Introduzione ai media digitali

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menduni.gif"[I media digitali] – scrive Enrico Menduni nella premessa al suo bel manuale – sono in parte fenomeni del tutto nuovi: Internet, il telefono cellelulare, il navigatore satellitare, il lettore mp3 o la PlayStation non esistevano vent'anni fa. In parte invece si tratta di media preesistenti, che sono diventati digitali trasformando i loro linguaggi, le forme espressive, le pratiche sociali di chi li usa: la televisione, la radio e la discografia, il cinema e la fotografia.
Il complesso di queste innovazioni ha modificato notevolmente la società in alcuni aspetti rilevanti:l'accesso all'informazione, la formazione e circolazione delle idee e delle opinioni, l'organizzazione della cultura, l'economia e la pubblicità, l'intrattenimento e lo spettacolo. Esse sono anche portatrici di forme estetiche proprie, che hanno influenza su quelle prevalenti."
Il libro è organizzato in due parti: nella prima, "L'era elettronica", si compie un percorso in quattro tappe dal mondo dei mass-media del XX secolo (giornali, radio e televisione) alle innovazioni nelle telecomunicazioni fisse e mobili, all'introduzione del personal computer, fino alla rete Internet. È una rapida carrellata in cui si ricostruiscono la storia e l'evoluzione di ogni singolo mezzo, utile per comprenderne i fondamenti in termini di caratteristiche e di funzioni d'uso.
Nella seconda parte, "Formati e pratiche sociali dei media digitali", la visuale si allarga all'influenza che i media digitali esercitano nella nostra vita quotidiana: dai videogiochi alla comunicazione mobile, dalla musica e dalla fotografia digitali fino al cinema e alla televisione di nuova generazione.
Enrico Menduni è un esperto di radio, di televisione e di informazione con il dono della chiarezza espositiva: rende perciò semplici e interessanti tematiche che spesso allontanano il lettore non attratto dal mondo della tecnologia. Inoltre ha uno sguardo attento alle pratiche sociali che si instaurano in rapporto all'evoluzione dei media e all'incrocio tra i vari mezzi, come ad esempio tra il cinema e i videogiochi:

Tra il cinema e il videogioco i rapporti si sono fatti più stretti di quanto può apparire dalle trasposizioni filmiche dei giochi, di qualità non eccelsa. Quando la struttura del videogioco è diventata complessa, ha mutuato dal cinema prima di tutte le inquadrature e i movimenti di macchina (panoramiche, dolly) poi i raccordi narrativi necessari alla compattezza della vicenda e al suo presentarsi come una realtà separata e parallela, mentra ha pescato a piene mani dall'immaginario cinematografico, a cui fanno riferimento i suoi erori e le sue eroine con un gioco di continui prestiti e di ripetute citazioni.
A sua volta il cinema si è ripetutamente ispirato al videogioco nell'epoca in cui ha cercato di rompere la struttura narrativa forte e lineare della sua fase matura. Lo ha fatto ispirandosi alle ambientazioni e all'immaginario dei videogame, come in Tron, in Nirvana, in eXistenZ o in Matrix, ma soprattutto nella ricerca di più livelli tra i quali si salta in maniera ipertestuale, senza che a nessuno di essi sia attribuito uno statuto certo e privilegiato di realtà: ancora Matrix, ma anche Sliding Doors e Amnesia.
In definitiva si tratta di una lettura di base consigliata a tutti coloro che vogliono orientarsi nel mondo del digitale e che probabilmente entrerà nella bibliografia suggerita per l'esame.

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