Archivi di Aprile 2009

Rai.it: un pastiche con tutte le buone intenzioni

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È dai primi di febbraio che la Rai ha reso operativo il nuovo sito internet dell'azienda. Al primo sguardo colpisce sicuramente l'apparente semplicità della struttura. Un design piuttosto pulito che articola in diversi box i vari servizi offerti dalle reti radio e televisive. La barra superiore rimane identica qualsiasi ambito del sito si voglia visitare (escluso quello Junior) in modo da permettere di tornare con facilità al punto di inizio. Segue un'altra barra con il logo della RAI, un bottone che permette di organizzare i contenuti della homepage del sito, di modo che ogni utente possa personalizzare l'aspetto della propria pagina, una casella di ricerca e l'indicazione di data e ora; sotto, una terza barra con le notizie del televideo.
Immagine%201.png A queste tre barre che costituiscono il header, seguono delle caselle con i contenuti più svariati; oltre a quelle standard, la funzione di personalizzazione del sito permette di visualizzare in tutto sedici caselle: da quella dello Sport, alle Fiction, fino a pagine più misteriose - come ad esempio 1 su mille. È in più possibile scegliere il colore da applicare allo sfondo della pagina personale.
Immagine%202.png Nella parte inferiore della pagina troviamo un ulteriore riquardo contenente i link a tutte le pagine internet del sito RAI - 728 in tutto - elencate per piattaforma di trasmissione (radio, tv, satellite, telefonia mobile, ecc.) ma anche per genere (notizie, sport, fiction, cinema, ecc.).

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Editoria on demand

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Stampare un libro in una sola copia non è più impossibile, personalizzare ogni libro non è un'utopia. Le barriere di costo sono superate e abbattute dalla tecnologia digitale, che consente di realizzare un'editoria molto più libera. Il sistema dell'editoria italiana è caratterizzato dalla pubblicazione di un elevato numero di titoli per un numero invece relativamente ridotto di copie tirate. Nel caso un editore scelga di effettuare tirature elevate di un certo titolo rischia di andare incontro a giacenze di magazzino molto onerose, che finiscono per incidere pesantemente sui suoi margini. D'altra parte, uscire con un numero di copie inferiore alle richieste, che tra l'altro sono difficilmente prevedibili e quantificabili, significa perdere profitti importanti. Il marketing dell'editoria incontra per questi motivi particolari difficoltà: l'editoria libraria tradizionale è stata finora costretta a produrre edizioni o tirature sulla base della semplice previsione di domanda. Queste incertezze si scontravano inoltre con il vincolo delle tecnologie tradizionali di stampa, che presentano costi fissi elevati, e che risultano vantaggiose solo oltre determinate soglie di tiratura.

La stampa digitale su richiesta o print on demand rappresenta attualmente la soluzione a tutti questi problemi. Si tratta di una tecnica di produzione e distribuzione libraria che consente la digitalizzazione e la stampa di un testo dove necessario, nell'esatta quantità, e nella qualità richiesta: ciò rappresenta una vera e propria rivoluzione rispetto alle tecniche tradizionali. Il print on demand potrebbe aprire nuove strade anche agli autori: abbattuti i costi, le case editrici potrebbero valutare la qualità delle nuove proposte a prescindere dalle prospettive di vendita.

 Il PoD (Print on demand) è stato lanciato negli Stati Uniti e in Canada sin dagli inizi degli anni '90, in Europa nel 1998. In Italia la prima libreria virtuale ad utilizzare la nuova tecnologia di stampa a richiesta è stata Fastbook di Rimini insieme a Lampi di stampa, un'azienda che ha messo a punto un proprio sistema di PoD per realizzare dei veri libri in micro tirature o in un'unica copia. E' una vera casa editrice che permette di pubblicare e non semplicemente di stampare. In Italia il Print on demand non si è ancora del tutto affermato, è una realtà ancora da sviluppare e perfezionare ma che certamente rivoluzionerà il mondo dell'editoria.

BBC in formato web 2.0

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Non sempre capita di vedere da vicino le linee generali di un progetto e la sua realizzazione: spesso si possono analizzare le idee progettuali, prospettate anche per iniziative importanti, che poi restano sulla carta; oppure, in altri casi ci si trova di fronte al progetto realizzato, senza poterne esaminare i presupposti metodologici e architetturali.
Poco più di un anno fa avevamo pubblicato un'analisi del progetto che la BBC intendeva perseguire per attrezzarsi alla nuova realtà del web 2.0: oggi è possibile vedere i risultati nel sito ufficiale dell'emittente inglese e apprezzarne anche molte delle soluzioni.


bbc1.jpgSpiccano nella parte a sinistra della testata i due bottoni con icona bianca su fondo verde che invitano a scegliere la propria provenienza (dalla Gran Bretagna o da un altro paese) e ad aggiungere e modificare le sezioni proposte di default, mentre a destra è disponibile un'analoga funzionalità che ristabilisce il quadro originale.
Scegliendo la via della personalizzazione si apre un riquadro che offre all'utente la possibilità di scegliere, in termini di contenuto, tra le sezioni (topics) del sito e, in termini formali, tra una scala di colori di base.

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