Le linee guida per i siti della Pubblica Amministrazione

| | Commenti (1) | TrackBack (0)

Il 26 luglio 2010 il Dipartimento della funzione pubblica e il Dipartimento per la digitalizzazione e innovazione tecnologica, assistiti dal Formez e dall'ex-ex-Cnipa, ora DigitPA, hanno pubblicato le Linee guida per i siti web della Pubblica Amministrazione, un documento in cui si stabiliscono criteri guida e principi della comunicazione sulla rete Internet delle strutture della Pubblica Amministrazione (P.A.). Lo schema del documento è rappresentato nella figura seguente.
schema.jpgNella prima sezione, dedicata ai principi generali, si illustrano sinteticamente i riferimenti normativi più rilevanti, tra cui la Direttiva del Ministro per la P.A. del 26 novembre 2009, n. 8, e poi si definiscono i destinatari delle Linee guida e il responsabile della pubblicazione. La seconda sezione, che è la più corposa, si basa su un presupposto ampiamente condivisibile: i siti web della P.A. devono offrire servizi di informazione e di interazione con l'utenza che siano, al tempo stesso, utili, semplici e comprensibili, trasparenti, reperibili e aggiornati.

Nei siti di informazione si devono trovare quegli elementi di spiegazione e di chiarimento sui procedimenti amministrativi - ad esempio come si richiede un certo documento amministrativo - integrati da notizie pratiche, come l'orario di apertura degli sportelli, i moduli necessari, ecc. Nei siti di interazione le modalità di rapporto possono essere "a una via", quando l'utente può solo scaricare materiali messi a disposizione, "a due vie", quando l'utente può compilare moduli che vengono accettati e inseriti nel sistema, "di transazione" quando il sistema accetta i dati dell'utente e li elabora, "di personalizzazione", quando l'utente può indicare le informazioni che desidera ricevere e il sistema è in grado di inviargliele. 
Si stima che i siti web della P.A. siano circa 40.000, suddivisi tra siti istituzionali (la presentazione di un comune o di una provincia) e siti interattivi o tematici. Spesso un sito istituzionale può avere al suo interno una sezione tematica e, quindi, si può aggiungere un terzo tipo a carattere misto. In questa ingente mole di siti sono presenti ambienti efficaci e funzionanti che richiedono solo di essere aggiornati, siti che dovrebbero essere rivisti alla luce delle nuove configurazioni e situazioni che andrebbero direttamente dismesse. Può sorgere poi la necessità di costruire un sito ex-novo per rispondere a esigenze e finalità maturate solo ora.

Rispetto a un complesso di opzioni così variegato, il documento propone l'adozione di una metodologia standard di (a) raccolta delle informazioni strategiche, (b) analisi/valutazione del ciclo di vita del sito, (c) definizione dello scenario di riferimento, per giungere a una piena comprensione degli interventi da realizzare: in base a questo approccio si ottiene  un ventaglio di opzioni, che vanno dalla più positiva alla più drasticamente negativa.

Nella quarta parte si stabiliscono i parametri di qualità per la progettazione, il restyling o la gestione dei siti della P.A,: ritornano a questo punto gl indicatori della valutazione iniziale che afferiscono alla utilità delle informazioni, alla loro semplicità e comprensibilità, alla trasparenza dei procedimenti, alla reperibilità e all'aggiornamento dei contenuti. Emerge un'orientamento (apparentemente) effettivo alla cosiddetta user satisfaction, misurata con indicatori statistici e con sistemi di benchmarking, ossia di confronto rispetto a situazioni ottimali. Si arriva così alla prospettiva dell'Amministrazione 2.0, con la progressiva partecipazione dei cittadini al funzionamento e alla gestione del sito.
I social media possono essere considerati dalle P.A. come canali di broadcasting ad alto potenziale di audience, dalla forma semplice e di versatile diffusione tra i cittadini, estremamente economici (sia per gli utenti che per le stesse P.A.), multipiattaforma e spesso interoperabili tra loro.
Sono molti gli strumenti utili a questo scopo che in questo momento il web mette a disposizione: forum, wiki, blog, social network, XML e RSS, podcast, georeferenziazione.
La strategia d'uso degli strumenti del web 2.0, all'interno della comunicazione web delle amministrazioni, deve tenere conto:
  • del target di riferimento e quindi del ruolo dell'utenza nella costruzione della conoscenza;
  • del contesto organizzativo e dei modelli architetturali in cui verrà implementata.
Nella riprogettazione dei servizi e dei contenuti web in una logica 2.0, si raccomanda quindi di:
  • definire l'organizzazione dei contenuti sulla base dei bisogni degli utenti;erogare i servizi secondo una logica multi canale e multi dispositivo;
  • facilitare l'accesso ai dati e alle informazioni attraverso funzionalità evolute di ricerca elocalizzazione.

Categorie:

Ultimi post correlati

3D studio Flash - 08 Giu 2008
Progettare un sito web - 27 Mag 2008
DONNAèWEB - 04 Mar 2008


Commenti (1)

Francesco Author Profile Page ha scritto:

Il gruppo websapienza (un'iniziativa volontaria di tecnici e studenti della Sapienza che ragionano intorno ai servizi web dell'ateneo) ha prodotto queste "Ipotesi di linee guida per i servizi web della sapienza", ispirate alle linee guida per i siti PA.

E' stato un esercizio molto utile per cercare di rendere concrete le indicazioni ministeriali anche per la nostra università.

www.websapienza.org/servizi-web/



Su questo post

Questa pagina contiene un solo post di lucius pubblicato il 31.07.2010 h. 18:48.

The End of Forgetting è il post precedente.

"Il Web è morto. Lunga vita a Internet" è il post successivo.

Archivi per mese