È l'ora degli e-book?

| | TrackBack (0)

Se ci si limita ai dati di vendita sembrerebbe di no. Se si seguono gli annunci di queste settimane e gli interventi sulla stampa specializzata, sembrerebbe proprio di sì. Si infittiscono, infatti, i movimenti sullo scacchiere (ne abbiamo dato notizia qui) e ci si prepara alla campagna di Natale. Sono venuti a convergere due aspetti significativi: da una parte la disponibilità di nuovi e più sofisticati strumenti di lettura (i cosiddetti reader), e dall'altra l'investimento di grandi gruppi editoriali o di cartelli di medi e piccoli editori; il tutto per rendere corposa un'offerta a 360 gradi, in grado di coprire la richiesta di mezzi idonei e di contenuti di qualità. Il quesito che si pone a questo punto è semplice e chiaro: saranno sufficienti queste novità a colmare il divario storico tra un mercato come quello italiano degli e-book, ancora fermo a uno zero virgola qualcosa dell'intero settore, e il mercato di altri paesi europei, per non parlare degli Stati Uniti, che questa soglia l'hanno già superata e si stanno avvicinando al 5% e in prospettiva al 10%?

copertina_editoria_digitale.gif Il tema questa volta lo vogliamo svolgere da un altro angolo di visuale: quello dei fautori della cultura digitale e degli appassionati di innovazione tecnologica. Partiamo da un libro, disponibile gratuitamente nella repubblica degli e-book ed acquistabile anche in edizione cartacea tra i pocket delle edizioni Apogeo: il titolo è Editoria digitale, il sottotitolo, più complesso, è "Linguaggi, strumenti, produzione e distribuzione dei libri digitali". L'ha scritto Letizia Sechi, laureata in Lettere e con studi anche al Conservatorio, che è diventata un'addetta ai lavori passando nella redazione di Apogeo per approdare come production manager in 40kbooks, la società legata proprio a BookRepublic

Il volume, organizzato in 7 capitoli e un'appendice, si sviluppa a partire da un esame dei principali linguaggi e formati di questi nuovi prodotti; presenta poi nella parte centrale un'analisi dettagliata dei processi di produzione e di distribuzione degli e-book, seguita da un capitolo sulle nuove figure professionali necessarie nelle varie fasi del ciclo realizzativo; si conclude infine con l'approfondimento degli strumenti di lettura e della questione dei diritti e del copyright nella nuova dimensione digitale, tematiche queste ultime che esaltano i produttori di nuove tecnologie (dai più noti Apple ed Amazon ai meno conosciuti Irex e Bookeen) e che al tempo stesso mettono in allarme gli editori per il timore delle copie illegali. In questa pagina si può vedere una schermata del testo.

Con la strumentazione concettuale offerta dal volume della Sechi ci avviciniamo alle tesi dei fautori dell'editoria digitale. Cominciamo con la voce di Fabrizio Brivio, editor proprio di Apogeo (ora nel gruppo Feltrinelli e, quindi, nell'alleanza che ha dato vita alla piattaforma Edigita):
Gli ebook in Italia sono oggi una gigantesca start-up nazionale che coinvolge tutti gli addetti ai lavori, apre nuove opportunità e porta con sé i germi di una rivoluzione anche se per ora sembra più prudente parlare di evoluzione, dei gusti e delle modalità di lettura, quantomeno dei lettori forti. La storia ci dirà chi avrà previsto con maggiore lucidità il futuro di questo nuovo oggetto editoriale. Ora è però possibile concentrarsi su quanto già c'è.
Due chiarimenti sono necessari: start-up è un'espressione usata nell'economia aziendale per indicare un'azienda in via di costruzione (lett. "alla partenza, al via" come nelle gare di corsa); i termini rivoluzione ed evoluzione sono riferiti ai cosiddetti "lettori forti", ossia gli amanti della lettura, mentre forse sarebbe stato il caso di considerare anche i "nativi digitali", coloro che il libro come strumento tradizionale di svago, di informazione o di accrescimento delle conoscenze lo hanno conosciuto solo nelle aule scolastiche, più come dovere che come piacere.

