Archivi di Maggio 2008

I Forum, in gergo bulletin board, sono spazi virtuali presenti nel Web fin quasi dagli albori di Internet nati con lo scopo di creare comunità di utenti raggruppate intorno ad un medesimo argomento o interesse. Lo straordinario successo dei forum è dovuto a molteplici motivi: innanzitutto, il forum è uno strumento di facilissimo utilizzo anche per l'utente meno esperto in ambito informatico, grazie alla sua immediatezza e praticità, che consente di familiarizzare in breve tempo con i comandi necessari per inserire topic o rispondere agli argomenti. Inoltre, proprio grazie alla disponibilità di form come quelli messi a disposizione da phpBB (di gran lunga il modello di forum più utilizzato attualmente, e anche per questo il più soggetto ad attacchi di pirateria e manomissioni varie), il forum si caratterizza per essere fondamentalmente una piazza virtuale dove scelto un argomento se ne può parlare più o meno liberamente, qualunque sia la propria provenienza della persona partecipante (potenzialmente tutto il mondo), caricandosi così di una forte attrattiva sociale.

I primi forum si sono sviluppati intorno alle tematiche più svariate, solitamente legate comunque ad argomenti riguardanti lo svago e il tempo libero (musica, hobbies, etc), mentre solo più recentemente, negli ultimi 5/10 anni le potenzialità dei forum come mezzi di aggregazione e scambio di opinione sono state accolte anche da vari soggetti per fini di carattere lavorativo, sondaggistico, politico, etc, come per esempio forum collegati ai siti web di quotidiani (la Repubblica ad esempio), o a siti di opinione politica.

Un'ulteriore evoluzione, che interessa particolarmente gli studenti universitari, è stata l'esplosione negli ultimissimi anni di forum legati al mondo accademico, utilizzati dagli studenti per i più svariati motivi, dalla condivisone di informazioni e appunti, allo scambio di opinioni circa gli studi e le proprie esperienze universitarie, al semplice punto di aggregazione tra studenti. Specialmente questo ultimo punto si è dimostrato particolarmente efficace, potenziando una tendenza insita nella comunità studentesca all'aggregazione ma che nelle ultime decadi aveva perso gran parte della sua consistenza. I forum universitari hanno avuto in questo il piccolo merito di riuscire a ristabilire un dialogo tra studenti che ha portato spesso alla ripresa di movimenti di rivendicazione studentesca, grazie alla facile comunicazione non solo nell'ambito del proprio corso di laurea o università ma anche tra facoltà diverse e spesso tra atenei diversi.

Ma come si sviluppa un forum universitario? Innanzitutto bisogna distinguere tra due tipologie molto diverse fra loro: i forum "ufficiali" e i forum "indipendenti". Generalmente quelli che hanno più fortuna tra gli studenti sono questi ultimi, essendo sì vincolati al tema universitaria ma comunque, per l'appunto, indipendenti dall'istituzione accademica e dal possibile "controllo" di essa sulle discussioni del sito. I forum ufficiali sono legati per lo più ai siti ufficiali delle università, si strutturano quindi non come veri e propri portali indipendenti ma come sezioni di siti più vasti, e l'altra critica che gli si può muovere, oltre ad una certa mancanza di elasticità riguardo i contenuti, è la totale assenza di controllo e di gestione, tanto che spesso questi forum sono semplicemente accesi e poi lasciati a se stessi. Il forum indipendente può invece contare su un fattore importante come quello dell'impegno volontario di coloro che lo gestiscono e mantengono: essendo generalmente studenti e quindi essendo sul piano emotivo e comunicativo sullo stesso piano degli altri colleghi universitari vi è senza dubbio una spinta propulsiva importante riguardante la collaborazione, la pubblicazione di informazioni e servizi utili, lo scambio do ut des in un'ottica di cooperazione portata avanti con impegno e idealismo.
Vi siete persi nel marasma delle case editrici italiane? Siete finalmente giunti a scrivere l'ultima riga del vostro manoscritto, ma non trovate nessun editore che ve lo pubblichi "a sue spese"? Non scoraggiatevi, vi occorrono solo due cose: credere in voi stessi e il self-publishing. Già, perché, se da un lato c'è chi da tempo ha profetizzato la morte del libro con l'avvento del World Wide Web, dall'altro, questo mondo, che non finisce mai di stupirci, dà la possibilità a chiunque di pubblicare e vendere online un libro vero e proprio.

