Rai.it: un pastiche con tutte le buone intenzioni

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È dai primi di febbraio che la Rai ha reso operativo il nuovo sito internet dell'azienda. Al primo sguardo colpisce sicuramente l'apparente semplicità della struttura. Un design piuttosto pulito che articola in diversi box i vari servizi offerti dalle reti radio e televisive. La barra superiore rimane identica qualsiasi ambito del sito si voglia visitare (escluso quello Junior) in modo da permettere di tornare con facilità al punto di inizio. Segue un'altra barra con il logo della RAI, un bottone che permette di organizzare i contenuti della homepage del sito, di modo che ogni utente possa personalizzare l'aspetto della propria pagina, una casella di ricerca e l'indicazione di data e ora; sotto, una terza barra con le notizie del televideo.
Immagine%201.png A queste tre barre che costituiscono il header, seguono delle caselle con i contenuti più svariati; oltre a quelle standard, la funzione di personalizzazione del sito permette di visualizzare in tutto sedici caselle: da quella dello Sport, alle Fiction, fino a pagine più misteriose - come ad esempio 1 su mille. È in più possibile scegliere il colore da applicare allo sfondo della pagina personale.
Immagine%202.png Nella parte inferiore della pagina troviamo un ulteriore riquardo contenente i link a tutte le pagine internet del sito RAI - 728 in tutto - elencate per piattaforma di trasmissione (radio, tv, satellite, telefonia mobile, ecc.) ma anche per genere (notizie, sport, fiction, cinema, ecc.).

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Il restyling del sito RAI appare a un'analisi sommaria ben riuscito, un aggiornamento della sua architettura interna col tentativo di messa in ordine dei contenuti. Chi naviga molto il web non potrà fare a meno di provare un certo senso di déjà-vu. Purtroppo però non è di questo che si tratta: ci troviamo davanti a un vero e proprio plagio. Rainet ha infatti calcato l'intero concept e layout da bbc.co.uk, che già à metà dicembre 2007 aveva lanciato la versione beta del sito che il 27 febbraio 2008 sarebbe entrato nella fase operativa.

Immagine 4.png Non che la BBC abbia inventato nulla di nuovo. I siti basati su tecnologia widget esistevano già prima: quello che conosciamo forse tutti è iGoogle, per non parlare di Facebook o del meno noto netvibes. L'intero processo di messa a giorno del portale di oltremanica è illustrato da Richard Titus che individua in cinque elementi base gli ingredienti vincenti del nuovo sito: personalizzazione, localizzazione, semplicità, ricerca e nostalgia.

Non ci è invece permesso di conoscere quello che è stato il processo di creazione del nuovo portale RAI. Le linee base che hanno guidato il gruppo di Piero Gaffuri, i costi del progetto, le idee che lo hanno ispirato rimangono ancora oscuri. Oscura e instabile risulta purtroppo anche la consultazione di rai.it, soprattutto se confrontato col sito degli omologhi inglesi.

Mentre la BBC mette in alto e quindi in evidenza dei bottoni che permettono l'accesso a una guida del sito comprendente istruzioni per utenti che usano sistemi operativi diversi, la possibilità di scrivere o contattare gli amministratori del sito, nonché dei video che mostrano come utilizzare al meglio i widget, la RAI si dimostra meno user friendly, offrendo soltanto un bottone con un punto interrogativo che rimanda a una pagina che si limita a spiegare l'uso dei box.

Immagine 5.png Questi ultimi si possono spostare, chiudere o minimizzare in entrambi i portali semplicemente operando direttamente sulla pagina principale, senza quindi il bisogno di accedere al menu personalizza. In più gli inglesi hanno posto un bottone edit che consente un'ulteriore strutturazione dei widget: al riquadro delle news possiamo ad esempio aggiungere o togliere notizie riguardanti paesi che non ci interessano. Inoltre andando col mouse sul titolo dei riquadri, possiamo accedere alle pagine relative. Questa opzione non è prevista dal sito italiano, che consente solo di cliccare sui link contenuti all'interno del riquadro; a quest'ultimo può quindi non corrispondere alcuna pagina di riferimento (come ad esempio è il caso per musica).

