Un nuovo modo di pubblicare: i blook

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La diffusione di internet è la nuova sfida per il mercato dell'editoria. È un mercato florido in continua espansione e soprattutto potenzialmente illimitato e senza alcun confine. Ma la cosa più importante è il rapporto di potere che ha il lettore.

Per la pubblicazione tradizionale di un libro, la lettura di un testo viene fatta da persone pagate che decidono se il testo o meno è valido per le stampe. Spesso non vengono letti tutti i manoscritti ma solo alcune pagine e si è anche sommersi da manoscritti che talora non valgono nulla, e questo dà vita a bocciature ingiuste.  A questo punto all'autore si pongono due vie possibili: o la rinuncia alla scrittura oppure internet, pubblicando il proprio testo su un blog o su un sito.

Pubblicando il proprio materiale su internet si dà così vita a un blook (neologismo nato dalla fusione di blog e book). Questo tipo di pubblicazione è interessante per il tipo di interazione che dà e per la collaborazione del lettore con lo scrittore. Chiunque dopo aver letto il capitolo può mandare la propria opinione allo scrittore esprimendo in diretta (e spesso con discussioni con altri utenti) quel che ne pensa. In questa maniera sia per una eventuale pubblicazione che per altri capitoli lo scrittore si regola sui gusti del pubblico facendo delle correzioni, per rendere ancora più leggibile e piacevole la propria opera. Insomma lo scrittore è "schiavo" del lettore e non il contrario.

King.jpgQuesto tipo di pubblicazione è molto simile concettualmente al concetto di stampa on demand, perché quello che viene scritto è letto al minuto dalle persone interessate su internet. E spesso i blook sono strettamente collegati alle case editrici (ora si può parlare di case editrici che sfruttano il blook per aumentare il giro d'affari e farsi pubblicità) e i testi  ritenuti più interessanti o vincitori di un premio (come il premio Lulu)  vengono poi stampati consentendo alle case editrici un sicuro successo (la versione definitiva è differente da quella del blook dato che è considerabile una bozza).

Anche grandi star della scrittura, come ad es. Stephen King con Riding the bullet nel 2000, hanno pubblicato un romanzo su internet: King, da un punto di vista di marketing, commise un errore, permettendo che il libro potesse circolare gratis su internet e chi lo voleva lo poteva acquistare per 1 dollaro o giù di lì ed è stato un flop finanziario dato che si poteva immaginare che tutti lo avrebbero letto gratis.
Per gli editori il mondo dei blooker è una grande possibilità e un pozzo da cui prendere a piene mani e che costa pochissimo. Infatti sono i blooker a creare il proprio successo, non i manager delle case editoriali abbassando i costi di immagine e di pubblicità. Una occasione molto importante sopratutto per i piccoli editori che hanno bisogno di produrre dei titoli interessanti e di facile consumo. Titoli che spesso possono essere stati scartati dalle diverse case editrici o che possono vendere meno a causa della poca fama dell'autore. Un esempio di tutto ciò può venire dal caso dello scrittore David Wellington.

Wellington negli Stati Uniti ha raggiunto una certa notorietà con i suoi blooker dell'orrore e sopratutto è stato uno dei primi in assoluto a credere nella possibilità della rete invece di recepire la rete come insidia alla lettura. A causa della mentalità dei diritti d'autore molto chiusa pochi autori per paura di perdere il pane e di fare fiasco (economicamente) come King, la rete con la sua gestione e la sua concezione delle cose "open source" mette in crisi la convenzionale credenza della proprietà. Nel 2004 ha scritto Monster Island (pubblicato negli Usa da Brokentype e in Italia da Mondadori con il titolo dai Zombie Island) che si è rivelato all'interno della sua categoria un successo insperato. Ha ricevuto molte positive recensioni ed è stato paragonato a Romero (Wellington e Romero vengono tutti e due da Pitthsburg) e non ha problemi a scrivere i libri su blog e poi metterli in stampa e farli leggere. La sua particolarità è che tiene sempre un contatto diretto con il lettore e l'editore riuscendo a scrivere opere che sono "complete" da un punto i vista dell'intrattenimento.

Purtroppo molti scrittori non hanno fiducia nel web per il fatto che un testo scritto è molto facile da maneggiare quindi alterare e riscrivere. Un file PDF può essere copiato e modificato su word (o con qualsiasi altro word processor) e rimesso in PDF facendolo girare come se fosse l'originale. Quindi questo renderebbe impossibile notare la differenza per chi non si intenda di computer (in teoria basterebbe vedere la data di origine del PDF per capire qual è quello antecedente e quindi originale), al contrario dei file musicali e video (impossibili da modificare al volo).

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Questa pagina contiene un solo post di Sergiusz pubblicato il 11.07.2008 h. 09:35.

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