Nel web il must del self-publishing è lulu.com. C'è chi l'ha definito una manna dal cielo, chi una svolta epocale, stando ai fatti sta diventando il fenomeno digitale di riferimento: oltre 300 mila titoli pubblicati finora, e una media di 4 mila nuovi titoli a settimana creati da persone provenienti da ben 80 paesi del mondo. Ancora maggiore fortuna, il suo fondatore, Bob Yung, sembra averla trovata nel nostro Paese: lulu.com è approdato in Italia nell'ottobre del 2006 e ha già prodotto 7.200 libri. Italiani, popolo di sognatori? Yung dà una spiegazione molto più pragmatica: « Gli italiani, a differenza del nord Europa o degli Stati Uniti non si vergognano di esprimere le proprie vocazioni artistiche o più semplicemente i propri pensieri». Al di là del motivo, sta di fatto che il mercato italiano si è posizionato al primo posto per produzione e vendita di libri pro capite. Di certo, un incentivo non da poco è stato dato dalla fruibilità della piattaforma di lulu, accessibile anche ai meno esperti del web. Sul sito si possono caricare con semplicità documenti, file audio e video in molteplici formati comuni, per trasformarli in libri stampati, brochure, CD e DVD professionali. Grazie al modello on-demand (stampa solo su richiesta) non occorre affrontare nessun investimento per la produzione di libri o DVD, come avviene invece nel mondo editoriale cartaceo. Con la nuova versione, lulu 2.0, poi, oltre al servizio di publishing , vengono forniti servizi di supporto e opportunità di social networking. «Il nostro nuovo sito ha spostato Lulu dalla posizione di fornitore di servizi, come libri o CD, a fornitore di soluzioni, come libri di poesie, manuali tecnici e guide per i viaggi, per i nostri utenti» ha dichiarato Yung.

Ma vediamo come funziona. Il processo di pubblicazione è affidato ad un wizard, grazie al quale ogni passaggio risulta particolarmente agevole: occorre semplicemente compilare alcuni form per personalizzare il libro, CD o prodotto digitale, inserire il titolo e decidere se renderlo una bozza privata oppure farlo diventare subito pubblico nel negozio virtuale. Il wizard chiederà poi di caricare il o i file da pubblicare: si possono inserire un Word .doc, .pdf o un video, a seconda della natura dei contenuti, ed in questo momento saranno dati consigli sulla formattazione ideale per fare in modo che siano valorizzati al massimo. Nel caso di libri è possibile scegliere diversi formati, tipi di carta, rilegatura e colore in modo tale da avere subito un'idea di quale sia il mix che valorizzi al meglio il proprio lavoro, col corrispettivo costo di pubblicazione. Libri e DVD non sono particolarmente economici, ma i benefici inizieranno a sentirsi incrementando la quantità prodotta: come nel migliore marketing che si rispetti il prezzo decresce al crescere della quantità prodotta. Con la versione 2.0 arriva anche lulu studio: un'applicazione che consente di selezionare vari temi, dando così la possibilità al neo-editore di imprimere uno stile personale al proprio lavoro. Al momento non c'è moltissima scelta ma Yung ha pensato anche a questo: è possibile, infatti, acquistare foto direttamente nell'interfaccia alla modica cifra di 1 dollaro per le immagini di copertina e 30 centesimi per le immagini all'interno di un book fotografico. Infine lulu.com fornisce un negozio virtuale personale e personalizzabile, fornito di una sezione dedicata al marketing, per sostenere l'editore nelle attività promozionali; non poteva poi mancare un widget personalizzabile da inserire nel proprio blog o sito. Insomma, giovani e non, talentuosi italiani il mondo dell'editoria è vostro!

