Guardare le parole

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mestiere_scrivere.gifSe un approccio avvertito alla multimedialità ci spinge a parlare le immagini, è possibile anche rovesciare la prospettiva e mettersi a "guardare le parole": è quanto ci propone con la consueta leggera profondità Luisa Carrada nella trasposizione in volume di alcuni temi centrali del suo blog Il mestiere di scrivere.

Da anni impegnata come writer professionale per il mondo delle imprese, l'autrice ha costruito nel suo blog un archivio denso di note e divagazioni personali, riferimenti e link, traduzioni e contributi di specialisti, che ha costituito il punto di riferimento obbligato per chi si occupa di scrittura sulla rete.

Nel blog si oltrepassa la fissità della pagina e dell'ordine analitico per instaurare una relazione viva con il lettore e con l'utente. Nel volume a stampa gli obiettivi devono essere espliciti e vanno indicati con chiarezza all'inizio:
"rivisitare la scrittura professionale oggi, dopo le piccole e grandi rivoluzioni che Internet ha portato nella quotidianità del nostro lavoro; superare la dicotomia tra carta e web per mostrare invece come questi due media non facciano altro che influenzarsi a vicenda; raccontare i nuovi strumenti di comunicazione così come la metamorfosi e la rinascita di quelli tradizionali; far uscire la scrittura professionale dalla gabbia delle regole e aprirla verso la libertà e la molteplicità delle scelte; dare consigli utili e indicazioni concrete per scrivere e comunicare meglio" (p. 2).
"Guardare le parole" deriva da quella attività di scan del testo web, individuata dalle ricerche empiriche del Poynter Institute, per cui si esplora la pagina di un sito alla ricerca di segnali iconici (grafici e, soprattutto, testuali) che indirizzino la successiva lettura degli argomenti riconosciuti di interesse.

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La spiegazione dei movimenti oculari tracciati durante gli esperimenti del Poynter Institute
(puoi ingrandire l'immagine cliccandovi sopra)

E dopo lo scan, le parole assurgono a protagoniste e possono raccontare, far vedere e far sentire un oggetto, un dialogo, un paesaggio, come nella migliore tradizione letteraria. Quasi tutti i sensi sono messi in gioco: non solo la vista, ma anche l'udito per il ritmo e la musicalità dell'esposizione, il tatto per la ruvidezza o la delicatezza  del lessico, il gusto per l'attrazione o la repulsione che ci provoca la lettura. Entrano in gioco quelle che con termine tecnico sono chiamate sinestesie, le contaminazioni o i corti circuiti con cui i contenuti e i messaggi arrivano al nostro cervello attraverso gli organi di senso.

E le parole poi si accorciano nei formati specifici dei titoli allusivi, dei riassunti introduttivi (abstract), delle sintesi (executive summary), dei tag con cui si etichettano anche contenuti complessi. O si allungano in documenti diversi come i paper, gli studi di caso, le ricerche, le tesine, ecc. Il parametro quantitativo non stabilisce la regola di riferimento, ma si piega alle esigenze della comunicazione, che varia nei contesti specifici della vita quotidiana o professionale.

E dietro alle parole ci sono non emittenti o destinatari, ma persone in carne ed ossa che interagiscono: la comunicazione a tutti i livelli si trasforma in "conversazione", con il revival di un termine desueto della società borghese ottocentesca, che si è rimediato come terreno di scambio tra imprese e consumatori, tra singoli blog, tra blog e giornali, tra utenti e lettori.

Per ogni formato di scrittura e per ogni modalità di conversazione, la toolbox del "Mestiere di scrivere" ha il suo set di attrezzi, che smontano e rimontano le tecniche della redazione e dell'editing sulla carta e sul web. E insieme agli attrezzi sono proposti poi appprofondimenti e suggerimenti di altri autori italiani e stranieri che completano il quadro di riferimento per la formazione dell'aspirante scrittore.

Insieme all'ecologia della comunicazione, proposta dall'indimenticato Franco Carlini nel suo Parole di carta e di web (Einaudi, Torino 2004), il libro e il blog di Luisa Carrada ci aiutano nella difficile impresa di costruire contenuti a valore aggiunto, che non rimangano, almeno negli aspetti formali, a un livello amatoriale o dilettantesco.

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Questa pagina contiene un solo post di lucius pubblicato il 09.03.2008 h. 23:53.

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