14.04.2007 h. 14:42.

Il libro: dalla carta al byte è il post precedente.

La blogosfera è il post successivo.

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