Progettare un sito web

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L'accessibilità e l'usabilità sono due delle principali caratteristiche di un sito web. L'utente deve poter accedere subito e con facilità a tutte le informazioni che sono nel sito e trovare così quello di cui ha bisogno.

Prima della realizzazione pratica di un sito web, della fase informatica e grafica, è necessaria un'analisi preliminare per individuare e organizzare i contenuti da inserire nel sito.

Una delle figure professionali che si occupa di strutturare nel miglior modo possibile le informazioni è l'architetto delle informazioni. L'architetto delle informazioni deve cercare di prevedere e studiare gli obiettivi (le attività e le funzioni che l'utente deve poter svolgere), il target a cui principalmente ci si rivolge e il contesto, mediante l'analisi e il confronto tra siti affini a quello che si intende realizzare.

Il passo successivo è quello di fare una lista dei contenuti (mappa del sito); solo allora si procede con l'articolazione della struttura. L'organizzazione del contenuto determina il modo con cui si recuperano le informazioni. Rendere visibili e più direttamente accessibili categorie di informazioni crea un punto di vista.

La struttura fornisce orientamento all'utente e partecipa alla determinazione del senso. È un contesto che attribuisce senso ai suoi contenuti, i quali devono essere denominati mediante etichette chiare e specifiche.

Prendiamo a titolo di esempio il sito di una facoltà universitaria. Proviamo a pensare di essere un architetto delle informazioni e progettare un sito che sia altamente informativo, di facile accessibilità e usabilità per gli studenti ma che, allo stesso tempo, sia al passo con i tempi. Ciò significa che lo studente deve poter usufruire di servizi on-line, avere una propria pagina personale, con tutto il suo percorso universitario, un forum, attraverso il quale interagire con gli altri studenti, e deve poter trovare subito ciò che sta cercando anche mediante un motore di ricerca interno.

Dopo aver fissato gli obiettivi e analizzato il target e il contesto, si è giunti ad una possibile mappa  del sito di una facoltà universitaria nei suoi canali principali e sotto-canali.

mappasito1.jpg
clicca per ingrandire

Mappa che sarà poi ulteriormente sviluppata e integrata dai livelli successivi, in modo da avere la lista completa dei contenuti che saranno nel sito.

A questo punto, si procederà con la progettazione della struttura e design del sito. E, infine, alla sua realizzazione pratica.
Sindromedistendhal.jpgIl progetto di realizzare la rivista on-line Sindromedistendhal.com  è nato circa un anno e mezzo fa, per trasformare un piccolo sito di recensioni di mostre d'arte, in uno spazio che potesse accogliere contributi di più autori e su tematiche più ampie. Con un piccolo gruppo di amici abbiamo pensato di strutturare il sito in una serie di canali che riflettessero i nostri campi di interesse e studio, dal cinema al teatro, dalla musica all'arte, cercando però di non limitaci all'approfondimento culturale, ma mantenendo un legame con l'attualità. Abbiamo così creato a una sezione dedicata ai mass media e al sistema televisivo e soprattutto la sezione Sindrome di Alzheimer nella quale, giocando con il nome del sito stesso, ci occupiamo della perdita della memoria storica collettiva.

Sindromedistendhal.com è nato per rivolgersi ad un'utenza molto vasta, pensato come strumento di approfondimento e ricerca per studenti, ma anche come utile risorsa di informazioni per turisti e visitatori di mostre d'arte. E nel corso di questi mesi abbiamo visto che i nostri utenti sono molto spesso studenti di scuole superiori o universitari alla ricerca di materiale per tesi e ricerche, che spesso ci hanno contattato per chiedere riferimenti bibliografici, approfondimenti, consigli, anche grazie alla linea diretta che cerchiamo di tenere con i nostri utenti attraverso la possibilità di contattarci direttamente tramite skype.

