Wikipedia tra il paradiso e l'inferno

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wikipedia.gifNata nel 2001, Wikipedia è, oggi, la più consultata enciclopedia al mondo oltre che uno dei 10 siti più visitati del Web.

Valorizzata di continuo dai suoi creatori, la pupilla del Web 2.0 suscita non pochi interrogativi riguardo la sua attendibilità.

Una storia che si ripropone ciclicamente, ma fattasi più pressante proprio perché questa volta è il sapere stesso ad esserne oggetto, non certo una chat o un sito personale.

La diatriba è aperta: i giornali del mondo intero se ne fanno il mezzo di diffusione privilegiato.

Tra questi, «Nature», autorevole rivista di scienza e medicina, si è occupata dell’argomento, confrontando Wikipedia con la prestigiosa Enciclopedia Britannica.

In barba a utenti scettici e stimati intellettuali che, come Tullio Gregory, continuano a difendere la carta solo perché certificata da studiosi ed editori, il risultato è tutt’altro che scontato: su 42 voci analizzate per ciascuna enciclopedia, infatti, la media di errori è stata di quattro per Wikipedia e tre per la Britannica.

Oltretutto, secondo quanto affermato da Paolo Ferri, docente di Teoria e tecniche dei nuovi media presso l’Università degli Studi Milano-Bicocca, su «Nova24Ore», la redazione dell’enciclopedia on-line è semplice ed economica e la sua affidabilità è garantita dalla continua correzione e revisione da parte di tutti i partecipanti. Frieda Brioschi, ex-presidente di Wikipedia Italia, in accordo con tale teoria, dichiara al quotidiano «L’Unità»: “Noi non abbiamo una redazione che fissi un progetto editoriale né qualcuno di pagato che sia una redazione, diciamo così, scientifica e quindi controlli quello che è stato inserito ecc. ecc. Quindi sono gli stessi utenti che se ne occupano”.

In effetti, tale tesi può essere ritenuta credibile, ancor più dopo la notizia dello sviluppo di nuovi strumenti di controllo: il WikiScanner e il Trust.

Il primo è in grado di risalire al computer dal quale vengono effettuate le modifiche ad una voce, anche nel caso in cui l’indirizzo IP sia stato mascherato, il secondo misura l’affidabilità di ogni singolo contributore, analizzando la storia delle modifiche e delle cancellazioni alle quali i suoi interventi sono stati sottoposti e, su questa base, calcolando una “reputazione” che aumenta con l’aumentare del tempo di permanenza di tali interventi. A partire da questa reputazione, ogni porzione di testo redatta assumerà un colore arancione sempre più intenso col diminuire dell’affidabilità del suo autore.

Il gran numero di Wikipediani, dunque, garantisce voci affidabili oltre che sempre aggiornate. Più questo numero sale, più le definizioni saranno attendibili: questa l’opinione di Gino Roncaglia, ricercatore in filosofia presso l'Università della Tuscia.

In effetti, la versione in inglese di Wikipedia è la più prolifica, sia in quanto a numero di voci, sia in fatto di affidabilità delle stesse, allo stesso tempo, essa è anche quella che consta del maggior numero di contributori al mondo.

L’importanza del lavoro degli utenti e il motivo della diffusione così capillare di Wikipedia sta nel fatto che essa tratta anche argomenti a cui altre enciclopedie dedicano poco spazio. Vi si trovano recensioni di film e libri, biografie di uomini poco noti e ogni sorta di informazione. Inoltre, qualsiasi cosa può essere aggiunta da qualsiasi utente, con l’unica regola di rilasciare quanto si scrive sotto licenza copyleft, in modo che chiunque possa modificare e riutilizzare tali testi.

Gli utenti sono affascinati da tanta libertà, dalla ricchezza dei contenuti e dalla possibilità di partecipare ad un progetto così grande.

Chiunque navighi nella rete, prima o poi, utilizzerà questa risorsa, ed è per questo che Roberto Casati, Direttore di Ricerca al CNRS (Centre National de la Recherche Scientifique), in un articolo apparso sul Domenicale del «Sole24Ore» il 18 febbraio 2007, ammonisce ricercatori e intellettuali in generale affermando che “la battaglia da combattere non è invitare a non consultare Wikipedia [...], quanto cercare di migliorare la qualità di quello che vi si trova, dato che è lì e non altrove che è probabile che i vostri amici, figli, colleghi e studenti finiranno per guardare”.

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Questa pagina contiene un solo post di paola pubblicato il 22.01.2008 h. 12:03.

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