Costruire un sito web...

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ala_compendium.jpgCostruire un sito web è come costruire una casa: significa insediarsi con una presenza originale in uno spazio virtuale aperto ed essere in grado di interagire con una popolazione composita dal punto di vista etnico, culturale, sociale, linguistico, economico, ecc.

Il paragone è meno forzato di quanto appaia a prima vista e si può ritrovare in diversi spunti recenti: dall'ambiente virtuale di Second life, che riproduce il mondo reale in isole in cui risiedere, alla lettura del mondo dei siti personali in stile "Lonely Planet" di una recente pubblicazione (Sergio Maistrello, La parte abitata della rete, Tecniche Nuove, Milano 2007, euro 14,90). La rete può essere visitata come turista, si può abitarla come utente e si può costruirla direttamente.

In quest'ultimo caso ci si trova di fronte a una vera e propria impresa, che, come per un'abitazione appunto, richiede la collaborazione armonica di un insieme di competenze, sempre più divise tra figure professionali diverse. La conoscenza di questo mondo di "neo-architetti" della rete è stata avviata con un'indagine approfondita da Alist Apart (o più semplicemente ALA), autorevole rivista on-line americana dedicata alla cultura digitale (l'illustrazione qui a fianco di Kevin Cornell è tratta dal nr. 223 del settembre 2006).
Nell'aprile 2007, infatti, ALA si è rivolta ai propri lettori con alcune richieste molto chiare.

Designers, developers, project managers. Writers and editors. Information architects and usability specialists. People who make websites have been at it for more than a dozen years, yet almost nothing is known, statistically, about our profession. Who are we? Where do we live? What are our titles, our skills, our educational backgrounds? Where and with whom do we work? What do we earn? What do we value?
Al questionario in linea, che comprendeva 37 domande suddivise per aree tematiche, hanno risposto quasi 33.000 persone di differenti aree geografiche e professionali: decisamente un campione altamente significativo.
Le risposte sono state elaborate da due consulenti statistici e i primi risultati sono stati pubblicati da poco in un rapporto reso interamente disponibile.

Riportiamo alcuni dati di base: l'età media prevalente di coloro che hanno risposto è compresa tra i 25 e i 32 anni (43,6% del totale), con una netta prevalenza di uomini bianchi attivi negli Stati Uniti e in Europa (rispettivamente l'82,8%, l'84,6%, il 79,3%), con un titolo di studio che va in prevalenza dal diploma di laurea al dottorato (69,9%).

Le attività professionali principali sono due: lo sviluppatore (25,3%) e il web designer (19,9%). Ma vedendo i profili si trovano figure professionali nuove, formatesi negli ultimi anni.
lavoro.jpgOltre al web master dei tempi eroici di Internet e all'art director di ogni azienda editoriale di comunicazione, una quota ristretta del campione si qualifica come "architetto dell'informazione", "esperto di accessibilità" o "redattore/editor".

L'architetto dell'informazione si occupa della strutturazione logica dei contenuti, l'esperto di accessibilità si pone il problema dell'apertura della rete anche ai portatori di un handicap (principalmente visivo), il redattore/editor è la figura che meglio conosciamo: sono pochi in percentuale, ma pur più di trecento persone, di estrazione umanistica, per ognuna di queste tipologie.

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Come è fatta una pagina web è il post precedente.

Introduzione ai media digitali è il post successivo.

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