Il sito della BBC possiede una forte coerenza interna: a ogni widget corrisponde una pagina tematica. Queste le ritroviamo riassunte assieme ad altre nell'ultimo riquadro posizionato nella parte inferiore della testata, dove sono raggruppate aree diverse a seconda del genere (notizie, tempo, cibo, giardinaggio, ecc.) ma anche del mezzo o del paese di trasmissione (radio e International tv).
Immagine 6.png È vero comunque che la coerenza non è totale. Se le pagine riguardo news, business, entertainment; rimandano tutte a diverse sezioni del sito di BBC news, e se queste ultime e le restanti come sport, music, gardening, ecc., mantengono tutte un layout stilisticamente uguale che comprende sempre la barra di navigazione nella parte alta della testata, ciò non vale per Learning English, International TV e Radio che ancora presentano il precedente layout del portale.

Lo stesso vale per molte pagine di rai.it, ma con maggiore varietà di layout e quindi ancor minore coerenza interna. Se si cliccano i diversi bottoni della barra di navigazione superiore si noterà che mentre Rai.tv, Notizie, Televisione, Radio, I siti RA e Guida programmi mantengono il layout della pagina principale, ciò non vale per Junior, Community e Teche dove si mantengono layout precedenti (e anche un po' antiquati). La pagina Junior perde addirittura la barra di navigazione e quindi ogni riferimento al sito principale, al quale non è possibile ritornare tramite alcun link.

Un altro problema del portale è costituito dall'ultimo riquadro della testata, contenente un elenco di un po' tutti i siti della RAI. Spesso i link non rimandano alle pagine descritte, ma semplicemente al player dello streaming online; spesso le pagine alle quali si viene rimandati non presentano il nuovo layout, né il riquadro finale, che invece è consultabile da tutte le pagine col nuovo layout.

Un altro elemento che al confronto tra i due portali salta immediatamente all'occhio è la presenza sul sito della RAI in primo piano di pubblicità. Questa è di due tipi: sulla sinistra - e quindi in posizione di maggior risalto - una casella interattiva che pubblicizza delle produzioni RAI (da servizi giornalistici, a interviste a personaggi più o meno noti, alla pagina Junior riservata ai più piccoli); sulla destra invece un riquadro con pubblicità commerciale e quindi esterna.
Immagine 7.png Il riquadro con la pubblicità commerciale è presente nella quasi totalità delle pagine RAI, nonché prima della visualizzazione dei contenuti video. Questi sono difficili da consultare vista la scelta del poco agile Microsoft Silverlight player, che chi accede al sito per la prima volta deve installare sul proprio computer.

La pubblicità è invece totalmente assente dal sito della BBC, che in questo modo anche su internet vuole distinguersi dalle tv commerciali. Purtroppo in quanto residenti fuori dall'Inghilterra non ci è possibile verificare il funzionamento del iPlayer, piattaforma video che contiene i contenuti multimediali del portale. Tuttavia il sito ad esso riservato si struttura in cinque pagine - Home, TV, Radio, Categorie, A to Z - che mantengono un unico stile di layout.
Immagine 8.png Sarebbero ancora molti gli aspetti analizzabili: dai contenuti proposti da un portale rispetto all'altro (mi riferisco soprattutto alle pagine proposte della BBC che vanno dal cibo, alla religione, fino all'apprendimento dell'inglese), a un confronto dettagliato tra i siti di notizie che presentano - è inutile dirlo - grandi differenze, ma anche dell'accessibilità delle pagine e quindi del riguardo e del rispetto per l'utente (oltre alle guide e alla possibilità di contattare gli amministratori del sito, la BBC permette il riempimento di questionari feedback sulla qualità del servizio). Queste analisi permetterebbero di far emergere chiaramente quella che è la differente concezione di televisione e radio statale e della sua missione culturale.

Per tornare al tema principale - il nuovo portale della RAI - possiamo affermare che sono innegabili i progressi rispetto alla versione precedente: design e funzionalità sono migliorati, la qualità dei video è stata portata da 300 a 700Kbps, e vantaggiosa è sicuramente la possibilità di poter accedere ai canali televisivi in versione streaming. Non possiamo certo tacere tutto quel che è stato ricalcato dal sito inglese. L'operazione attuata dai tecnici della BBC guardava a piattaforme già esistenti chiedendosi cosa delle tecnologie già sviluppate si potesse applicare a un portale di una televisione di stato. Il lavoro fatto da Rainet invece è stato di copiatura, un po' frettolosa e purtroppo in molti punti riuscita piuttosto maluccio. Manca una coerenza totale del sito, sono molte le pagine ancora in attesa di rinnovamento, molte quelle di facciata e prive di alcuna utilità, per non parlare della consultazione del sito che alle prime utenze risulta non priva di problemi, soprattutto per chi possiede poca dimestichezza. Insomma, pur con tutte le buone intenzioni, è venuto fuori un piccolo grande pastiche.

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