Un grafo globale gigante

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tim-thumb.jpgNo, non è una nuova specie di pesce scoperta in qualche lontano mare orientale o di animale che atterrisce l'immaginario collettivo di un paesino di una sperduta contea americana.
Il grafo globale gigante è l'ultimo contributo di Tim Berners-Lee, il padre della rete contemporanea che ha inventato all'inizio degli anni Novanta il World Wide Web come grande ipertesto aperto e gratuito, facendo uscire Internet dall'uso esclusivamente universitario o dalle liste di discussione (BBS e Usenet).
Berners-Lee, insignito nel 2004 del titolo di "Knight Commander" dell'Ordine dell'Impero Britannico dalla regina Elisabetta II d'Inghilterra e vincitore del primo "Millenium Technology Prize", non aveva condiviso in questi ultimi anni gli entusiasmi per l'affermazione del Web 2.0, sostenendo che tutte le caratteristiche di personalizzazione e di protagonismo degli utenti che vanno sotto questa etichetta fortunata (creata dall'editore americano Tim O'Reilly) fossero già presenti nel disegno originario del WWW e che il problema attuale fosse principalmente quello di sviluppare il Web Semantico, ossia di arricchire, attraverso i metadati, i miliardi di pagine della rete con relazioni di significato dense di valore per ogni utente. Si sarebbe così potuto superare il limite principale della prima generazione del WWW, dipendente dalla semplice descrizione fisica della pagina: il linguaggio HTML, infatti, permette di presentare in una forma grafica contenuti, risorse mediali e link, senza discernere il loro significato.
Che cos'è allora il grafo globale gigante? È un livello astratto di rappresentazione delle relazioni (sociali) che gli utenti stabiliscono attraverso la produzione di documenti di vario tipo sulla rete: che sia l'iscrizione a un ambiente di relazioni sociali (come Facebook o Myspace per i più giovani, come Linkedin per chi lavora - e qui l'elenco potrebbe continuare a lungo), che sia la distribuzione di un video su YouTube, di una presentazione su SlideShare, di una fotografia su Flickr o di un post su un blog (e anche in questo caso l'elenco potrebbe continuare), è possibile tenere traccia e valorizzare le trame di connessioni sociali che Internet ha permesso.
Come scrive Berners-Lee, in quest'ottica avremo tre livelli o layer astratti:

  1. la rete o "the Net" come connessione fisica di computer, che fornisce l'infrastruttura internazionale delle informazioni (International Information Infrastructure),
  2. il Web ( e anche qui una stessa lettera iniziale per tre parole: World Wide Web), come collegamento non più tra device fisici tra documenti redatti da persone,
  3. il grafo globale gigante (Giant Global Graph), con un passaggio ulteriore dal semplice documento fisico al valore che tale documento può avere per un utente ("It's not the documents, it is the things they are about which are important").
Gli esempi di Berners-Lee sono molto chiari:

Biologists are interested in proteins, drugs, genes. Business people are interested in customers, products, sales. We are all interested in friends, family, colleagues, and acquaintances. There is a lot of blogging about the strain, and total frustration that, while you have a set of friends, the Web is providing you with separate documents about your friends. One in facebook, one on linkedin, one in livejournal, one on advogato, and so on. The frustration that, when you join a photo site or a movie site or a travel site, you name it, you have to tell it who your friends are all over again. The separate Web sites, separate documents, are in fact about the same thing -- but the system doesn't know it.
There are cries from the heart (e.g The Open Social Web Bill of Rights) for my friendship, that relationship to another person, to transcend documents and sites. There is a "Social Network Portability" community. Its not the Social Network Sites that are interesting -- it is the Social Network itself. The Social Graph. The way I am connected, not the way my Web pages are connected.
L'ottica cambia radicalmente: quello che conta è il modo in cui io (il singolo, l'impresa, l'istituzione, l'università, ecc.) sono parte di un network sociale e non come funzionano i computer, né come sono collegate le pagine web.
Berners-Lee non si nasconde il rischio di una qualche perdita di controllo: così come a livello della rete fisica ("the Net") i nostri computer sono usati per far passare i pacchetti di innformazione; così come a livello dei documenti ("il Web") paghiamo il prezzo del "furto" di contenuti personali pubblicati, a livello della connessione sociale ("the Graph") si apre la questione della tutela dei dati personali.

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Questa pagina contiene un solo post di lucius pubblicato il 24.11.2007 h. 10:48.

La natura imprevedibile di una pagina web è il post precedente.

Introduzione a Second Life è il post successivo.

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