In secondo luogo, "quanto già c'è" - come scrive Brivio alla fine del brano citato - assume in Italia una configurazione particolare: società o gruppi diversi gestiscono in modo separato le piattaforme di distribuzione e quelle di vendita. Così gli utenti possono comprare un ebook sul sito di Internet Bookshop, di Bertelsmann-Mondadori o della Feltrinelli; gli editori invece possono ricorrere ad altri soggetti per la distribuzione dei loro prodotti sotto forma di ebook. In questo secondo caso i soggetti sono quelli già visti: Edigita, Simplicissimus, Mondadori-Telecom, Bookrepublic. In altri paesi il processo è diverso: l'esempio principe è quello americano dove un distributore come Amazon e un produttore di ICT come Apple stanno guidando il mercato, coprendo tutte le fasi di produzione, distribuzione e di vendita [anche se Apple, pur essendo lanciatissima con il suo iPad, è ancora indietro nella vendita: l'iBookstore non regge il confronto per numero di testi offerti con le vetrine virtuali di Amazon o di Barnes & Noble, come racconta un osservatore americano].

LaFeltrinelli.jpg
Molti altri interventi della blogosfera italiano hanno toccato il problema del prezzo e, ovviamente, dei diritti. Comune è la critica ai "lucchetti", ossia ai DRM, con cui si cerca di proteggere la proprietà letteraria; comune è anche la convinzione che, pur lentamente, il mercato italiano decollerà; diverse sono le soluzioni per garantire editori e autori, con un discorso che rimane nella sostanza aperto. Chi è interessato a un approfondimento di queste tematiche trova nella lista seguente i principali riferimenti:

  • Mafe De Baggis su Punto informatico del 22 ottobre: "NoLogo/Non ebook, ma amore per i bit"
  • Gaspar Torriero su Gaspar Torriero gone verbose del 23 ottobre 2010: "Sei motivi per cui l'ebook vale meno del libro di carta"
  • Massimo Granieri sulle sue Blog Notes del 24 ottobre 2010: "La ricetta"
  • Massimo Mantellini su Manteblog del 24 ottobre ripubblica sottoscrivendolo l'intervento di Antonio Tombolini, patron di Simplicissimus, sulle innovazioni tecnologiche che cambiano gli abituali scenari dell'editoria
Ci fermiamo qui, anche se la lista potrebbe continuare: se qualche lettore vuole aggiungere altri suggerimenti od osservazioni è. come sempre, il benvenuto.

Aggiornamento del 31 ottobre 2010. Sul «Corriere della Sera» del 31 ottobre Alessia Rastelli offre un quadro dettagliato dei volumi disponibili per le singole cordate:

  • 1.500 titoli già disponibili adesso sulla piattaforma Edigita, che diventeranno 3.500 per le vacanze di Natale
  • 1.200 titoli per Mondadori tra novità (400) e ristampe in digitale (800)
  • 1.200 titoli offerti da Simplicissimus
  • circa un migliaio da BooksRepublic

Aggiornamento del 6 dicembre 2010. Secondo i dati IE-Informazioni Editoriali, presentati alla Fiera "Più libri più liberi" di Roma, il numero di ebook disponibili sul mercato italiano ammonta a poco meno di 6.000, che corrisponde a circa l'1,5 dei titoli in circolazione "commercialmente vivi". In termini di valore economico il nuovo segmento è arrivato a pesare per lo 0,1% sull'intero settore librario, ancora ben lontano dal risultato americano del 9% nello stesso periodo. Sono infne circa un milione gli italiani che hanno avuto un'esperienza di lettura con i nuovi strumenti. La strada è decisamente lunga e il problema riguarda soprattutto i tempi, che possono subire accelerazioni improvvise per fenomeni legati alla moda o fasi di ristagno perché è stato colmato il bacino di utenza effettiva.

Categorie:

Ultimi post correlati

Previsioni o desideri? - 14 Lug 2011
Segreti svelati - 31 Gen 2011
Una nuova libreria virtuale - 07 Dic 2010




Su questo post

Questa pagina contiene un solo post di lucius pubblicato il 26.10.2010 h. 15:24.

Public Enemies è il post precedente.

La banca dati in linea della Zanichelli è il post successivo.

Ultimi commenti

Non ci sono commenti per questo post

Archivi per mese