Archivi di Ottobre 2010

È l'ora degli e-book?

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Se ci si limita ai dati di vendita sembrerebbe di no. Se si seguono gli annunci di queste settimane e gli interventi sulla stampa specializzata, sembrerebbe proprio di sì. Si infittiscono, infatti, i movimenti sullo scacchiere (ne abbiamo dato notizia qui) e ci si prepara alla campagna di Natale. Sono venuti a convergere due aspetti significativi: da una parte la disponibilità di nuovi e più sofisticati strumenti di lettura (i cosiddetti reader), e dall'altra l'investimento di grandi gruppi editoriali o di cartelli di medi e piccoli editori; il tutto per rendere corposa un'offerta a 360 gradi, in grado di coprire la richiesta di mezzi idonei e di contenuti di qualità. Il quesito che si pone a questo punto è semplice e chiaro: saranno sufficienti queste novità a colmare il divario storico tra un mercato come quello italiano degli e-book, ancora fermo a uno zero virgola qualcosa dell'intero settore, e il mercato di altri paesi europei, per non parlare degli Stati Uniti, che questa soglia l'hanno già superata e si stanno avvicinando al 5% e in prospettiva al 10%?

copertina_editoria_digitale.gif Il tema questa volta lo vogliamo svolgere da un altro angolo di visuale: quello dei fautori della cultura digitale e degli appassionati di innovazione tecnologica. Partiamo da un libro, disponibile gratuitamente nella repubblica degli e-book ed acquistabile anche in edizione cartacea tra i pocket delle edizioni Apogeo: il titolo è Editoria digitale, il sottotitolo, più complesso, è "Linguaggi, strumenti, produzione e distribuzione dei libri digitali". L'ha scritto Letizia Sechi, laureata in Lettere e con studi anche al Conservatorio, che è diventata un'addetta ai lavori passando nella redazione di Apogeo per approdare come production manager in 40kbooks, la società legata proprio a BookRepublic

Il volume, organizzato in 7 capitoli e un'appendice, si sviluppa a partire da un esame dei principali linguaggi e formati di questi nuovi prodotti; presenta poi nella parte centrale un'analisi dettagliata dei processi di produzione e di distribuzione degli e-book, seguita da un capitolo sulle nuove figure professionali necessarie nelle varie fasi del ciclo realizzativo; si conclude infine con l'approfondimento degli strumenti di lettura e della questione dei diritti e del copyright nella nuova dimensione digitale, tematiche queste ultime che esaltano i produttori di nuove tecnologie (dai più noti Apple ed Amazon ai meno conosciuti Irex e Bookeen) e che al tempo stesso mettono in allarme gli editori per il timore delle copie illegali. In questa pagina si può vedere una schermata del testo.

Con la strumentazione concettuale offerta dal volume della Sechi ci avviciniamo alle tesi dei fautori dell'editoria digitale. Cominciamo con la voce di Fabrizio Brivio, editor proprio di Apogeo (ora nel gruppo Feltrinelli e, quindi, nell'alleanza che ha dato vita alla piattaforma Edigita):
Gli ebook in Italia sono oggi una gigantesca start-up nazionale che coinvolge tutti gli addetti ai lavori, apre nuove opportunità e porta con sé i germi di una rivoluzione anche se per ora sembra più prudente parlare di evoluzione, dei gusti e delle modalità di lettura, quantomeno dei lettori forti. La storia ci dirà chi avrà previsto con maggiore lucidità il futuro di questo nuovo oggetto editoriale. Ora è però possibile concentrarsi su quanto già c'è.

Public Enemies

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Su copertine e manifesti

Questa volta decliniamo il tema della multimedialità fuori della rete, ritornando a mezzi più "tradizionali" come un libro e un film. Lo spunto è offerto dalla banca dati "Covering Photography", di cui abbiamo già parlato esattamente tre anni fa in Editing and Publishing.

Tra le acquisizioni recenti di questa raccolta di immagini legate ai libri è la sovracoperta del volume Public Enemies, pubblicato nel 2004 da Penguin Books, una ricostruzione di aspetti importanti del fenomeno gangsteristico americano, scritta da Bryan Burrough: la fotografia nella sovracoperta, opera di Weegee (pseudonimo del fotografo Arthur Fellig), ritrae alcuni banditi arrestati da poco che si coprono il volto di fronte ai flash dei fotografi. Lo scatto è nel suo insieme realistico e rimanda a qualcosa di conosciuto, tra la cronaca dei vecchi cinegiornali e settimanali e alcune pellicole cinematografiche più recenti.

Book.jpg I corti circuiti messi insieme dal curatore della banca dati, Karl Baden, sono due: da una parte, l'accostamento con il manifesto del film omonimo che è stato tratto dal libro nel 2009 e che era interpretato dal versatile Johnny Depp; dall'altra, la notazione dello scostamento temporale tra il momento dello scatto della foto di copertina (1945), con gli anni (1933-1935) in cui è ambientata la vicenda del libro. Proviamo a seguire il filo del ragionamento, partendo dal film.

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