Dopo molte riformulazioni di grafica e struttura, il sito attuale ci sembra offrire un web design il più possibile ordinato e agevole per l'utente, anche se a scapito dell'agevolezza nella gestione e nella ricchezza ed elaborazione grafica.
Si è cercato di offrire la gran parte degli articoli con una logica multimediale, coniugando una ricca galleria (il sito contiene circa 2000 immagini) e video provenienti da youtube (circa 500) con le informazioni contenute negli articoli stessi, circa il 30% delle visite totali del sito proviene proprio dalla ricerca di immagini nei motori di ricerca. Si associa a Sindromedistendhal.com l'omonimo profilo sul sito di photosharing flickr.com dove si può trovare una vasta raccolta di immagini di musei e luoghi di interesse culturale.

La scelta di tematiche che trovano scarso spazio sui media tradizionali e sui maggiori siti internet, fa si che la maggior parte dei nostri lettori giungano sul sito proprio alla ricerca di queste informazioni che ci permettono una buona indicizzazione sui principali motori di ricerca (grazie a un buon rapporto tra concorrenza/volume di ricerca delle chiavi di ricerca). Negli ultimi mesi abbiamo prestato una sempre maggior attenzione alle tecniche SEO per un miglior posizionamento nei motori di ricerca (cura di keywords, meta tags, sintassi dell'URL, correttezza html,  ecc.) arrivando a superare i 6mila utenti unici al mese e con un trend in continua crescita. Cerchiamo di fidelizzare l'utente attraverso la newsletter mensile (che inviamo tramite il servizio gratuito di domeus.it), e la recente creazione dei feeds rss.

Nei mesi sono cresciuti anche i collaboratori. La redazione è composta da una squadra eterogenea di circa quindici persone, diverse per età e provenienza geografica (Trentino, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania, Puglia). Spesso i nostri collaboratori erano lettori che trovando il nostro progetto interessante, hanno chiesto di poter unirsi alla squadra iniziale. Il risultato è una redazione che comunica, esiste  e si conosce soprattutto nello spazio virtuale e si tiene in contratto tramite chat e email.

Tutti i contenuti (testi ed immagini) sono pubblicati secondo la licenza Creative Commons che permette a chiunque di ripresentarli su altri siti web o in qualsiasi altro formato, a patto di linkare autore e indirizzo originario. Allo stesso modo spesso ospitiamo contenuti provenienti da altri siti web.

Wiki-Larousse

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Dopo i widget della Britannica offerti gratuitamente ai webmaster, e dopo l'edizione cartacea di Wikipedia in Germania, il segmento editoriale delle enciclopedie registra un nuovo sommovimento: le edizioni Larousse - una casa editrice francese fondata nel 1852, famosa per i dizionari e le enciclopedie tradotte anche in italiano in partnership con la Rizzoli - offre a utenti e lettori la possibilità di contribuire alle 150.000 voci d'autore e alle oltre 10.000 immagini presenti nel suo sito.

larousse.jpgLa pagina di accesso all'enciclopedia è divisa in due sezioni: sul lato sinistro, in arancione, la presentazione delle voci degli autori "ufficiali", sul lato destro, in viola, i contributi degli utenti, che devono registrarsi e farsi riconoscere per inserire i testi. In alto, sempre in viola, i bottoni per registrarsi, inserire un articolo o un'immagine

Il successo è stato immediato e il sito è stato preso letteralmente d'assalto fino a dover sospendere il servizio.

Secondo Line Karoubi, direttrice del dipartimento "Dizionari ed enciclopedie" della Larousse, intervistata da «Le Monde» gli utenti Internet "sono ormai abituati a un tale modello e sanno distinguere un articolo accurato di reference dall'espressione di un punto di vista soggettivo"..

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