Archivi di Aprile 2008

Illegittimo il bollino Siae

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Da Cesena è partita una vera e propria crociata contro la SIAE che, dopo essere approdata a Lussemburgo, è terminata nei giorni scorsi a Roma.
Infatti, la Corte di Cassazione ha posto la nota sentenza "Schwibbert" (emessa dalla Corte di Giustizia delle Comunità Europee in data 8 novembre 2007) a fondamento del principio in base al quale sono inapplicabili le norme penali che prevedono l'obbligatorietà del "bollino" SIAE.
Ben tre sono le sentenze depositate lo scorso 2 aprile, con cui la Cassazione ha affermato questo principio che, teorizzato tre anni fa dall'avvocato Sirotti Gaudenzi (difensore dell'impresa di Cesenate KJWS), diviene -di fatto- inopponibile.
La Corte di Cassazione ha valutato per la prima volta gli effetti, sui reati previsti dagli articoli 171 bis e ter della legge n. 633 del 1941, della sentenza della Corte di Giustizia del 8/11/2007 ("caso Schwibbert"), secondo cui le disposizioni nazionali che hanno stabilito, successivamente all'entrata in vigore della direttiva comunitaria n. 189 del 1983, l'obbligo di apporre sui supporti il contrassegno Siae, costituiscono una regola tecnica che, ove non notificata alla Commissione, è inopponibile al privato.
In estrema sintesi, la Corte, sulla base dell'interpretazione fornita dai Giudici del Lussemburgo, ha rilevato la nullità del sistema sanzionatorio previsto dalla legge sul diritto d'autore in merito all'assenza di contrassegni SIAE.
Si ricorda che nel dicembre del 2004, su istanza dell'avvocato cesenate Andrea Sirotti Gaudenzi, difensore del signor Karl Josef Wilhem Schwibbert, legale rappresentante della società KJWS, imputato in un processo penale per aver commercializzato in Italia CD-ROM privi di contrassegni SIAE, il Tribunale di Cesena aveva emesso un'ordinanza con cui venivano formulate alcune domande ai Giudici del Lussemburgo per verificare se il "bollino" previsto dalla legge italiana su CD e altri supporti fosse in linea con le norme comunitarie in tema di concorrenza e regole tecniche.
In particolare, nell'occasione, l'avvocato Sirotti Gaudenzi aveva rilevato che tutte le norme nazionali in tema di contrassegni SIAE avessero introdotto vere e proprie "regole tecniche" nell'ordinamento italiano, in contrasto con quanto previsto da una direttiva comunitaria (la direttiva del Consiglio 83/189/CEE del 28 marzo 1983), che prevede che ogni Stato membro che intenda adottare una normativa tecnica debba procedere alla notificazione del progetto legislativo alla Commissione delle Comunità europee.
E l'avvocato Sirotti Gaudenzi scoprì che l'Italia non aveva mai adempiuto l'obbligo di notifica. A questo punto, il problema era quello di verificare se il bollino SIAE potesse essere equiparato ad una "regola tecnica".
La Corte del Lussemburgo ha condiviso in pieno le tesi dell'avvocato del signor Schwibbert, dichiarando che le norme tecniche in tema di bollini SIAE non possano essere "opposte" ai privati.
E ora, dopo una lunga battaglia, i principi dichiarati illegittimi dai Giudici comunitari vengono ritenuti inapplicabili anche dalla Suprema Corte di Cassazione.

Fonte: www.zeusnews.it

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Se la Britannica si apre al mondo del web publishing con widget gratuiti, un grande editore tradizionale ha annunciato che pubblicherà a settembre un volume di 1.000 pagine con le 50.000 voci più consultate dell'edizione tedesca di Wikipedia. Si tratta di Random House, un prestigioso marchio americano, che ora fa parte del gruppo tedesco Bertelsmann.

Contrariamente a quanto avviene in un'enciclopedia tradizionale, in cui il comitato editoriale degli esperti definisce l'impostazione dell'opera scegliendo le sezioni tematiche e costruendo il cosiddetto lemmario, in questo caso la selezione delle voci è affidata a quelle che sono state le scelte dei circa 15 milioni di utenti tedeschi, che ogni mese consultano Wikipedia.

Ritorna in questo caso l'idea che si possa rappresentare lo "spirito del tempo" (Zeitgeist di hegeliana memoria), come avviene con la classifica delle 10 parole più consultate ogni mese su Google. Così tra le voci dell'edizione su carta vi saranno entrate per Carla Bruni, la playstation 3, il dottor House o gli stadi di calcio, insieme ovviamente a testi più tradizionali di geografia (gli stati) o di politica (gli uomini di Stato).

Consultare la Britannica

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Pronti per i licei i tecnologici ebook

stor_2096779_08340.jpg I pesanti manuali scolastici potrebbero presto finire in soffitta e diventare un lontano ricordo. Sono pronti per le scuole superiori cinque libri elettronici da leggere e studiare, ma rigorosamente al computer. Già da settembre la rivoluzione tecnologica potrebbe diventare realtà, dalla sua ha anche il costo contenuto rispetto al suo omologo cartaceo: l'ebook è in vendita a soli 9,90 euro, un bel risparmio per le famiglie.

In tutta Italia sono 400 i professori che hanno fatto richiesta di un ebook sul sito della casa editrice Garamond e si sono detti pronti ad adottarlo a partire dal nuovo anno scolastico. Sono cinque i manuali già a disposizioni per le superiori: grammatica italiana e latino nel biennio e inglese, informatica e matematica nel triennio. Il testo elettronico si presenta come un file pdf che si acquista su internet a soli 9,90 euro e si salva sul pc o su una chiavetta usb. Si tratta di una vera rivoluzione, soprattutto dal punto di vista economico: il risparmio è notevole se si pensa che i testi scolastici costano la media di 25 euro l'uno. Oltre al prezzo iniziale contenuto, l'ebook ha anche il vantaggio di poter essere aggiornato collegandosi al sito della casa editrice produttrice.

Gli esperti però sono dubbiosi e iniziano a chiedersi se è giusto togliere anche i libri a una generazione che già in molte attività è dipendente dalla tecnologia. Il testo elettronico influenzerà certamente le abitudini degli studenti: a differenza del vecchio manuale cartaceo non può essere consultato sull'autobus andando a scuola prima di un'interrogazione o di un compito in classe e richiede che ogni utente abbia a disposizione un computer sia a casa sia a scuola con un esborso significativo per i nuclei familiari che dovrebbero acquistarlo. Inoltre, per molti insegnanti l'impossibilità di sottolineare i paragrafi limiterebbe la capacità di apprendimento e memorizzazione. Non resta che attendere l'inizio del nuovo anno scolastico per vedere quanti professori si faranno pionieri di questa rivoluzione tecnologica che sembra destinata a "cancellare" la carta dalle aule.

(Fonte: tgcom.it)

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